
Uruguay fuori dal Mondiale 2026: Bielsa accusa i senatori, volo charter cancellato
Eliminazione nella fase a gironi, tensioni interne e una frase dura ai leader dello spogliatoio segnano l'addio del tecnico argentino, mentre la federazione revoca il volo privato per il ritorno.
L’avventura dell’Uruguay al Mondiale 2026 si è conclusa dopo la terza partita del Gruppo H: la sconfitta per 1-0 contro la Spagna a Guadalajara ha sancito un’eliminazione che i due precedenti pareggi – 1-1 con l’Arabia Saudita e 2-2 con Capo Verde – avevano già reso quasi inevitabile. Con due soli punti, la Celeste è rimasta al terzo posto del girone e non è rientrata tra le otto migliori terze, uscendo così al primo turno per la seconda edizione consecutiva. Il gol partita, un tiro non irresistibile di Álex Baena, è sfuggito al portiere Fernando Muslera, richiamato in extremis da Bielsa, mentre nel recupero l’espulsione di Agustín Canobbio per un fallo su Cubarsí e la sua reazione con l’arbitro hanno aggiunto una coda di nervosismo.
Secondo la stampa sudamericana, la notte dell’eliminazione ha fatto emergere crepe profonde nel rapporto tra il tecnico e i giocatori. Prima di lasciare il ritiro di Playa del Carmen, Marcelo Bielsa ha riunito la squadra e, in un monologo di autocritica, ha pronunciato una frase che ha colpito soprattutto i senatori: “Me dejaron solo”. Il riferimento, riportato da cronisti uruguaiani e argentini, sarebbe andato a calciatori come Federico Valverde, Rodrigo Bentancur e José María Giménez, con i quali già nei giorni precedenti c’erano stati confronti tesi su carichi di allenamento e scelte tattiche. Bielsa ha poi rivendicato la responsabilità del fallimento: “Abbiamo giocato per ottenere sette punti e ne abbiamo presi due. È il risultato della mia gestione”. E sul lascito del suo ciclo, ha tagliato corto: “Quello che lascio al calcio uruguaiano è niente, perché qualsiasi contributo di un allenatore non si installa se non arrivano i risultati”.
Dall’Argentina, l’ex campione del mondo Jorge Burruchaga ha bollato la squadra come “pechos fríos”, incapace di reagire per la maglia nonostante le divergenze con l’allenatore. La parabola discendente era cominciata dopo l’uscita dalle convocazioni di Luis Suárez, le cui critiche pubbliche ai metodi di Bielsa avevano incrinato l’ambiente. Nelle eliminatorie sudamericane, l’Uruguay era scivolato dal terzo al quinto posto, vincendo solo tre delle ultime dieci partite, e il Mondiale ha confermato la crisi.
Sul fronte logistico, la Asociación Uruguaya de Fútbol ha comunicato che il volo charter per il ritorno non era mai stato previsto, data l’incertezza sulla sede di partenza, e che i giocatori rientreranno con voli commerciali. Tuttavia, media europei e sudamericani hanno interpretato la scelta come una punizione psicologica, un segnale di rottura dopo una campagna deludente. La delegazione si è divisa: molti calciatori sono volati direttamente verso i rispettivi club in Europa e Sudamerica, mentre il resto del gruppo è atteso a Montevideo in gruppi separati.
Bielsa tornerà nella capitale uruguaiana per una conferenza stampa convocata per martedì alle 18 allo Stadio Centenario, trasmessa in diretta dalla AUF. L’incontro, che avviene a distanza di pochi giorni dall’eliminazione, dovrebbe segnare l’addio ufficiale del tecnico argentino, già annunciato prima del torneo, e aprire la riflessione della federazione sul futuro della nazionale.
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Dopo l'eliminazione precoce dal Mondiale, la federazione uruguaiana avrebbe cancellato il volo charter per la squadra, costringendo i giocatori a prendere voli commerciali per tornare a casa. Una risposta logistica che ha lasciato intendere una punizione implicita per la deludente prestazione.
La sconfitta contro la Spagna ha segnato il tramonto dell'Uruguay, tra papere del portiere, falli duri e congiure interne. Bielsa, descritto come autoritario, lascia senza lasciare nulla al calcio della Celeste, che non supera il primo turno per il secondo Mondiale di fila.
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