
Trump revoca la sospensione dei controlli stradali dell’Ice: scontro con i vertici della Sicurezza interna
Dopo due omicidi in Texas e Maine, il presidente cede alle pressioni dell’ala più radicale e ordina la ripresa dei fermi, scavalcando il segretario Mullin.
Meno di ventiquattr’ore dopo la sospensione temporanea dei controlli stradali disposta dal Dipartimento della Sicurezza Interna (Dhs), il presidente Donald Trump ha ordinato all’Immigration and Customs Enforcement (Ice) di riprendere immediatamente le fermate ai veicoli. La decisione, comunicata con un messaggio su Truth Social, è maturata dopo le proteste dell’ala più radicale del movimento Maga e di commentatori della destra mediatica, che avevano interpretato la pausa come un segnale di debolezza. La sospensione era stata decisa dal segretario Markwayne Mullin in seguito alla morte di Lorenzo Salgado Araujo, cittadino messicano ucciso da un agente a Houston il 7 luglio, e di Joan Sebastián Durán Guerrero, colombiano, colpito alla testa a Biddeford, nel Maine, il 13 luglio. Un terzo uomo, un ventottenne messicano, è deceduto il 14 luglio in Florida mentre fuggiva a piedi da un controllo. Secondo fonti dell’amministrazione, Trump non era stato informato preventivamente della pausa e ne è venuto a conoscenza dalla copertura mediatica, reagendo con irritazione e ordinando l’immediata revoca.
La Casa Bianca, per voce della portavoce Karoline Leavitt, ha difeso la ripresa dei fermi definendoli «uno strumento necessario per deportare i peggiori criminali stranieri». Lo stesso Mullin, inizialmente orientato a una revisione delle procedure per garantire la sicurezza degli agenti, si è rapidamente allineato alla linea presidenziale, dichiarando su X di essere «sulla stessa pagina» di Trump. Nell’ottica dell’amministrazione, rinunciare ai controlli avrebbe favorito i trafficanti e compromesso l’obiettivo di duemila arresti al giorno. Tuttavia, fonti interne all’Ice e al Dhs hanno descritto un clima di «circo a tre piste», con il segretario soprannominato «Kung Fu Plumber» nelle chat dell’estrema destra e accusato di essere un «ammorbidente» verso gli oppositori dell’agenzia. La vicenda mette in luce la tensione tra le esigenze operative di cautela, emerse dopo che nessuna delle vittime era l’obiettivo diretto delle operazioni, e la pressione politica per non apparire arrendevoli.
Sul fronte dei diritti umani, le organizzazioni con sede a New York come Human Rights Watch e l’American Civil Liberties Union hanno documentato un tasso di mortalità tra i detenuti dell’Ice ai massimi da oltre dieci anni, oltre a presunti abusi nel centro di detenzione di Fort Bliss, in Texas. La parlamentare democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha colto l’occasione per ribadire la necessità di abolire l’Ice, denunciando l’assenza di responsabilità per gli agenti coinvolti in uccisioni. Secondo i dati diffusi dalle Nazioni Unite, dal gennaio 2025 sono stati rimossi dall’incarico 135 giudici dell’immigrazione, indebolendo ulteriormente le garanzie procedurali. La portavoce Leavitt ha annunciato che oltre la metà degli uffici dell’Ice è già dotata di body camera e che il resto le riceverà entro sessanta giorni, ma il ritardo è stato attribuito all’ostruzionismo democratico.
Per l’Europa e per l’Italia, la vicenda assume un rilievo che va oltre la cronaca statunitense. Il governo Meloni, che ha fatto della lotta all’immigrazione irregolare un pilastro della propria azione, osserva con attenzione l’evolversi del modello repressivo americano, caratterizzato da un’ampia delega alle forze di sicurezza e da un controllo giudiziario ridotto. Secondo analisti di Bruxelles, l’esperienza statunitense mostra come l’assenza di meccanismi indipendenti di verifica possa condurre a esiti letali e a una crescente delegittimazione internazionale. L’Unione europea, pur evitando condanne pubbliche per non incrinare il rapporto transatlantico, segue con preoccupazione l’erosione delle tutele legali e l’uso della forza letale in operazioni di polizia amministrativa.
Il dossier resta aperto. Le indagini sulle tre morti sono in corso, ma finora nessun agente è stato incriminato. Il Dipartimento della Sicurezza Interna ha assicurato che la distribuzione delle body camera sarà completata entro l’estate, mentre al Congresso si preannunciano audizioni sulle procedure dell’Ice. La ripresa immediata dei controlli stradali, senza che siano state annunciate modifiche sostanziali ai protocolli di ingaggio, lascia presagire nuove tensioni e un dibattito destinato ad approfondirsi nei prossimi mesi.
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
Gli immigrati muoiono mentre Trump celebra il 'gran lavoro' dell'ICE.
Il blocco usa i nomi e il numero delle vittime per suscitare empatia e indignazione morale, rendendo il costo umano della politica innegabile.
Non menziona che la sospensione era motivata da preoccupazioni per la sicurezza degli agenti né che la retromarcia di Trump è stata influenzata da pressioni dei media.
Trump legittima la mattanza dei migranti.
Il blocco impiega un linguaggio moralmente forte ('mattanza', 'legittimare la violenza') e invoca l'autorità dell'ONU per inquadrare la politica come una violazione dei diritti umani, rendendo l'opposizione moralmente imperativa.
Non riporta la giustificazione della Casa Bianca secondo cui i controlli sono necessari per deportare criminali stranieri e che la pausa era una misura temporanea di sicurezza.
Trump ha dimostrato fiducia negli agenti ICE; l'agenzia va abolita.
La parte filo-Trump usa la testimonianza anonima di un agente per creare una narrazione di sostegno dal fronte, mentre quella critica usa le sparatorie e le notizie di pressioni mediatiche per minare la legittimità della politica. Ogni fazione seleziona fatti che rafforzano la propria posizione preesistente.
Ciascuna fazione omette gli argomenti dell'altra: i media filo-Trump minimizzano le morti e le critiche, mentre quelli anti-ICE ignorano la giustificazione di sicurezza e la natura temporanea della pausa.
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