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Crimini & Disastrimercoledì 8 luglio 2026

Trovato senza vita Lucas Gámez, il bambino argentino disperso dopo i terremoti in Venezuela

Il corpo del piccolo di 9 anni è stato recuperato tra le macerie di un edificio a La Guaira, a due settimane dal doppio sisma che ha devastato la regione costiera venezuelana.

Mercoledì, dopo quattordici giorni di ricerche, è stato rinvenuto senza vita il corpo di Lucas Gámez, il bambino argentino di 9 anni scomparso il 24 giugno durante i due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno colpito il Venezuela. Il ritrovamento è avvenuto tra le macerie dell’edificio Miramar, a La Guaira, ed è stato confermato dalla Cancelleria argentina. Secondo fonti locali, a individuare il corpo è stata una squadra di soccorritori brasiliani, che operava nell’area insieme a unità specializzate di diversi Paesi.

Nato a Buenos Aires nel 2017 da genitori venezuelani, Lucas era rientrato in Venezuela con la famiglia nel gennaio di quest’anno. Il giorno del sisma si trovava in spiaggia con alcuni parenti e rientrò nell’appartamento al secondo piano pochi minuti prima della prima scossa. L’ascensore destinato ai piani pari era fuori servizio, costringendo il bambino e chi lo accompagnava a utilizzare quello dispari: un dettaglio che ha a lungo reso incerta l’esatta localizzazione sotto le macerie. La madre, Blancalida Martínez Coronado, aveva mantenuto viva la speranza con messaggi sui social e lunedì, giorno del suo compleanno, aveva portato una torta davanti all’edificio crollato, chiedendo «il miracolo di tornare a casa».

Le versioni sui familiari presenti al momento del crollo divergono: mentre diversi resoconti parlano di uno zio, un’agenzia di stampa argentina riferisce che il corpo sarebbe stato trovato «abbracciato ai nonni». Le autorità non hanno ancora diffuso un quadro definitivo. Le operazioni di ricerca, condotte con georadar, sensori acustici e cani molecolari, hanno visto la partecipazione di brigate USAR argentine inviate dal governo di Buenos Aires e di personale brasiliano, che ha materialmente effettuato il ritrovamento. Poche ore prima della scoperta, la madre aveva annunciato il ritiro temporaneo dai social a causa di commenti critici ricevuti durante le ricerche.

I sismi hanno devastato lo stato costiero di La Guaira, causando, secondo le autorità di Caracas, oltre 3.600 vittime e più di 16.000 feriti. L’Argentina, priva di rappresentanza diplomatica in Venezuela, aveva attivato una missione consolare umanitaria per assistere i connazionali colpiti. La famiglia Gámez ha ringraziato i soccorritori e si prepara ora a dare sepoltura al bambino, mentre nella regione proseguono le ricerche di altre persone ancora disperse.

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La famiglia di Lucas e la comunità argentina e venezuelana piangono la perdita. Il dolore è condiviso, la ricerca è stata vana.

Meccanismovittimizzazione

Raccontando la storia attraverso i dettagli intimi della famiglia (la torta di compleanno, i messaggi della madre), si crea un legame emotivo che rende la tragedia universale e vicina al lettore.

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La madre di Lucas porta una torta di compleanno tra le macerie. È un gesto di amore disperato che parla a tutti.

Meccanismodrammatizzazione simbolica

Isolando un singolo gesto simbolico (la torta) e descrivendolo con dettagli sensoriali (polvere, ruspe), si trasforma una catastrofe di massa in una storia personale facilmente comprensibile.

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mercoledì 8 luglio 2026

Trovato senza vita Lucas Gámez, il bambino argentino disperso dopo i terremoti in Venezuela

Il corpo del piccolo di 9 anni è stato recuperato tra le macerie di un edificio a La Guaira, a due settimane dal doppio sisma che ha devastato la regione costiera venezuelana.

Mercoledì, dopo quattordici giorni di ricerche, è stato rinvenuto senza vita il corpo di Lucas Gámez, il bambino argentino di 9 anni scomparso il 24 giugno durante i due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno colpito il Venezuela. Il ritrovamento è avvenuto tra le macerie dell’edificio Miramar, a La Guaira, ed è stato confermato dalla Cancelleria argentina. Secondo fonti locali, a individuare il corpo è stata una squadra di soccorritori brasiliani, che operava nell’area insieme a unità specializzate di diversi Paesi.

Nato a Buenos Aires nel 2017 da genitori venezuelani, Lucas era rientrato in Venezuela con la famiglia nel gennaio di quest’anno. Il giorno del sisma si trovava in spiaggia con alcuni parenti e rientrò nell’appartamento al secondo piano pochi minuti prima della prima scossa. L’ascensore destinato ai piani pari era fuori servizio, costringendo il bambino e chi lo accompagnava a utilizzare quello dispari: un dettaglio che ha a lungo reso incerta l’esatta localizzazione sotto le macerie. La madre, Blancalida Martínez Coronado, aveva mantenuto viva la speranza con messaggi sui social e lunedì, giorno del suo compleanno, aveva portato una torta davanti all’edificio crollato, chiedendo «il miracolo di tornare a casa».

Le versioni sui familiari presenti al momento del crollo divergono: mentre diversi resoconti parlano di uno zio, un’agenzia di stampa argentina riferisce che il corpo sarebbe stato trovato «abbracciato ai nonni». Le autorità non hanno ancora diffuso un quadro definitivo. Le operazioni di ricerca, condotte con georadar, sensori acustici e cani molecolari, hanno visto la partecipazione di brigate USAR argentine inviate dal governo di Buenos Aires e di personale brasiliano, che ha materialmente effettuato il ritrovamento. Poche ore prima della scoperta, la madre aveva annunciato il ritiro temporaneo dai social a causa di commenti critici ricevuti durante le ricerche.

I sismi hanno devastato lo stato costiero di La Guaira, causando, secondo le autorità di Caracas, oltre 3.600 vittime e più di 16.000 feriti. L’Argentina, priva di rappresentanza diplomatica in Venezuela, aveva attivato una missione consolare umanitaria per assistere i connazionali colpiti. La famiglia Gámez ha ringraziato i soccorritori e si prepara ora a dare sepoltura al bambino, mentre nella regione proseguono le ricerche di altre persone ancora disperse.

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La madre di Lucas porta una torta di compleanno tra le macerie. È un gesto di amore disperato che parla a tutti.

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