
L'addio di Mahrez, l'Algeria saluta il Mondiale: la Svizzera vola agli ottavi
Dopo la sconfitta per 2-0 a Vancouver, il capitano algerino annuncia il ritiro internazionale chiudendo una carriera di 119 presenze e un trionfo continentale nel 2019.
La notte di Vancouver ha spento l'ultimo sogno mondiale dell'Algeria e, con esso, la carriera in nazionale di Riyad Mahrez. Il 2-0 inflitto dalla Svizzera nel turno a eliminazione diretta ha spinto il trentacinquenne fuoriclasse a dichiarare, a pochi minuti dal fischio finale: «Questa è stata la mia ultima partita con la maglia dei Verdi». Un annuncio che, per quanto atteso dopo le sue stesse parole alla vigilia del torneo, ha il peso di uno spartiacque generazionale per il calcio magrebino.
La sfida si è decisa in due accelerazioni chirurgiche degli elvetici, capaci di punire ogni distrazione difensiva nordafricana. Al decimo minuto, una galoppata solitaria di Yohann Manzambi ha mandato in tilt la retroguardia algerina: il cross arretrato ha trovato Breel Embolo, che di sinistro ha insaccato a porta vuota. Il raddoppio, a inizio ripresa, è nato da un doppio errore in uscita dei difensori, con Dan Ndoye lesto a infilare il pallone nell'angolo con un destro preciso. L'Algeria, pur generando otto conclusioni, non ha mai davvero impensierito Gregor Kobel, autore di due interventi decisivi, mentre sul fronte opposto Luca Zidane – figlio di Zinédine, oggi portiere delle Volpi del Deserto – ha limitato i danni con un paio di parate, senza però poter evitare l'eliminazione.
Mahrez ha riassunto la serata con lucidità: «Abbiamo pagato a caro prezzo gli errori, a questi livelli non si perdona. Ma ci sono aspetti positivi: abbiamo superato la fase a gironi, e credo che non abbiamo demeritato». Parole da capitano, pronunciate dopo aver ricordato i dodici anni trascorsi con la selezione, il trionfo nella Coppa d'Africa 2019 al Cairo e le 119 presenze che lo rendono il secondo giocatore più presente nella storia algerina, alle spalle del solo Aïssa Mandi. Con 40 reti e 45 assist, lascia un'eredità che, secondo gli analisti del Maghreb, sarà difficile da raccogliere nel breve periodo, nonostante l'emergere di nuovi talenti.
Per la Svizzera, invece, il percorso continua in linea con una tradizione di solidità: è la quarta edizione consecutiva in cui supera il primo turno a eliminazione diretta. La squadra di Murat Yakin, che ha mostrato una maggiore pericolosità offensiva (11 tiri totali, 5 nello specchio), attende ora la vincente tra Colombia e Ghana, in programma a Kansas City. L'obiettivo dichiarato, secondo i commentatori elvetici, è raggiungere i quarti di finale per la prima volta dal 1954, un traguardo che a Vancouver è apparso più vicino.
Mentre Mahrez si congeda con un sorriso amaro – «Non sono Cristiano Ronaldo», aveva scherzato tempo fa escludendo un futuro mondiale a quarant'anni – l'Algeria volta pagina. Il nuovo ciclo dovrà nascere senza il suo simbolo più luminoso, proprio mentre la Svizzera si prepara a scrivere un altro capitolo della sua storia mondiale.
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.80 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | +0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
L'Algeria perde un figlio illustre, ma il suo lascito rimane nei cuori di tutti.
Si personalizza il giocatore come incarnazione della nazione, rendendo il suo ritiro un evento collettivo di lutto e orgoglio.
Non vengono menzionati eventuali dissapori con la federazione o critiche sul suo declino recente.
Il calciatore algerino lascia la nazionale dopo una carriera illustre nei club europei.
Si gerarchizza l'esperienza calcistica collocando Mahrez nel contesto del calcio europeo, sminuendo il peso del suo contributo alla nazionale.
Manca il contesto emotivo e l'impatto sul calcio africano, ridotto a mera tappa della sua carriera.
Il ritiro di Mahrez nasconde una spaccatura interna: la federazione algerina non ha saputo gestire il suo talento.
Si trasforma un evento personale in un giudizio sulla governance calcistica algerina, usando il caso come prova di dysfunction.
Non si considerano le dichiarazioni ufficiali di Mahrez sulla stanchezza e la volontà di passare più tempo con la famiglia.
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