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Sportsabato 27 giugno 2026

Capo Verde scrive la storia, il Belgio ruggisce: la sedicesima giornata dei Mondiali 2026

Dall'impresa dei debuttanti africani al riscatto dei Diavoli Rossi, passando per la tripletta di Dembélé: tutti i verdetti della notte.

Con uno 0-0 contro l'Arabia Saudita all'NRG Stadium di Houston, Capo Verde ha firmato l'accesso ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026, un traguardo che per la nazione arcipelago di poco più di mezzo milione di abitanti ha il sapore dell'impresa assoluta. Tre pareggi in tre partite – contro Spagna, Uruguay e appunto i sauditi – sono bastati ai Tiburones Azules per blindare il secondo posto nel Gruppo H, alle spalle della Roja, e staccare un pass per la fase a eliminazione diretta al debutto assoluto nella competizione. Il portiere Vozinha, quarant'anni, protagonista di due clean sheet e di un cammino che ha catturato l'attenzione dei media internazionali, ha riassunto così il sentimento collettivo: «Nessuno di noi lo sognava, ma sapevamo di avere qualità». La sua storia personale aggiunge un filo di romanzo a questa notte: nato il 3 giugno 1986, il giorno dopo la doppietta di Jorge Valdano alla Corea del Sud, avrebbe dovuto chiamarsi Valdano per volontà paterna, ma le autorità capoverdiane negarono il permesso, ripiegando su Josimar, in omaggio al terzino brasiliano. Ora, a quarant'anni, Vozinha si prepara ad affrontare l'Argentina di Lionel Messi, da lui definito «il migliore di tutti i tempi», in un incrocio che secondo gli osservatori africani rappresenta già la partita della vita per l'intera nazionale.

Sul fronte europeo, il Belgio ha scacciato le ombre delle prime due uscite con una goleada per 5-1 sulla Nuova Zelanda al BC Place di Vancouver. Leandro Trossard ha firmato una doppietta, mentre Kevin De Bruyne, Romelu Lukaku e Alexis Saelemaekers hanno completato il tabellino, regalando ai Diavoli Rossi il primo posto nel Gruppo G con cinque punti. Il commissario tecnico Rudi Garcia, con un pizzico di ironia, ha commentato: «I nostri giocatori anziani hanno dimostrato di non essere finiti». La stampa belga ed europea sottolinea come la squadra abbia ritrovato fluidità offensiva proprio nel momento decisivo, ribaltando le critiche che avevano accompagnato i pareggi con Egitto e Iran. Il successo, unito al contemporaneo 1-1 tra Egitto e Iran a Seattle, ha permesso ai belgi di scavalcare i Faraoni in vetta per differenza reti, evitando così un accoppiamento più insidioso ai sedicesimi.

La notte ha regalato anche la terza tripletta del torneo, firmata da Ousmane Dembélé nel 4-1 con cui la Francia ha travolto la Norvegia a Boston. Dopo le triplette di Messi (all'Algeria) e Jonathan David (al Qatar), l'esterno del Paris Saint-Germain ha inciso il suo nome nell'albo dei marcatori multipli, suggellando un percorso netto dei Bleus: nove punti su nove, primo posto nel Gruppo I e una condizione atletica che, nell'analisi dei commentatori transalpini, fa della squadra di Deschamps una delle favorite per la fase a eliminazione diretta. La Norvegia, già qualificata, ha chiuso seconda con sei punti, mentre il Senegal, travolgendo l'Iraq per 5-0, ha strappato il terzo posto e attende ora il verdetto sulle migliori terze.

La sfida tra Egitto e Iran ha vissuto il suo apice drammatico nei minuti di recupero, quando un gol di Shoja Khalilzadeh, che avrebbe ribaltato il punteggio e qualificato l'Iran, è stato annullato per fuorigioco millimetrico dopo revisione VAR. Il definitivo 1-1, con reti di Mahmoud Saber e Ramin Semeskandi, ha consegnato all'Egitto il secondo posto nel girone e ha lasciato l'Iran in bilico, in attesa di sapere se il suo bottino di tre punti basterà per rientrare tra le otto migliori terze. Per Capo Verde, intanto, il sogno prosegue: l'appuntamento con l'Argentina e Messi è fissato ai primi di luglio a Miami, mentre il Belgio attende di conoscere l'avversaria dai ripescaggi delle terze classificate.

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sabato 27 giugno 2026

Capo Verde scrive la storia, il Belgio ruggisce: la sedicesima giornata dei Mondiali 2026

Dall'impresa dei debuttanti africani al riscatto dei Diavoli Rossi, passando per la tripletta di Dembélé: tutti i verdetti della notte.

Con uno 0-0 contro l'Arabia Saudita all'NRG Stadium di Houston, Capo Verde ha firmato l'accesso ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026, un traguardo che per la nazione arcipelago di poco più di mezzo milione di abitanti ha il sapore dell'impresa assoluta. Tre pareggi in tre partite – contro Spagna, Uruguay e appunto i sauditi – sono bastati ai Tiburones Azules per blindare il secondo posto nel Gruppo H, alle spalle della Roja, e staccare un pass per la fase a eliminazione diretta al debutto assoluto nella competizione. Il portiere Vozinha, quarant'anni, protagonista di due clean sheet e di un cammino che ha catturato l'attenzione dei media internazionali, ha riassunto così il sentimento collettivo: «Nessuno di noi lo sognava, ma sapevamo di avere qualità». La sua storia personale aggiunge un filo di romanzo a questa notte: nato il 3 giugno 1986, il giorno dopo la doppietta di Jorge Valdano alla Corea del Sud, avrebbe dovuto chiamarsi Valdano per volontà paterna, ma le autorità capoverdiane negarono il permesso, ripiegando su Josimar, in omaggio al terzino brasiliano. Ora, a quarant'anni, Vozinha si prepara ad affrontare l'Argentina di Lionel Messi, da lui definito «il migliore di tutti i tempi», in un incrocio che secondo gli osservatori africani rappresenta già la partita della vita per l'intera nazionale.

Sul fronte europeo, il Belgio ha scacciato le ombre delle prime due uscite con una goleada per 5-1 sulla Nuova Zelanda al BC Place di Vancouver. Leandro Trossard ha firmato una doppietta, mentre Kevin De Bruyne, Romelu Lukaku e Alexis Saelemaekers hanno completato il tabellino, regalando ai Diavoli Rossi il primo posto nel Gruppo G con cinque punti. Il commissario tecnico Rudi Garcia, con un pizzico di ironia, ha commentato: «I nostri giocatori anziani hanno dimostrato di non essere finiti». La stampa belga ed europea sottolinea come la squadra abbia ritrovato fluidità offensiva proprio nel momento decisivo, ribaltando le critiche che avevano accompagnato i pareggi con Egitto e Iran. Il successo, unito al contemporaneo 1-1 tra Egitto e Iran a Seattle, ha permesso ai belgi di scavalcare i Faraoni in vetta per differenza reti, evitando così un accoppiamento più insidioso ai sedicesimi.

La notte ha regalato anche la terza tripletta del torneo, firmata da Ousmane Dembélé nel 4-1 con cui la Francia ha travolto la Norvegia a Boston. Dopo le triplette di Messi (all'Algeria) e Jonathan David (al Qatar), l'esterno del Paris Saint-Germain ha inciso il suo nome nell'albo dei marcatori multipli, suggellando un percorso netto dei Bleus: nove punti su nove, primo posto nel Gruppo I e una condizione atletica che, nell'analisi dei commentatori transalpini, fa della squadra di Deschamps una delle favorite per la fase a eliminazione diretta. La Norvegia, già qualificata, ha chiuso seconda con sei punti, mentre il Senegal, travolgendo l'Iraq per 5-0, ha strappato il terzo posto e attende ora il verdetto sulle migliori terze.

La sfida tra Egitto e Iran ha vissuto il suo apice drammatico nei minuti di recupero, quando un gol di Shoja Khalilzadeh, che avrebbe ribaltato il punteggio e qualificato l'Iran, è stato annullato per fuorigioco millimetrico dopo revisione VAR. Il definitivo 1-1, con reti di Mahmoud Saber e Ramin Semeskandi, ha consegnato all'Egitto il secondo posto nel girone e ha lasciato l'Iran in bilico, in attesa di sapere se il suo bottino di tre punti basterà per rientrare tra le otto migliori terze. Per Capo Verde, intanto, il sogno prosegue: l'appuntamento con l'Argentina e Messi è fissato ai primi di luglio a Miami, mentre il Belgio attende di conoscere l'avversaria dai ripescaggi delle terze classificate.

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