
Trump attacca la NATO a pochi giorni dal vertice di Ankara: «Relazione unilaterale, è ridicolo»
Il presidente americano denuncia la mancanza di reciprocità degli alleati europei mentre emergono divisioni interne all’amministrazione sui tagli alla presenza militare nel continente.
A meno di una settimana dal vertice NATO in programma ad Ankara il 7 e 8 luglio, il presidente statunitense Donald Trump ha definito «ridicolo» il mantenimento dell’attuale impegno di Washington nell’Alleanza, denunciando una relazione «a senso unico» e la scarsa solidarietà degli alleati europei. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha ribadito che i partner «non ci sono stati vicini» e ha diffuso un grafico che evidenzia la sproporzione tra i contributi militari: 999 miliardi di dollari per gli Stati Uniti contro cifre molto inferiori per Regno Unito, Francia, Italia e Polonia. La dichiarazione si inserisce in una sequenza di attacchi rivolti alle capitali europee per la risposta alla guerra in Iran, durante la quale diversi paesi hanno limitato l’uso delle proprie basi da parte delle forze americane.
Secondo fonti dell’amministrazione citate dalla stampa statunitense, la linea di Trump riflette un dibattito interno non ancora risolto. Il capo del Pentagono Pete Hegseth avrebbe voluto annunciare nuovi e significativi tagli alla presenza militare americana in Europa già durante la riunione dei vertici militari NATO del mese scorso a Bruxelles, ma il piano è stato bloccato dal segretario di Stato Marco Rubio e da altri alti funzionari. Al suo posto, Hegseth ha comunicato l’avvio di una revisione della postura delle forze statunitensi nel continente, un processo che potrebbe durare fino a sei mesi. L’episodio, secondo analisti di Washington, segnala l’assenza di una posizione condivisa all’interno dell’esecutivo sull’entità e sui tempi di un eventuale ridimensionamento, mentre il presidente ha evocato la possibilità di un ritiro unilaterale, mossa che richiederebbe però l’approvazione del Congresso.
Dal fronte europeo, la pressione americana ha già prodotto un impegno formale: durante un vertice dello scorso anno, i leader NATO hanno concordato di innalzare la spesa per la difesa al 5% del PIL entro il 2035. Bruxelles e le capitali alleate interpretano questa accelerazione come una risposta diretta alle richieste di Washington, ma secondo osservatori europei il percorso resta irto di ostacoli politici e di bilancio, in particolare per paesi come l’Italia, dove il raggiungimento di tale soglia comporterebbe una revisione profonda delle priorità di finanza pubblica. La richiesta di Trump che l’Europa assuma un ruolo guida nella propria difesa si scontra con la frammentazione delle capacità militari e con la riluttanza di diversi governi a rinunciare alla copertura di sicurezza garantita storicamente dagli Stati Uniti.
L’Alleanza, fondata nel 1949 come forza di difesa a guida americana, ha rappresentato per decenni il pilastro della stabilità europea e dello status di potenza globale di Washington, contenendo l’Unione Sovietica e strutturando l’architettura di sicurezza del continente. Il vertice di Ankara, che riunirà i 32 Stati membri, si svolge in un contesto in cui la guerra in Iran ha esacerbato le tensioni transatlantiche e ha messo in luce la dipendenza logistica e operativa degli alleati dalle infrastrutture americane. I lavori della prossima settimana, secondo i diplomatici coinvolti nei preparativi, saranno dominati dal tentativo di ricucire la frattura aperta dalle dichiarazioni presidenziali e di definire un calendario credibile per la revisione della postura difensiva comune, mentre resta incerta la portata effettiva dei tagli che Washington intende perseguire.
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A pochi giorni dal vertice di Ankara, Trump lancia un duro attacco alla NATO, definendo ridicolo l'impegno unilaterale americano. Retroscena rivelano tensioni nell'amministrazione USA, con il Segretario alla Difesa che spinge per ulteriori tagli alla presenza militare in Europa, bloccato dal Segretario di Stato. L'episodio alimenta l'allarme nei paesi europei sulla tenuta dell'alleanza atlantica.
Il presidente Trump ha nuovamente attaccato gli alleati NATO, definendo 'ridicolo' l'attuale livello di sostegno americano e chiedendo maggiore reciprocità. Le sue dichiarazioni, fatte senza consultare i partner, arrivano poco prima del vertice di Ankara e sottolineano la sua frustrazione di lunga data per la spesa militare europea. Il tono è di moderata preoccupazione per la coesione dell'alleanza, ma senza allarmismi.
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