
Netanyahu a Washington: Iran e Corte penale internazionale al centro del vertice con Trump
Binyamin Netanyahu discuterà con Donald Trump del programma nucleare iraniano e della nuova offensiva diplomatica contro la Corte penale internazionale, mentre Israele si dice pronto ad allargare le operazioni in Cisgiordania.
Binyamin Netanyahu si recherà lunedì a Washington per un incontro con il presidente Donald Trump, in una visita che unisce il confronto strategico sull'Iran alla partecipazione ai funerali del senatore Lindsey Graham, storico alleato di Israele. L'incontro, previsto martedì alla Casa Bianca, si inserisce in una fase di acuta tensione regionale, con il blocco navale americano contro Teheran ancora in vigore e l'ombra di un conflitto allargato che da mesi grava sul Medio Oriente.
Al centro dei colloqui, secondo fonti ufficiali israeliane, vi sarà la situazione iraniana. Netanyahu ha dichiarato che affronterà «tutti i punti all'ordine del giorno, incluso lo stato dell'Iran», mentre la Central Command statunitense ha ribadito che il blocco marittimo rimane pienamente operativo. Sul fronte diplomatico, Teheran ha definito «utili e costruttivi» i colloqui con l'Oman sullo Stretto di Hormuz, ma da Washington e Gerusalemme prevale la linea dura: Trump ha messo in guardia contro un mancato accordo e Israele mantiene aperta l'opzione di attacchi preventivi. Per l'Europa, e per l'Italia in particolare, una nuova escalation minaccerebbe la sicurezza energetica e la libertà di navigazione nel Golfo, già provate in passato dalle crisi con l'Iran.
Altrettanto rilevante è l'offensiva diplomatica contro la Corte penale internazionale (CPI). Netanyahu ha rivelato di aver ricevuto dal segretario di Stato Marco Rubio la promessa di un'azione «decisa» contro l'organismo, che il premier israeliano accusa di «mettere a repentaglio la giustizia nel mondo» e di violare la sovranità degli Stati democratici. Le parole giungono dopo la destituzione del procuratore capo Karim Khan per accuse di molestie sessuali, episodio che secondo Netanyahu svelerebbe una «corruzione profonda» all'interno della Corte. La posizione statunitense, pur in linea con la tradizionale ostilità di Washington verso la CPI, rischia di approfondire il solco con i partner europei: Bruxelles e la maggior parte dei governi dell'Unione, Italia inclusa, continuano a riconoscere la legittimità del tribunale e a sostenerne l'operato, come dimostrato dalle reazioni all'emissione dei mandati di arresto per Netanyahu e l'ex ministro Gallant.
Sul piano interno, il primo ministro ha confermato che Israele è pronto a condurre «operazioni più estese» in Cisgiordania, dopo che uno scontro a fuoco venerdì scorso ha provocato vittime. Le forze di sicurezza hanno già avviato incursioni nei villaggi, sequestrato armi e arrestato sospetti, facendo irruzione anche in un ospedale di Nablus. La linea dura in Cisgiordania, unita alla gestione della guerra con l'Iran, alimenta il dibattito politico in Israele in vista delle prossime elezioni, mentre si moltiplicano le critiche per i costi economici e umani del conflitto.
La visita a Washington si conclude con i funerali di Graham, cerimonia a cui Netanyahu parteciperà per rendere omaggio a quello che ha definito «uno dei più grandi amici di Israele dalla sua fondazione». Al di là del tributo, il viaggio consolida l'asse tra i due leader in un momento delicato per gli equilibri mediorientali. I prossimi passi includono l'incontro di martedì, da cui potrebbero arrivare indicazioni sia sulla strategia militare congiunta sia sull'offensiva diplomatica contro la CPI. Per l'Italia e l'Europa, l'esito dei colloqui sarà un banco di prova della capacità di incidere su due fronti – nucleare iraniano e giustizia internazionale – in cui gli interessi transatlantici appaiono sempre più divergenti.
| Stampa iraniana e affini | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.50 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.20 | neutral |
| Stampa latinoamericana | −0.60 | critical |
L'Iran si prepara a contrastare le mosse aggressive di Israele e USA. La visita è un atto disperato per guadagnare legittimità.
Costruzione di una gerarchia di minacce: Israele e USA complottano contro l'Iran, che è vittima ma resistente.
Israele sta intensificando l'occupazione e la repressione con il sostegno americano, mentre cerca di screditare la giustizia internazionale.
Si stabilisce un parallelo tra l'aggressione a Gaza, la Cisgiordania e la minaccia all'Iran, creando una catena di escalation interconnesse.
Israele e Stati Uniti sono alleati che discutono questioni di sicurezza comune, con un amico comune da onorare.
La visita è presentata come normale diplomazia bilaterale, smorzando le controversie e normalizzando il rapporto.
Tace il mandato di arresto della CPI e l'intensificazione delle operazioni in Cisgiordania come elementi controversi.
Netanyahu è un ricercato per crimini di guerra e usa la visita per aggirare la giustizia, sfruttando l'impunità garantita dagli USA.
Si sposta il conflitto dal piano politico al piano giudiziario, delegittimando l'avversario come criminale.
Non discute la minaccia iraniana o le ragioni di sicurezza di Israele, concentrandosi solo sulla colpevolezza di Netanyahu.
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