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Geopolitica e Politicagiovedì 23 luglio 2026

Teheran: «Se non vendiamo petrolio, nessuno lo farà». Escalation nello Stretto di Hormuz

Il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf minaccia un blocco totale delle esportazioni petrolifere regionali, mentre Trump promette rappresaglie sulle infrastrutture civili.

L’equazione della guerra in corso è «o tutti o nessuno»: con queste parole Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento di Teheran e capo negoziatore, ha dichiarato che se l’Iran non potrà esportare petrolio, nessun altro Paese della regione potrà farlo. In un messaggio pubblicato su X, Ghalibaf ha subordinato la sicurezza dello Stretto di Hormuz all’assenza di forze americane, avvertendo che «se la nostra sicurezza non sarà garantita, nessuna infrastruttura sarà al sicuro» e che la situazione dello stretto «non tornerà alle condizioni precedenti la guerra». La minaccia è stata accompagnata dalla comunicazione, diffusa da fonti dei Guardiani della rivoluzione, che la corsia di navigazione meridionale dello stretto è stata minata e che le navi mercantili dovrebbero evitarla.

Secondo Washington, la dichiarazione iraniana è una risposta diretta all’ultimatum del presidente Donald Trump, che su Truth Social ha promesso di «bombardare e distruggere un ponte o una centrale elettrica» in Iran – inclusi obiettivi nella capitale Teheran – per ogni attacco a navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Il segretario di Stato Marco Rubio, da Manila, ha accusato Teheran di non prendere sul serio i negoziati e di aver violato un’intesa preliminare che garantiva la libera navigazione. Fonti militari statunitensi confermano che per l’undicesima notte consecutiva sono stati condotti raid contro centri operativi, hangar e depositi di droni iraniani, con l’obiettivo dichiarato di indebolire la capacità di minaccia al traffico mercantile.

Lo Stretto di Hormuz è il collo di bottiglia attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale. Secondo analisti energetici europei, l’inasprimento della crisi ha già spinto il Brent sopra i 95 dollari al barile prima di un parziale rientro, mentre milioni di barili di greggio saudita sono stati dirottati verso il porto di Yanbu sul Mar Rosso per ridurre l’esposizione nel Golfo. L’Italia, che importa via mare la quasi totalità del proprio fabbisogno petrolifero, sarebbe esposta a un immediato aumento dei costi di approvvigionamento e dei noli, con ripercussioni sui prezzi dei carburanti e sulla sicurezza energetica nazionale, avvertono fonti del settore a Roma. La tensione si estende al Mar Rosso, dove la milizia yemenita Houthi, sostenuta da Teheran, ha intimato alle petroliere di evitare i porti sauditi, minacciando di fatto anche il passaggio attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb e costringendo le rotte a deviare verso Suez, con un allungamento dei tempi di navigazione di settimane.

Il conflitto è esploso il 28 febbraio con attacchi statunitensi e israeliani sul territorio iraniano, a cui Teheran ha risposto colpendo Israele e i Paesi del Golfo che ospitano basi americane. Da allora, secondo fonti mediorientali, le operazioni militari hanno causato migliaia di vittime e milioni di sfollati, allargandosi al Libano e al fronte yemenita. Al momento non esiste un canale negoziale attivo: Rubio ha escluso che l’Iran stia trattando seriamente, mentre Teheran rivendica un’autorità esclusiva sulla gestione della via d’acqua. Il dossier resta aperto, con nuove operazioni militari attese e i mercati globali in attesa di segnali su un possibile contenimento della crisi.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Allineamento geopolitico
17%Bassa
3 blocchi · posizioni da 0.00 a +0.40
Neutral observersSupporter of Iran
IRNLATIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa iraniana e affini+0.40aligned
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa indiana e sudasiatica+0.10neutral
Stampa iraniana e affini+0.40
Voce

Iran reaffirms its right to security and warns the conflict has become all-or-nothing. The Tehran regime speaks as the defender of the region against US aggression.

Meccanismoescalation simmetrica

The Iranian press uses an universalization technique: if Iran is hit, the entire region will suffer. It also ties the security of the Strait of Hormuz to the removal of US forces, creating a non-negotiable condition.

Omissione

Iranian outlets do not mention that the US threats are a response to Iranian attacks on ships in the Strait of Hormuz, presenting Tehran's position as purely defensive.

VittimismoRevanscismo
Stampa latinoamericana0.00
Voce

The Iranian negotiator speaks in an ultimatum tone, while the US president threatens retaliation. The piece maintains an observer stance, reporting both sides.

Meccanismoneutralità descrittiva

The Latin American press uses a balancing technique: it reports statements from both sides without taking sides, creating an effect of objectivity. The escalation is described as a symmetrical confrontation.

PragmatismoDistacco
Stampa indiana e sudasiatica+0.10
Voce

The Iranian spokesman issues an ultimatum, while Washington responds with military threats. The piece focuses on the economic stakes and the possibility of a global energy crisis.

Meccanismoescalation economica

The Indian and South Asian press uses an economic escalation technique: it emphasizes the global consequences of the impasse, turning the regional conflict into a threat to international markets.

AllarmePragmatismo

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giovedì 23 luglio 2026

Teheran: «Se non vendiamo petrolio, nessuno lo farà». Escalation nello Stretto di Hormuz

Il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf minaccia un blocco totale delle esportazioni petrolifere regionali, mentre Trump promette rappresaglie sulle infrastrutture civili.

L’equazione della guerra in corso è «o tutti o nessuno»: con queste parole Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento di Teheran e capo negoziatore, ha dichiarato che se l’Iran non potrà esportare petrolio, nessun altro Paese della regione potrà farlo. In un messaggio pubblicato su X, Ghalibaf ha subordinato la sicurezza dello Stretto di Hormuz all’assenza di forze americane, avvertendo che «se la nostra sicurezza non sarà garantita, nessuna infrastruttura sarà al sicuro» e che la situazione dello stretto «non tornerà alle condizioni precedenti la guerra». La minaccia è stata accompagnata dalla comunicazione, diffusa da fonti dei Guardiani della rivoluzione, che la corsia di navigazione meridionale dello stretto è stata minata e che le navi mercantili dovrebbero evitarla.

Secondo Washington, la dichiarazione iraniana è una risposta diretta all’ultimatum del presidente Donald Trump, che su Truth Social ha promesso di «bombardare e distruggere un ponte o una centrale elettrica» in Iran – inclusi obiettivi nella capitale Teheran – per ogni attacco a navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Il segretario di Stato Marco Rubio, da Manila, ha accusato Teheran di non prendere sul serio i negoziati e di aver violato un’intesa preliminare che garantiva la libera navigazione. Fonti militari statunitensi confermano che per l’undicesima notte consecutiva sono stati condotti raid contro centri operativi, hangar e depositi di droni iraniani, con l’obiettivo dichiarato di indebolire la capacità di minaccia al traffico mercantile.

Lo Stretto di Hormuz è il collo di bottiglia attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale. Secondo analisti energetici europei, l’inasprimento della crisi ha già spinto il Brent sopra i 95 dollari al barile prima di un parziale rientro, mentre milioni di barili di greggio saudita sono stati dirottati verso il porto di Yanbu sul Mar Rosso per ridurre l’esposizione nel Golfo. L’Italia, che importa via mare la quasi totalità del proprio fabbisogno petrolifero, sarebbe esposta a un immediato aumento dei costi di approvvigionamento e dei noli, con ripercussioni sui prezzi dei carburanti e sulla sicurezza energetica nazionale, avvertono fonti del settore a Roma. La tensione si estende al Mar Rosso, dove la milizia yemenita Houthi, sostenuta da Teheran, ha intimato alle petroliere di evitare i porti sauditi, minacciando di fatto anche il passaggio attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb e costringendo le rotte a deviare verso Suez, con un allungamento dei tempi di navigazione di settimane.

Il conflitto è esploso il 28 febbraio con attacchi statunitensi e israeliani sul territorio iraniano, a cui Teheran ha risposto colpendo Israele e i Paesi del Golfo che ospitano basi americane. Da allora, secondo fonti mediorientali, le operazioni militari hanno causato migliaia di vittime e milioni di sfollati, allargandosi al Libano e al fronte yemenita. Al momento non esiste un canale negoziale attivo: Rubio ha escluso che l’Iran stia trattando seriamente, mentre Teheran rivendica un’autorità esclusiva sulla gestione della via d’acqua. Il dossier resta aperto, con nuove operazioni militari attese e i mercati globali in attesa di segnali su un possibile contenimento della crisi.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Allineamento geopolitico
17%Bassa
3 blocchi · posizioni da 0.00 a +0.40
Neutral observersSupporter of Iran
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Stampa iraniana e affini+0.40aligned
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa indiana e sudasiatica+0.10neutral
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Iran reaffirms its right to security and warns the conflict has become all-or-nothing. The Tehran regime speaks as the defender of the region against US aggression.

Meccanismoescalation simmetrica

The Iranian press uses an universalization technique: if Iran is hit, the entire region will suffer. It also ties the security of the Strait of Hormuz to the removal of US forces, creating a non-negotiable condition.

Omissione

Iranian outlets do not mention that the US threats are a response to Iranian attacks on ships in the Strait of Hormuz, presenting Tehran's position as purely defensive.

VittimismoRevanscismo
Stampa latinoamericana0.00
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The Iranian negotiator speaks in an ultimatum tone, while the US president threatens retaliation. The piece maintains an observer stance, reporting both sides.

Meccanismoneutralità descrittiva

The Latin American press uses a balancing technique: it reports statements from both sides without taking sides, creating an effect of objectivity. The escalation is described as a symmetrical confrontation.

PragmatismoDistacco
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The Iranian spokesman issues an ultimatum, while Washington responds with military threats. The piece focuses on the economic stakes and the possibility of a global energy crisis.

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