
Il piano anti-Messi di Tuchel: marcatura a uomo nella semifinale mondiale
Il ct inglese valuta una strategia vecchia scuola per fermare il fuoriclasse argentino nella semifinale che riaccende la rivalità storica tra le due nazionali.
A quarant’anni esatti dalla «Mano de Dios», l’Inghilterra si presenta all’appuntamento con l’Argentina meditando un azzardo tattico che sa di calcio d’altri tempi. Nella conferenza della vigilia ad Atlanta, Thomas Tuchel ha ammesso di avere «pensato a una marcatura a uomo vecchia scuola su Messi», precisando che l’idea «mi è passata per la testa, non so se la realizzeremo». È la prima volta che il commissario tecnico dei Tre Leoni si spinge a tanto in pubblico, segno di quanto l’ombra del capitano albiceleste condizioni la preparazione di una partita che vale la finale del Mondiale 2026.
La semifinale del Mercedes-Benz Stadium — fischio d’inizio alle 16 locali, le 22 in Italia — incrocia due percorsi tormentati. L’Argentina campione in carica ha superato Capo Verde, Egitto e Svizzera sempre in rimonta e con due tempi supplementari, mostrando una fragilità difensiva inedita ma anche la capacità di riemergere guidata da un Messi capocannoniere a quota otto reti. L’Inghilterra, dal canto suo, ha eliminato Messico e Norvegia tra espulsioni, rimonte e prolungamenti, aggrappandosi ai sei gol ciascuno di Jude Bellingham e Harry Kane. In Europa si sottolinea come la squadra di Tuchel non abbia ancora espresso un gioco fluido, mentre in Sudamerica si legge la sofferenza argentina come il prezzo di un gruppo che, per usare le parole del ct Scaloni, «non si spaventa quando va sotto».
La rivalità tra le due maglie affonda le radici nei quarti di finale del 1986, quando Diego Maradona segnò con il pugno e poi con uno slalom leggendario, e si è alimentata con il rosso a Beckham nel 1998 e il rigore di vendetta nel 2002. Tuchel ha scelto di blindare i suoi da ogni riferimento storico: «Non parliamo di momenti iconici, la tensione è già sufficiente». Anche Scaloni ha provato a sterilizzare il contesto, definendo la sfida «solo una partita di calcio», mentre il ministero della Sicurezza argentino ha vietato striscioni con messaggi politici, compresi quelli sulle Malvinas, per blindare l’ordine pubblico in uno stadio dove l’FBI ha alzato il livello di allerta.
Sul piano tattico, l’Inghilterra recupera Declan Rice dopo un attacco febbrile, ma perde Jarell Quansah per squalifica e Jordan Henderson per infortunio; a destra Ezri Konsa o Djed Spence affiancheranno Stones e Guehi. L’Argentina dovrebbe confermare il 4-4-2 con Paredes, De Paul, Mac Allister ed Enzo Fernández a centrocampo, e il dubbio Scaloni su un possibile innesto di Nico González o Giuliano Simeone al posto di un De Paul apparso sottotono. Davanti, Julián Álvarez affiancherà Messi, con Lautaro Martínez pronto a subentrare.
La posta in palio è la finale di domenica contro la Spagna, che ha eliminato la Francia 2-0. Per l’Inghilterra sarebbe la prima finale mondiale dal 1966; per l’Argentina, la possibilità di diventare la prima nazionale a confermarsi campione dal Brasile del 1962. A prescindere da chi solleverà il trofeo, la notte di Atlanta scriverà l’ultimo capitolo di una rivalità che il calcio mondiale attendeva da ventiquattro anni.
| Stampa latinoamericana | −0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa del Golfo arabo | +0.10 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
L'America Latina osserva con preoccupazione il piano di Tuchel per marcare Messi a uomo, riconoscendo la minaccia ma anche la grandezza del fuoriclasse.
Enfatizzando la preoccupazione di Tuchel e la difficoltà di fermare Messi, si legittima l'idea che Messi sia un avversario eccezionale.
Non riportano la dichiarazione più fiduciosa di Tuchel ('We will stop Messi') che appare in altri blocchi, attenuando così la percezione di sicurezza inglese.
L'India e il Sud Asia vedono nel piano di Tuchel una strategia audace per neutralizzare Messi, enfatizzando la determinazione inglese.
Utilizzando il termine 'masterplan' e l'espressione 'a tutti i costi', si crea un'aura di decisione e competenza tattica.
Non menzionano la preoccupazione di Tuchel o la possibilità che il piano fallisca, a differenza di altri blocchi che sottolineano il rischio.
Il Golfo arabo riporta con enfasi la determinazione di Tuchel di fermare Messi, presentando la semifinale come una battaglia tra titani.
Citando direttamente la dichiarazione 'Fermeremo Messi', si attribuisce a Tuchel una sicurezza che legittima la narrazione di una sfida decisiva.
Non riportano la preoccupazione di Tuchel o la natura ipotetica del piano, che invece emerge in altri blocchi.
Il Sud-est asiatico vede nella presenza di Messi un fattore che costringe l'Inghilterra a esprimersi al massimo, enfatizzando la sfida.
Riportando la previsione di Tuchel come una constatazione, si normalizza l'idea che Messi sia un avversario così forte da richiedere il massimo sforzo.
Non menzionano il piano di marcatura a uomo o la strategia specifica, concentrandosi solo sull'effetto di Messi.
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