
Trump al vertice Nato: «Tagliate ogni commercio con la Spagna, è una causa persa»
Il presidente americano accusa Madrid di non contribuire alla difesa comune e di aver negato le basi per la guerra in Iran, innescando una crisi che minaccia l’unità dell’Alleanza atlantica.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato al segretario al Tesoro Scott Bessent di sospendere immediatamente ogni relazione commerciale con la Spagna, durante il vertice Nato in corso ad Ankara. «La Spagna è una causa persa, un partner terribile. Non voglio più fare affari con loro, tagliate tutto, comprese le visite», ha dichiarato Trump, definendo gli spagnoli «gente cattiva» e «senza rimedio». L’ordine, già minacciato a marzo senza conseguenze pratiche, è stato impartito in diretta davanti ai giornalisti e al segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte, gettando un’ombra su un summit che i leader europei speravano potesse ricucire le fratture interne.
Secondo fonti vicine all’amministrazione statunitense, l’irritazione di Trump affonda in due nodi irrisolti. Il primo è la spesa per la difesa: la Spagna è l’unico membro Nato a non aver sottoscritto l’obiettivo del 5% del Pil entro il 2035, fermandosi al 2,1% giudicato «sufficiente e realistico» dal premier socialista Pedro Sánchez. Il secondo è il rifiuto di Madrid di concedere l’uso dello spazio aereo e delle basi di Rota e Morón per le operazioni offensive americane contro l’Iran, una guerra che Sánchez ha definito «un errore straordinario» e che ha visto Washington colpire nuovamente Teheran proprio nelle ore del vertice, decretando di fatto la fine del cessate il fuoco. Nell’ottica di Washington, la mancata solidarietà degli alleati europei – con l’Italia, la Germania, la Francia e il Regno Unito ugualmente criticati, seppur con minore asprezza – rappresenta un inadempimento che giustifica ritorsioni economiche.
La reazione di Madrid è stata improntata a una calma calcolata. Fonti del governo spagnolo hanno dichiarato di accogliere le minacce «con tranquillità e normalità», ricordando che gli Stati Uniti registrano un surplus commerciale con la Spagna e che i legami economici sono costruiti da imprese private, non dai governi. Bruxelles, da parte sua, ha ribadito che la politica commerciale è competenza esclusiva dell’Unione europea e che non è possibile colpire un singolo Stato membro senza colpire l’intera unione doganale. Il portavoce commerciale dell’Ue ha invitato Washington a rispettare gli impegni presi. Sul fronte diplomatico, un funzionario Nato ha sintetizzato la linea europea: «La risposta a ogni questione sollevata dal presidente è costruire una Nato più europea. È ciò che stiamo facendo ad Ankara». Il segretario generale Rutte ha tentato una mediazione, lodando i progressi spagnoli e il ruolo di Trump nello spingere gli alleati a spendere di più, ma senza smuovere il presidente.
Al di là della retorica, l’ordine di Trump incontra ostacoli giuridici e pratici che ne rendono incerta l’attuazione. La Spagna è parte integrante del mercato unico europeo e un embargo bilaterale violerebbe le regole del commercio internazionale, rischiando di innescare una crisi transatlantica di proporzioni ben maggiori. Già a marzo una minaccia analoga non aveva prodotto alcuna interruzione degli scambi, che nel 2025 hanno raggiunto i 47 miliardi di dollari. Per l’Italia, che ospita basi americane strategiche e che è stata citata tra i paesi «deludenti», la vicenda spagnola rappresenta un campanello d’allarme: la richiesta di allineamento incondizionato sulle scelte militari e di bilancio potrebbe presto tradursi in pressioni dirette su Roma. Il vertice prosegue con incontri dedicati all’Ucraina e al rafforzamento della difesa europea, mentre la minaccia commerciale resta sospesa tra la concretezza di un ordine presidenziale e la realtà di un’alleanza che fatica a ritrovare una voce comune.
| Stampa iraniana e affini | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.20 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
L'Iran osserva con soddisfazione che la Spagna ha resistito alle pressioni americane, mentre Trump punisce un alleato per non aver partecipato alla guerra contro l'Iran.
Il meccanismo mette in risalto la disobbedienza spagnola per legittimare la posizione iraniana, senza dichiararla esplicitamente.
Viene omesso il contesto delle richieste di aumento della spesa NATO, presente invece nelle fonti atlantiche.
La Russia sottolinea il comportamento aggressivo di Trump, che definisce la Spagna 'senza speranza', e lo presenta come un leader che umilia gli alleati.
Il meccanismo consiste nel riportare le citazioni più dure di Trump per alimentare una narrazione di caos e divisione all'interno della NATO, a vantaggio della Russia.
Viene omesso il dettaglio specifico che la Spagna ha chiuso lo spazio aereo per le operazioni USA contro l'Iran, riducendo la specificità della controversia.
L'Europa denuncia l'atteggiamento di Trump come una minaccia alla coesione della NATO e un attacco inaccettabile a un alleato.
Il meccanismo enfatizza le parole offensive di Trump e la loro eccezionalità, creando un senso di urgenza e indignazione tra i lettori europei.
Gli Stati Uniti, attraverso la stampa atlantica, presentano la decisione di Trump come una reazione alla mancata condivisione degli oneri da parte della Spagna, inquadrandola in un dibattito più ampio sulla spesa NATO.
Il meccanismo fornisce un contesto fattuale (obiettivo di spesa del 5% del PIL) e cita le lamentele ripetute di Trump, normalizzando la sua posizione come parte di una disputa di lunga data.
Viene omessa la citazione più offensiva di Trump ('senza speranza, cattive persone'), presente nelle fonti europee e russe, per mantenere un tono più sobrio.
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