
Tre vigili del fuoco uccisi sul confine Utah-Colorado, decine di roghi attivi nell’Ovest
Le vittime sono state sorprese dalle fiamme mentre erano impegnate nel contenimento di un vasto incendio; il governatore dello Utah ha dichiarato lo stato d’emergenza e vietato i fuochi d’artificio per il 4 luglio.
Tre vigili del fuoco sono morti e altri due sono rimasti feriti mentre combattevano un incendio boschivo alla frontiera tra lo Utah e il Colorado. Lo ha confermato nella notte di domenica l’agenzia federale U.S. Wildland Fire Service, precisando che i vigili appartenevano a una squadra interagenzia intervenuta sabato per arginare le fiamme. Non sono state ancora diffuse le generalità delle vittime né i dettagli sulle circostanze dell’incidente. “Restiamo uniti nel dolore e nel sostegno alle famiglie”, si legge nel comunicato ufficiale.
L’episodio si inserisce in un quadro di eccezionale intensificazione degli incendi in tutto l’Ovest degli Stati Uniti. Secondo le autorità locali, il fronte più esteso – il Cottonwood Fire, nel sud-ovest dello Utah – ha superato i 370 chilometri quadrati, distruggendo parte di un comprensorio sciistico e diverse abitazioni stagionali. Il governatore dello Utah, Spencer Cox, ha definito la situazione “desolante” ma ha elogiato i “miracolosi salvataggi” compiuti dai vigili del fuoco, mentre quello del Colorado, Jared Polis, ha mobilitato la Guardia Nazionale. In Arizona e Nuovo Messico sono scattate evacuazioni e blackout precauzionali della rete elettrica per scongiurare inneschi accidentali.
Le condizioni meteorologiche – umidità bassissima, temperature elevate e raffiche di vento superiori a 80 chilometri orari – hanno creato uno scenario che gli analisti definiscono “critico” e paragonabile alle ondate di calore anomale che sempre più spesso colpiscono il Mediterraneo. Il manto nevoso dello Utah è il più ridotto mai registrato e l’inverno appena trascorso è stato il più caldo della storia dello Stato, fattori che hanno reso la vegetazione estremamente infiammabile. Secondo il National Interagency Fire Center, da inizio anno sono andati in fumo quasi 1,2 milioni di ettari a livello nazionale, un dato superiore alla media decennale.
Le indagini sulle cause dell’incidente che è costato la vita ai tre vigili del fuoco sono in corso, ha fatto sapere l’agenzia federale, e il bilancio delle vittime resta al momento provvisorio. Mentre centinaia di operatori continuano a lottare contro decine di focolai ancora fuori controllo, le comunità dell’Ovest americano si preparano a un’estate che gli esperti definiscono una delle più a rischio degli ultimi anni.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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I media iraniani enfatizzano la drammaticità dell'incendio, descrivendo il cielo arancione e rosso e l'evacuazione di massa. Sottolineano che ci sono 37 roghi attivi in 12 stati e che in 24 ore sono bruciati 19.000 acri. Il tono è allarmato, con focus sulla devastazione e l'urgenza.
I media atlantici riportano la morte di tre vigili del fuoco e le condizioni meteorologiche estreme che alimentano gli incendi. Descrivono lo stato di emergenza in Utah e la rapida crescita dei roghi, con evacuazioni. Il tono è di cronaca urgente ma equilibrata, con citazioni delle autorità.
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