
Moldavia, un banchiere filo-Ue alla guida del governo: Tofan punta all’adesione entro il 2028
Dopo le dimissioni a sorpresa del premier Munteanu, la presidente Sandu sceglie un investitore con legami in Ucraina per accelerare il percorso europeo e risanare la fiducia dei cittadini.
La presidente della Moldavia Maia Sandu ha nominato Vasile Tofan nuovo primo ministro, incaricandolo di formare un governo che dovrà ottenere la fiducia del Parlamento entro quindici giorni. Tofan, quarantaquattrenne, è senior partner del fondo di investimento Horizon Capital, con asset per oltre 1,6 miliardi di dollari concentrati in Ucraina e Moldavia, e co-fondatore del movimento civico “Europa 2028”. Nel suo primo intervento ha fissato come obiettivo prioritario la firma del trattato di adesione all’Unione Europea entro la fine del 2028, definendolo «uno scopo ambizioso ma realistico» e «la chance di una generazione».
Secondo fonti governative di Chișinău, la scelta di un tecnico estraneo agli apparati di partito risponde alla necessità di ricucire lo strappo con l’opinione pubblica dopo le dimissioni del precedente esecutivo. Il premier uscente Alexandru Munteanu aveva lasciato l’incarico il 3 luglio, dichiarando di non poter più operare secondo le proprie convinzioni, senza fornire ulteriori spiegazioni. Da Bruxelles, l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha indicato il 2030 come orizzonte possibile per l’allargamento a Moldavia, Ucraina e altri candidati, ma il governo di Chișinău accelera, forte di un referendum costituzionale sull’adesione previsto per ottobre 2024 e del sostegno della maggioranza parlamentare del Partito di Azione e Solidarietà (PAS).
La nomina di un banchiere con base operativa a Kiev e un passato in fondi attivi su entrambe le sponde del confine moldo-ucraino rafforza il profilo filo-occidentale del paese, in un momento in cui la guerra in Ucraina rende la regione particolarmente sensibile. Secondo analisti di Bruxelles, l’ingresso della Moldavia nell’Unione comporterebbe un’estensione del mercato unico e della politica di coesione fino al confine con l’Ucraina, con ricadute per l’Italia sul fronte della sicurezza energetica e delle rotte migratorie. Il percorso negoziale resta tuttavia irto di ostacoli: il primo cluster di riforme, che include stato di diritto, funzionamento delle istituzioni democratiche e lotta alla corruzione, viene aperto per primo e chiuso per ultimo, e le recenti inchieste giornalistiche su assunzioni clientelari e diplomi falsi – che secondo fonti vicine all’opposizione moldava avrebbero coinvolto parenti della presidente e alti funzionari – mostrano la fragilità del sistema.
Tofan ha quindici giorni per presentare la lista dei ministri e il programma di governo. Il voto di fiducia è atteso entro la fine di luglio e, data l’ampia maggioranza del PAS, appare scontato. Subito dopo, l’esecutivo dovrà affrontare le scadenze imposte da Bruxelles per l’avanzamento dei negoziati, con l’obiettivo di completare un primo pacchetto di riforme entro agosto. La partita si gioca sulla capacità del nuovo premier di coniugare la spinta riformatrice con la tenuta sociale, in un paese dove l’elettorato resta diviso tra europeismo e legami storici con Mosca.
| Stampa russa e CSI | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
La Russia riproietta la nomina di Tofan come un'ingerenza ucraina, sottolineando la sua residenza e gli investimenti di Horizon Capital in Ucraina.
Enfatizzando ripetutamente la residenza ucraina di Tofan e i 700 milioni di dollari investiti in Ucraina, si insinua una mancanza di indipendenza e un'influenza straniera sul nuovo governo moldavo.
Viene omesso lo scandalo di corruzione che ha portato alle dimissioni del precedente premier, che avrebbe mostrato problemi interni al governo.
L'Europa universalizza la crisi politica moldava come un problema di corruzione, collegando le dimissioni a uno scandalo familiare.
Includendo il dettaglio dello scandalo di corruzione che coinvolge la cugina della presidente, si suggerisce che la nomina di Tofan sia una reazione a una crisi di fiducia, non solo una scelta tecnica.
Il sud-est asiatico riporta la notizia in modo distaccato, senza prendere posizione.
Limitandosi ai fatti essenziali e alle dichiarazioni ufficiali, si evita qualsiasi interpretazione o giudizio.
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