
SpaceX perde 600 miliardi in tre giorni: la bolla dell’IA si sgonfia?
Dopo un debutto record, il titolo di Elon Musk crolla del 23% tra prese di beneficio e timori sul debito, riportando l’attenzione sui rischi delle valutazioni tech.
Martedì le azioni di SpaceX sono scivolate per la prima volta sotto i 150 dollari, il prezzo di apertura del giorno del collocamento, toccando un minimo intraday di 149 dollari prima di rimbalzare a circa 156. In tre sedute il valore di mercato della società di Elon Musk ha perso oltre 600 miliardi di dollari, scendendo da un picco di quasi 2.900 miliardi raggiunto il 16 giugno a poco più di 2.000 miliardi. Il titolo, che aveva chiuso la prima settimana di contrattazioni con un rialzo del 50% rispetto al prezzo di IPO di 135 dollari, ha invertito bruscamente la rotta, registrando lunedì un tonfo del 16%.
La correzione è stata innescata da massicce prese di beneficio dopo la frenesia d’acquisto iniziale, amplificate da un flottante ridottissimo: solo il 4,2% delle azioni era liberamente negoziabile al debutto. A pesare sono state anche le notizie sul piano di SpaceX di emettere obbligazioni per almeno 20 miliardi di dollari, la prima emissione investment-grade, destinata a finanziare l’espansione nell’intelligenza artificiale, inclusa una commessa multimiliardaria per fornire risorse di calcolo alla startup Reflection AI. Il quadro è stato aggravato da una più ampia ondata di vendite sui tecnologici globali, con Micron in calo del 9% e Nvidia del 2,5%, in un clima di nervosismo alla vigilia della trimestrale del produttore di memorie, considerato un termometro della domanda di IA.
Nonostante lo scivolone, SpaceX resta sopra il prezzo di collocamento e si colloca al settimo posto tra le società quotate per capitalizzazione. La fortuna personale di Musk ha subito una sforbiciata di circa 42 miliardi, ma l’imprenditore rimane l’uomo più ricco del mondo. L’episodio assume un valore di banco di prova per l’intero settore: altre grandi aziende dell’IA come Anthropic e OpenAI osservano con attenzione in vista di possibili quotazioni da mille miliardi. In Europa, i listini hanno risentito delle turbolenze tech d’oltreoceano, sebbene il Dax sia stato sostenuto dall’annuncio di un’intesa quadro tra Stati Uniti e Iran.
Gli occhi sono ora puntati sulla trimestrale di Micron, attesa per mercoledì, che potrebbe orientare le prossime mosse del comparto. Sul fronte SpaceX, l’emissione obbligazionaria e gli investimenti nell’IA restano i catalizzatori da monitorare, mentre restano sullo sfondo le perplessità sulla governance — Musk detiene un controllo quasi totale sul voto degli azionisti — e il rating ESG più basso assegnato da MSCI, che segnala rischi ambientali e sociali significativi.
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Le azioni di SpaceX hanno subito un brusco ritracciamento dopo l'IPO record, scendendo brevemente sotto il prezzo di debutto di 150 dollari e azzerando i guadagni iniziali. In tre giorni la svendita ha cancellato 600 miliardi di valore di mercato, ma il titolo si è poi stabilizzato, restando sopra il prezzo di offerta. L'attenzione è sulla fisiologica correzione dopo l'euforia del collocamento, senza toni allarmistici.
Il crollo del titolo SpaceX ha polverizzato 600 miliardi in pochi giorni, alimentando il timore che la bolla dell'IA si stia sgonfiando. Elon Musk ha perso sulla carta 300 miliardi, ma resta l'uomo più ricco del mondo. Gli esperti mettono in guardia i piccoli investitori dall'euforia, mentre i tassi salgono e le valutazioni tech stratosferiche vacillano.
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