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Un robot con tre braccia tenta di salvare il telescopio Swift in caduta libera

La Nasa ha lanciato un veicolo robotico per afferrare l'osservatorio spaziale Swift, destinato a disintegrarsi in atmosfera entro l'anno, e riportarlo in un'orbita sicura.

Venerdì mattina, da un atollo delle Isole Marshall, un razzo Pegasus sganciato da un aereo ha immesso in orbita il veicolo LINK, una sonda robotica grande quanto un frigorifero. La missione, finanziata dalla NASA con 30 milioni di dollari, tenta per la prima volta nella storia spaziale di intercettare un telescopio scientifico in caduta, agganciarlo con tre bracci meccanici e spingerlo verso un'orbita più alta, dove potrà continuare a operare.

L'osservatorio Swift, lanciato nel 2004 per studiare i lampi di raggi gamma – le esplosioni più violente del cosmo – sta perdendo quota a ritmo accelerato. Progettato per una missione di due anni e privo di propulsori propri, ha visto la sua orbita scendere da 600 a circa 360 chilometri, soprattutto negli ultimi due anni, a causa dell'intensa attività solare che ha dilatato gli strati superiori dell'atmosfera terrestre, aumentando l'attrito. Senza un intervento, il telescopio da 250 milioni di dollari si sarebbe incenerito al rientro entro la fine del 2026, secondo le stime dei responsabili NASA.

Il piano, sviluppato in soli nove mesi dalla startup Katalyst Space Technologies, prevede che LINK raggiunga Swift in circa quattro settimane, lo ispezioni con telecamere e sensori, quindi lo afferri in un punto mai progettato per un aggancio. Una volta assicurato, il robot attiverà propulsori ionici a bassa spinta per sollevare lentamente l'osservatorio di circa 300 chilometri, riportandolo alla quota originaria. L'intera manovra di boost durerà almeno un mese, con l'obiettivo di riprendere le osservazioni scientifiche entro settembre. La comunità astrofisica internazionale segue con apprensione: Swift è uno strumento unico per captare eventi transienti di altissima energia, e la sua perdita priverebbe i ricercatori di dati preziosi per anni.

Se l'operazione avrà successo, il modello potrebbe essere replicato per altri satelliti scientifici in declino, come il telescopio Hubble, che sta subendo un analogo decadimento orbitale. Al momento, le osservazioni di Swift sono sospese per conservare la quota residua. Il prossimo traguardo concreto sarà l'avvicinamento e l'aggancio, previsto tra la fine di luglio e l'inizio di agosto: un test senza precedenti per la robotica orbitale e per la gestione sostenibile delle risorse spaziali.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Un robot è stato lanciato per tentare un salvataggio mai provato prima in orbita: agganciare il vecchio osservatorio Swift e impedire che si disintegri. La missione è considerata cruciale per preservare uno strumento che da vent'anni studia le esplosioni più violente dell'universo.

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Un veicolo spaziale a tre bracci è partito per salvare un telescopio della NASA che rischia di precipitare sulla Terra. L'operazione, mai tentata prima, è considerata ad alto rischio ma potrebbe evitare la distruzione dell'osservatorio Swift entro pochi mesi.

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venerdì 3 luglio 2026

Un robot con tre braccia tenta di salvare il telescopio Swift in caduta libera

La Nasa ha lanciato un veicolo robotico per afferrare l'osservatorio spaziale Swift, destinato a disintegrarsi in atmosfera entro l'anno, e riportarlo in un'orbita sicura.

Venerdì mattina, da un atollo delle Isole Marshall, un razzo Pegasus sganciato da un aereo ha immesso in orbita il veicolo LINK, una sonda robotica grande quanto un frigorifero. La missione, finanziata dalla NASA con 30 milioni di dollari, tenta per la prima volta nella storia spaziale di intercettare un telescopio scientifico in caduta, agganciarlo con tre bracci meccanici e spingerlo verso un'orbita più alta, dove potrà continuare a operare.

L'osservatorio Swift, lanciato nel 2004 per studiare i lampi di raggi gamma – le esplosioni più violente del cosmo – sta perdendo quota a ritmo accelerato. Progettato per una missione di due anni e privo di propulsori propri, ha visto la sua orbita scendere da 600 a circa 360 chilometri, soprattutto negli ultimi due anni, a causa dell'intensa attività solare che ha dilatato gli strati superiori dell'atmosfera terrestre, aumentando l'attrito. Senza un intervento, il telescopio da 250 milioni di dollari si sarebbe incenerito al rientro entro la fine del 2026, secondo le stime dei responsabili NASA.

Il piano, sviluppato in soli nove mesi dalla startup Katalyst Space Technologies, prevede che LINK raggiunga Swift in circa quattro settimane, lo ispezioni con telecamere e sensori, quindi lo afferri in un punto mai progettato per un aggancio. Una volta assicurato, il robot attiverà propulsori ionici a bassa spinta per sollevare lentamente l'osservatorio di circa 300 chilometri, riportandolo alla quota originaria. L'intera manovra di boost durerà almeno un mese, con l'obiettivo di riprendere le osservazioni scientifiche entro settembre. La comunità astrofisica internazionale segue con apprensione: Swift è uno strumento unico per captare eventi transienti di altissima energia, e la sua perdita priverebbe i ricercatori di dati preziosi per anni.

Se l'operazione avrà successo, il modello potrebbe essere replicato per altri satelliti scientifici in declino, come il telescopio Hubble, che sta subendo un analogo decadimento orbitale. Al momento, le osservazioni di Swift sono sospese per conservare la quota residua. Il prossimo traguardo concreto sarà l'avvicinamento e l'aggancio, previsto tra la fine di luglio e l'inizio di agosto: un test senza precedenti per la robotica orbitale e per la gestione sostenibile delle risorse spaziali.

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Un robot è stato lanciato per tentare un salvataggio mai provato prima in orbita: agganciare il vecchio osservatorio Swift e impedire che si disintegri. La missione è considerata cruciale per preservare uno strumento che da vent'anni studia le esplosioni più violente dell'universo.

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Un veicolo spaziale a tre bracci è partito per salvare un telescopio della NASA che rischia di precipitare sulla Terra. L'operazione, mai tentata prima, è considerata ad alto rischio ma potrebbe evitare la distruzione dell'osservatorio Swift entro pochi mesi.

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