
Iran minaccia una “risposta schiacciante” se gli USA violano il memorandum
Teheran avverte Washington di ritorsioni predefinite in caso di violazioni o richieste eccessive, mentre i negoziati tecnici restano in stallo e la tregua mostra già crepe.
L’Iran ha formalmente avvertito gli Stati Uniti che qualsiasi scostamento dal memorandum d’intesa firmato nella notte tra il 17 e il 18 giugno innescherà una rappresaglia “secondo un piano predeterminato”. Lo ha comunicato il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, mentre il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore designato, ha evocato una “risposta schiacciante” e una “sberla ancora più forte” se Washington dovesse ripetere la via del conflitto armato. Il memorandum, siglato in forma elettronica dai presidenti Donald Trump e Masoud Pezeshkian, prevede il cessate-il-fuoco immediato, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un periodo di sessanta giorni – con scadenza il 17 agosto – per trasformare l’intesa quadro in un accordo comprensivo su programma nucleare, sanzioni e sicurezza regionale.
Da Teheran, la linea è dettata dalla Guida suprema Mojtaba Khamenei, che ha autorizzato l’intesa ma ha messo in guardia contro “pretese eccessive” e malafede, precisando che il via libera non equivale a un’accettazione dell’egemonia americana. Il comunicato del Consiglio di sicurezza parla di “completa sfiducia verso un nemico che infrange giuramenti e promesse” e assicura che i diritti del “Fronte della Resistenza” e il sangue dei martiri saranno tutelati. Sul versante opposto, il Pentagono ha già annunciato che riprenderà le operazioni militari e il blocco navale se l’Iran non rispetterà gli impegni, mentre la Casa Bianca si dice impaziente di avviare i colloqui tecnici, pur senza una data fissata. L’incontro previsto per venerdì a Bürgenstock, in Svizzera, è stato annullato dopo la rinuncia del vicepresidente J.D. Vance a guidare la delegazione statunitense; secondo fonti diplomatiche europee, la cancellazione riflette la profondità della sfiducia reciproca e la fragilità del processo.
Sul terreno, la tregua non copre tutti i fronti. Nel Libano meridionale gli scontri proseguono: Hezbollah rivendica la distruzione di tre carri armati israeliani, mentre fonti del Congresso americano sollevano dubbi sulla trasparenza dell’amministrazione riguardo a un bombardamento che avrebbe colpito una scuola elementare in Iran causando 170 vittime. La riapertura dello Stretto di Hormuz ha permesso a tre petroliere iraniane di lasciare il blocco, ma la situazione resta volatile. Per l’Italia e l’Europa, la stabilità dello stretto è cruciale per gli approvvigionamenti energetici: analisti a Bruxelles osservano che un fallimento dell’intesa riporterebbe disruption sui transiti petroliferi con effetti immediati sulle economie mediterranee.
Il memorandum segue una guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio 2026, caratterizzata da blocco navale e bombardamenti. L’impianto dell’intesa ricorda l’accordo nucleare del 2015 (JCPOA), da cui Trump uscì unilateralmente nel 2018. Teheran rivendica il diritto all’energia atomica civile ma si dice disposta a un’intesa che escluda l’arma nucleare; Washington insiste sulla verifica e sullo smantellamento delle capacità militari. Il dossier è ora sospeso all’avvio dei negoziati tecnici, non ancora calendarizzati, mentre le minacce incrociate scandiscono un conto alla rovescia di sessanta giorni che entrambe le parti dicono di voler rispettare, ma con piani di ritorsione già pronti.
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L'Iran ha lanciato un duro avvertimento agli Stati Uniti: qualsiasi violazione del memorandum o richiesta eccessiva sarà accolta con uno 'schiaffo' ancora più forte di quello precedente. Il presidente del parlamento ha sottolineato che Teheran è pronta a una risposta schiacciante in caso di malafede da parte di Washington. Il periodo di negoziati di 60 giorni è visto come una prova dell'affidabilità americana, con l'Iran che insiste sulla piena attuazione dell'accordo.
L'Iran ha fatto capire che risponderà con fermezza se l'accordo con gli Stati Uniti verrà violato o se verranno avanzate richieste irragionevoli. L'avvertimento arriva mentre entrambi i paesi entrano in una fase di 60 giorni di negoziati cruciali volti a trasformare l'accordo quadro in una tregua permanente. La dichiarazione è stata diffusa dal presidente del parlamento iraniano tramite i social media.
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