
Djokovic supera Federer: record di 106 vittorie a Wimbledon
Il serbo, numero 8 del mondo, sconfigge il qualificato russo Safiullin in quattro set e diventa il tennista più vincente nella storia dei Championships, staccando Roger Federer.
Con la consueta miscela di sofferenza e genio, Novak Djokovic ha scolpito un altro record sul prato dell’All England Club: la vittoria numero 106 in singolare maschile a Wimbledon, una in più di Roger Federer. Il 7-6(6), 6-3, 3-6, 6-3 inflitto al russo Roman Safiullin, numero 132 del mondo e proveniente dalle qualificazioni, in tre ore e ventisei minuti di gioco, non è stato un passeggiata. Ma nel pomeriggio londinese, il trentanovenne serbo ha confermato la sua natura di predestinato statistico, capace di trasformare ogni uscita in una tappa verso l’immortalità sportiva.
La cronaca del match racconta di un Djokovic tutt’altro che impeccabile. Sotto 2-5 nel primo set, ha rimontato fino al tie-break, vinto per 8-6. Poi ha accelerato nel secondo, ma Safiullin – che agli ottavi aveva estromesso il giovane brasiliano João Fonseca – ha risposto con un terzo parziale di rara intensità, approfittando di un calo di concentrazione del campione. In quei frangenti, la frustrazione di Djokovic è esplosa in un gesto pericoloso: una pallina scagliata contro il seggiolone del giudice di sedia, costato un warning per “audible obscenity”. Il serbo ha poi chiesto scusa, ammettendo: «Ho avuto reazioni sbagliate, ma chi resta concentrato più a lungo vince». I numeri offensivi parlano di 43 vincenti e 37 errori gratuiti per Nole, contro i 45 e 34 dell’avversario; a rete ha messo a segno 23 punti su 40 incursioni, un’arma tattica decisiva per imbrigliare i colpi potenti del moscovita.
Da una prospettiva internazionale, i media anglosassoni e asiatici sottolineano la portata del traguardo: Djokovic diventa il primo uomo a infrangere quota 105 successi a Church Road in Era Open – Martina Navratilova resta irraggiungibile a 120 – e coglie la 66ª presenza ai quarti di finale Slam, estendendo il proprio record. Le testate dell’Europa continentale, specie in Italia, osservano con altrettanto interesse il cammino parallelo di Jannik Sinner, campione in carica e numero uno del ranking, che nella stessa giornata chiudeva il programma sul Centrale contro il giapponese Shintaro Mochizuki. Il tennis azzurro, ormai abituato al vertice, segue con rispetto l’ennesimo primato del serbo, ma già proietta lo sguardo verso un possibile incrocio nei turni successivi.
A Djokovic mancano ora due ostacoli per raggiungere l’ottavo titolo a Wimbledon, che eguaglierebbe ancora Federer, e il venticinquesimo Slam in carriera. Il prossimo sarà il vincente tra il canadese Felix Auger-Aliassime, terza testa di serie, e lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina. In semifinale, la strada potrebbe incrociare proprio Sinner: un confronto che, al netto dei record, accenderebbe la seconda settimana del torneo come nessun altro.
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