
Capo Verde in delirio: i 'Tubarões Azuis' accolti da eroi dopo il Mondiale
Dopo aver incantato al Mondiale 2026, fermandosi solo ai supplementari contro l'Argentina, la nazionale capoverdiana torna in patria tra l'abbraccio di un popolo in festa.
Il 5 luglio, giorno dell'Indipendenza, l'aereo della nazionale capoverdiana atterra all'aeroporto Nelson Mandela di Praia. Sulla pista, un addetto in tuta fluorescente s'inginocchia e si china in segno di riverenza. Oltre le recinzioni, migliaia di tifosi vestiti d'azzurro scandiscono cori e sventolano bandiere. È il trionfale ritorno in patria dei "Tubarões Azuis", la squadra che per tre settimane ha incantato il mondo del calcio, riscrivendo la geografia sportiva del pianeta.
L'avventura mondiale era iniziata sotto il segno dello scetticismo: inseriti nel girone H con Spagna, Uruguay e Arabia Saudita, gli uomini di Pedro Leitão Brito, detto Bubista, erano dati per spacciati dalla vigilia. Invece, una difesa granitica e le parate decisive del portiere Vozinha hanno prodotto tre pareggi consecutivi – 0-0 contro la Spagna, 2-2 con l'Uruguay, 0-0 con l'Arabia Saudita – che sono valsi il secondo posto nel girone e il passaggio ai sedicesimi di finale. Capo Verde, arcipelago di mezzo milione di abitanti, è diventato così il più piccolo Stato della storia a superare la fase a gironi di un Mondiale, un primato che secondo gli analisti sudamericani ha reso la loro impresa ancora più sorprendente di qualsiasi pronostico pre-torneo.
L'apice della parabola è arrivato contro l'Argentina di Messi, campione in carica. Dopo aver concluso i tempi regolamentari sull'1-1, i capoverdiani hanno addirittura trovato il gol del 2-2 nei supplementari con una prodezza di Sidney Lopes Cabral, prima di cedere 3-2 a causa della maggiore esperienza degli avversari. Ma l'eco della loro resistenza ha travalicato i confini sportivi: il fenomeno Vozinha – 26 milioni di follower su Instagram dopo le parate del torneo – è diventato per la stampa brasiliana il simbolo di un calcio che premia il talento indipendentemente dal passaporto.
Al ritorno in patria, la festa nazionale del 5 luglio ha unito l'orgoglio dell'indipendenza all'omaggio per i calciatori. La federazione aveva chiamato a raccolta la popolazione invitandola a "ricevere i nostri eroi", e la risposta è stata un corteo oceanico che dalla capitale si è snodato tra i quartieri. Per molti osservatori internazionali, l'impresa di Capo Verde segna un punto di svolta: dimostra come il format allargato a 48 squadre possa regalare storie capaci di emozionare il pubblico globale, al di là della competizione per il titolo. I Tubarões Azuis tornano a casa senza medaglie, ma con la consapevolezza di aver scritto una pagina indelebile del calcio africano e mondiale.
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