
Valute emergenti: il peso colombiano vola ai massimi dal 2019, rupia e naira arretrano
Mentre il peso colombiano tocca quota 3.248 sul dollaro grazie al carry trade e alle attese di riforme, la rupia indonesiana e la naira nigeriana cedono sotto il peso di deficit commerciali e avvertimenti delle agenzie di rating.
Il quadro delle valute dei mercati emergenti si presenta sempre più frammentato. Il peso colombiano ha chiuso la seconda settimana di luglio a 3.248 per dollaro, un livello che non si registrava dal 2019, con una rivalutazione del 16,4% da inizio anno e del 24,4% su base annua. Secondo gli analisti di Bogotà, la discesa potrebbe proseguire fino a 2.800 nel caso in cui il nuovo governo riesca a concretizzare una riforma fiscale da 40 mila miliardi di pesos e a rilanciare il settore petrolifero. A trainare il movimento è il differenziale dei tassi: la banca centrale colombiana mantiene il costo del denaro al 12%, ben al di sopra del 3% delle economie avanzate, alimentando massicce operazioni di carry trade che attraggono capitali esteri.
Di segno opposto è l’andamento della rupia indonesiana, che nella settimana dal 6 al 10 luglio ha perso lo 0,39% toccando 18.065 per dollaro. Da Giacarta gli operatori segnalano il peso di un duplice fattore: il rapporto di Fitch Ratings, che ha messo in guardia contro il deterioramento della governance economica e il rischio di un declassamento del rating sovrano, e la notizia del deficit commerciale di 1,61 miliardi di dollari registrato a maggio, che ha interrotto una striscia di 72 mesi consecutivi di surplus. Anche la naira nigeriana ha mostrato fragilità, deprezzandosi leggermente sul mercato ufficiale a 1.379,62 per dollaro, mentre sul mercato parallelo le quotazioni sono rimaste sostanzialmente stabili intorno a 1.427-1.435.
In Iran, il rial ha vissuto una seduta di forte volatilità. Le tensioni militari con gli Stati Uniti, con attacchi reciproci nella notte, hanno innescato un’impennata iniziale del dollaro sul mercato libero, salito fino a 181.000-182.000 toman, per poi ripiegare in parte. I tassi ufficiali delle valute estere presso il centro di scambio hanno registrato rialzi generalizzati, con il dollaro a 149.149 toman e l’euro a 170.609 toman, mentre l’oro ha risentito del calo delle quotazioni internazionali, con il grammo di 18 carati sceso a 17,66 milioni di toman. Da Teheran gli osservatori sottolineano come l’incertezza sul destino dei negoziati diplomatici mantenga il mercato in una condizione di attesa cauta, con i movimenti dettati più dagli sviluppi politici che dai fondamentali economici.
Per l’Europa e l’Italia, questi movimenti disegnano uno scenario a due velocità. La forza del peso colombiano potrebbe rendere più costose le esportazioni italiane verso quel mercato, mentre la debolezza della rupia e della naira favorisce le importazioni di materie prime, ma segnala anche un clima di rischio che potrebbe allontanare gli investitori. Il nodo iraniano, con il suo potenziale impatto sul prezzo del petrolio, resta la variabile più imprevedibile. I prossimi appuntamenti da monitorare sono l’evoluzione del negoziato nucleare, le decisioni della banca centrale indonesiana e l’attuazione delle riforme fiscali a Bogotà.
| Stampa iraniana e affini | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | +0.70 | aligned |
L'Iran subisce l'aggressione esterna che destabilizza la sua economia. Il regime denuncia le sanzioni e le minacce americane come causa del crollo del rial.
La narrazione attribuisce la svalutazione esclusivamente a fattori esterni (attacchi USA), presentando l'Iran come vittima innocente. Si omette qualsiasi riferimento a politiche economiche interne o sanzioni internazionali come conseguenza di azioni iraniane.
Non vengono menzionate le sanzioni internazionali imposte all'Iran per il suo programma nucleare, né le politiche economiche interne che potrebbero aver contribuito all'inflazione.
La Colombia celebra il rafforzamento del peso come risultato di una gestione economica prudente e di condizioni di mercato favorevoli. Il tono è ottimista e tecnico.
La narrazione presenta l'apprezzamento del peso come un fenomeno puramente di mercato, senza menzionare possibili fattori esterni come l'aumento dei prezzi delle materie prime o le politiche della banca centrale. Si omette qualsiasi discussione su potenziali rischi di surriscaldamento.
Non si fa cenno alla situazione dell'Iran o ad altre valute dei mercati emergenti, né a possibili effetti di contagio. L'analisi è isolata al contesto colombiano.
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