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Geopolitica e Politicavenerdì 3 luglio 2026

Crisi a Chișinău: il premier Munteanu si dimette, il governo filo-europeo cade dopo otto mesi

Le dimissioni a sorpresa del primo ministro moldavo, maturate sullo scandalo dell’ente di controllo aereo MoldATSA, aprono una fase di instabilità mentre il Paese è candidato all’adesione all’Unione Europea.

Il primo ministro della Moldavia, Alexandru Munteanu, ha annunciato venerdì le proprie dimissioni con un messaggio sui social network, senza fornire una spiegazione dettagliata ma dichiarando di non poter più esercitare il mandato «in conformità con i miei principi e le mie convinzioni». La decisione, che secondo la Costituzione moldava comporta la caduta dell’intero esecutivo, giunge dopo appena otto mesi dal giuramento del novembre 2025 e innesca una crisi di governo nel Paese candidato all’ingresso nell’Unione Europea, stretto tra Ucraina e Romania.

La mossa è maturata sullo sfondo di uno scandalo che ha investito MoldATSA, l’agenzia statale per la sicurezza del traffico aereo, i cui ricavi sono cresciuti dopo l’invasione russa dell’Ucraina per la deviazione dei voli commerciali sullo spazio aereo moldavo. Inchieste giornalistiche locali hanno rivelato che il direttore dell’ente aveva presentato credenziali false e percepiva uno stipendio tra i più alti del settore pubblico, mentre una cugina della presidente Maia Sandu era stata assunta come portavoce senza concorso. Da Bruxelles, dove la Moldavia è seguita con attenzione nel percorso di preadesione, si osserva che la vicenda rischia di incrinare l’immagine riformatrice del governo di Chișinău, proprio mentre i negoziati per l’integrazione europea entrano in una fase delicata.

La presidente Sandu, leader del partito filo-europeo Azione e Solidarietà (PAS) che detiene la maggioranza in Parlamento, ha respinto ogni ipotesi di interferenza, affermando che Munteanu aveva «piena libertà» di governare e che le speculazioni su un suo ostacolo alla lotta agli abusi sono false. Ha annunciato che la prossima settimana avvierà le consultazioni con i gruppi parlamentari per nominare un nuovo primo ministro. Nell’ottica di Mosca, invece, le dimissioni vengono lette come il sintomo di un «fallimento politico» del governo Sandu, accusato di condurre il Paese verso la perdita di sovranità e il collasso economico; esponenti dell’opposizione filo-russa hanno chiesto le dimissioni della presidente e il ricorso a elezioni anticipate.

La crisi si inserisce in un quadro regionale già teso: la vicina Romania vive una paralisi amministrativa da settimane, mentre a fine giugno la camera bassa del Parlamento di Bucarest ha approvato un’iniziativa legislativa sull’unificazione con la Moldavia, che la stessa Sandu ha indicato come possibile acceleratore per l’adesione all’UE. Per l’Italia e per l’Europa, la stabilità della Moldavia è rilevante non solo per l’allargamento, ma anche per la sicurezza energetica e la tenuta del fianco orientale della NATO. Al momento, il governo Munteanu resta in carica per il disbrigo degli affari correnti fino alla formazione di un nuovo esecutivo; le consultazioni parlamentari prenderanno il via lunedì e il PAS, forte della maggioranza assoluta, dovrebbe riuscire a esprimere rapidamente un successore, scongiurando per ora uno scioglimento anticipato delle Camere.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa russa e CSIStampa europea continentale
Stampa russa e CSI/ Statale
VittimismoPaternalismo

La Russia subisce la chiusura forzata della sua casa culturale a Chișinău a causa della decisione del governo moldavo di non rinnovare l'accordo. Mosca si dice certa che l'interesse per la lingua e la cultura russa in Moldavia rimarrà, e trasferisce la rappresentanza presso l'ambasciata.

Stampa europea continentale/ Est-europea
IndignazioneAllarme

Un massiccio attacco russo su Kiev provoca 18 morti, tra cui un bambino, mentre il Cremlino sostiene di aver colpito solo obiettivi militari. I soccorsi continuano tra le macerie.

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venerdì 3 luglio 2026

Crisi a Chișinău: il premier Munteanu si dimette, il governo filo-europeo cade dopo otto mesi

Le dimissioni a sorpresa del primo ministro moldavo, maturate sullo scandalo dell’ente di controllo aereo MoldATSA, aprono una fase di instabilità mentre il Paese è candidato all’adesione all’Unione Europea.

Il primo ministro della Moldavia, Alexandru Munteanu, ha annunciato venerdì le proprie dimissioni con un messaggio sui social network, senza fornire una spiegazione dettagliata ma dichiarando di non poter più esercitare il mandato «in conformità con i miei principi e le mie convinzioni». La decisione, che secondo la Costituzione moldava comporta la caduta dell’intero esecutivo, giunge dopo appena otto mesi dal giuramento del novembre 2025 e innesca una crisi di governo nel Paese candidato all’ingresso nell’Unione Europea, stretto tra Ucraina e Romania.

La mossa è maturata sullo sfondo di uno scandalo che ha investito MoldATSA, l’agenzia statale per la sicurezza del traffico aereo, i cui ricavi sono cresciuti dopo l’invasione russa dell’Ucraina per la deviazione dei voli commerciali sullo spazio aereo moldavo. Inchieste giornalistiche locali hanno rivelato che il direttore dell’ente aveva presentato credenziali false e percepiva uno stipendio tra i più alti del settore pubblico, mentre una cugina della presidente Maia Sandu era stata assunta come portavoce senza concorso. Da Bruxelles, dove la Moldavia è seguita con attenzione nel percorso di preadesione, si osserva che la vicenda rischia di incrinare l’immagine riformatrice del governo di Chișinău, proprio mentre i negoziati per l’integrazione europea entrano in una fase delicata.

La presidente Sandu, leader del partito filo-europeo Azione e Solidarietà (PAS) che detiene la maggioranza in Parlamento, ha respinto ogni ipotesi di interferenza, affermando che Munteanu aveva «piena libertà» di governare e che le speculazioni su un suo ostacolo alla lotta agli abusi sono false. Ha annunciato che la prossima settimana avvierà le consultazioni con i gruppi parlamentari per nominare un nuovo primo ministro. Nell’ottica di Mosca, invece, le dimissioni vengono lette come il sintomo di un «fallimento politico» del governo Sandu, accusato di condurre il Paese verso la perdita di sovranità e il collasso economico; esponenti dell’opposizione filo-russa hanno chiesto le dimissioni della presidente e il ricorso a elezioni anticipate.

La crisi si inserisce in un quadro regionale già teso: la vicina Romania vive una paralisi amministrativa da settimane, mentre a fine giugno la camera bassa del Parlamento di Bucarest ha approvato un’iniziativa legislativa sull’unificazione con la Moldavia, che la stessa Sandu ha indicato come possibile acceleratore per l’adesione all’UE. Per l’Italia e per l’Europa, la stabilità della Moldavia è rilevante non solo per l’allargamento, ma anche per la sicurezza energetica e la tenuta del fianco orientale della NATO. Al momento, il governo Munteanu resta in carica per il disbrigo degli affari correnti fino alla formazione di un nuovo esecutivo; le consultazioni parlamentari prenderanno il via lunedì e il PAS, forte della maggioranza assoluta, dovrebbe riuscire a esprimere rapidamente un successore, scongiurando per ora uno scioglimento anticipato delle Camere.

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VittimismoPaternalismo

La Russia subisce la chiusura forzata della sua casa culturale a Chișinău a causa della decisione del governo moldavo di non rinnovare l'accordo. Mosca si dice certa che l'interesse per la lingua e la cultura russa in Moldavia rimarrà, e trasferisce la rappresentanza presso l'ambasciata.

Stampa europea continentale/ Est-europea
IndignazioneAllarme

Un massiccio attacco russo su Kiev provoca 18 morti, tra cui un bambino, mentre il Cremlino sostiene di aver colpito solo obiettivi militari. I soccorsi continuano tra le macerie.

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