
Snapchat sotto accusa per lo stupro di una dodicenne, arresti in Argentina e Brasile per pedopornografia
Dagli Stati Uniti al Cono Sud, una serie di casi giudiziari riaccende il dibattito sulla responsabilità delle piattaforme digitali nella protezione dei minori.
I genitori di una ragazzina di dodici anni violentata da un uomo conosciuto su Snapchat hanno avviato una causa civile contro la società proprietaria dell’applicazione. La vicenda risale al settembre 2021 nel Missouri, quando la minore – identificata come J.F. – uscì di casa per incontrare Gabriel Joel Valentin-Rios, allora venticinquenne, che in seguito si è dichiarato colpevole e sta scontando una condanna a diciotto anni di reclusione. Secondo l’atto di citazione depositato presso la Corte Circuitale del Missouri, Snap avrebbe «consentito e agevolato l’adescamento, lo sfruttamento e l’abuso sessuale» della vittima, non riuscendo a disabilitare o a segnalare funzioni come Quick Add, Snap Maps e gli avatar Bitmoji, che l’aggressore avrebbe utilizzato per mascherare la propria età e localizzare l’abitazione della ragazza. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che Snap è «profondamente impegnata per la sicurezza e il benessere di tutti gli utenti» e che da anni sviluppa strumenti di protezione e collabora con le forze dell’ordine.
In Argentina, la procura di Salta ha arrestato un ventunenne accusato di aver diffuso materiale di abuso sessuale infantile attraverso la stessa piattaforma. Secondo il Ministero Pubblico Fiscale, l’indagato avrebbe condiviso un video di natura sessuale prodotto sul territorio nazionale e ritraente minori di tredici anni. Durante la perquisizione domiciliare, disposta dal magistrato Sofía Cornejo, sono stati sequestrati computer, telefoni cellulari e dispositivi di archiviazione che saranno sottoposti a perizia. L’uomo è ora in attesa dell’udienza preliminare in cui gli verrà contestato il reato di abuso e sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti, aggravato dall’età delle vittime, con pene previste tra i tre e i sei anni di carcere.
In Canada, le autorità dell’Alberta hanno formalizzato accuse gravissime contro Joseph Kidd, trentaduenne sospettato di aver adescato e aggredito quattro ragazze, la più giovane delle quali ha dodici anni. La polizia a cavallo canadese ha riferito che l’uomo, già due volte rilasciato su cauzione nonostante le condizioni restrittive, avrebbe conosciuto le vittime tramite social media, le avrebbe condotte nella propria abitazione e in almeno un caso avrebbe tentato di attirare una minorenne offrendole alcol. Le indagini proseguono per individuare eventuali altre persone offese, mentre il sospettato resta in custodia.
In Brasile, due distinte operazioni della Polizia Federale hanno portato all’arresto in flagranza di un uomo di ventiquattro anni a Buritizeiro, nel Minas Gerais, trovato in possesso di cinquanta file pedopornografici conservati in rete tra il 2022 e il 2025, e di un ventiduenne a São Francisco con oltre milleseicento contenuti sospetti sul telefono. Nello stato del Paraná, un padre è stato fermato perché filmava le figlie di dieci e quattro anni durante il bagno e le sottoponeva a contatti fisici; il materiale è stato rinvenuto sul suo cellulare, e l’uomo è indagato anche per minacce di morte all’ex compagna e detenzione illegale di armi. Tutti i procedimenti restano in fase istruttoria e le autorità non escludono ulteriori sviluppi.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Snap è stata citata in giudizio dai genitori di una dodicenne violentata da un uomo conosciuto sulla piattaforma, mentre ondate di arresti per sfruttamento minorile attraversano le Americhe. La causa accusa l'azienda di aver agevolato l'adescamento e l'abuso, puntando i riflettori sui pericoli dei messaggi effimeri. Le forze dell'ordine canadesi e statunitensi stanno intensificando le operazioni, ma secondo i critici le piattaforme devono fare molto di più per proteggere i minori.
In Argentina e Brasile le autorità hanno arrestato persone per produzione e distribuzione di materiale pedopornografico; in un caso il video è stato condiviso tramite Snapchat. A Salta un ventunenne è stato fermato per diffusione di tali contenuti, mentre in Paraná un padre è stato arrestato per aver filmato le proprie figlie. Le operazioni riflettono un impegno regionale contro lo sfruttamento online, con l'attenzione concentrata sui colpevoli più che sulle piattaforme.
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