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Scienza e Salutedomenica 21 giugno 2026

Secondo sospetto di Ebola in Israele, mentre in Congo i casi sfiorano i mille

Un uomo rientrato dalla RDC è in isolamento; l'epidemia in Africa centrale si aggrava e il dengue colpisce 58 distretti in Bangladesh.

Il ministero della Salute israeliano ha annunciato un secondo caso sospetto di Ebola in pochi giorni. Il paziente, rientrato due giorni fa dalla Repubblica Democratica del Congo, ha sviluppato febbre, mal di testa e diarrea ed è stato trasferito in isolamento presso il centro medico Sheba di Tel HaShomer. Le analisi di laboratorio sono in corso, e i risultati sono attesi nei prossimi giorni. Le autorità sanitarie sottolineano che non vi sono al momento casi confermati di Ebola nel Paese, e che il virus non si trasmette per via aerea ma solo attraverso contatto diretto con fluidi corporei di persone sintomatiche.

L'epidemia in corso in Congo, causata dal raro ceppo Bundibugyo per il quale non esiste vaccino né terapia specifica, ha raggiunto 956 casi confermati e 247 decessi secondo l'ultimo bollettino delle autorità di Kinshasa. Oltre il 91% dei contagi si concentra nella provincia dell'Ituri. L'Organizzazione mondiale della sanità segnala che in alcuni campi profughi, come quello di Kigonze, il virus potrebbe diffondersi senza essere rilevato: almeno 30 morti con sintomi compatibili sono stati registrati, ma le indagini sono ostacolate dal rifiuto delle famiglie di sottoporre le salme ad autopsia. La capacità di tracciamento dei contatti è al 69%, ben al di sotto dell'obiettivo del 95%, e il sistema sanitario locale opera a un livello di preparazione stimato tra 3 e 4 su 10 rispetto a quanto sarebbe necessario.

Israele ha attivato i protocolli di contenimento: i due pazienti sospetti sono in isolamento, è in corso un'indagine epidemiologica per identificare i contatti e valutare possibili collegamenti tra i casi. Il ministero ha diffuso linee guida per gli operatori sanitari e sconsiglia viaggi non essenziali nelle aree colpite. Chi torna da Congo o Uganda e manifesta sintomi entro 21 giorni deve restare in casa e contattare le autorità.

In un quadro di pressione globale sulle infrastrutture sanitarie, si registra un'altra emergenza: in Bangladesh il dengue ha già colpito 58 dei 64 distretti, con 4.680 ricoveri e 7 decessi dall'inizio dell'anno. La stagione delle piogge, che inizia a luglio, potrebbe far aumentare i contagi, e il governo ha predisposto un ospedale da campo a Dacca e scorte di soluzione salina, mentre prosegue la formazione del personale medico. Le due epidemie, pur diverse per natura e contesto, evidenziano la necessità di sistemi di sorveglianza e risposta rapida a livello globale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Le autorità sanitarie israeliane hanno segnalato un secondo sospetto caso di Ebola in un viaggiatore di ritorno dalla Repubblica Democratica del Congo. Il paziente, che presenta sintomi come febbre e diarrea, è stato posto in isolamento e le analisi sono in corso. Al momento non si registrano casi confermati nel Paese.

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L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo si sta intensificando con oltre 950 casi confermati e quasi 250 decessi, mentre si teme una diffusione non rilevata nei campi profughi. L'OMS avverte che la risposta attuale è insufficiente e che donne e bambini sono tra i più colpiti.

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domenica 21 giugno 2026

Secondo sospetto di Ebola in Israele, mentre in Congo i casi sfiorano i mille

Un uomo rientrato dalla RDC è in isolamento; l'epidemia in Africa centrale si aggrava e il dengue colpisce 58 distretti in Bangladesh.

Il ministero della Salute israeliano ha annunciato un secondo caso sospetto di Ebola in pochi giorni. Il paziente, rientrato due giorni fa dalla Repubblica Democratica del Congo, ha sviluppato febbre, mal di testa e diarrea ed è stato trasferito in isolamento presso il centro medico Sheba di Tel HaShomer. Le analisi di laboratorio sono in corso, e i risultati sono attesi nei prossimi giorni. Le autorità sanitarie sottolineano che non vi sono al momento casi confermati di Ebola nel Paese, e che il virus non si trasmette per via aerea ma solo attraverso contatto diretto con fluidi corporei di persone sintomatiche.

L'epidemia in corso in Congo, causata dal raro ceppo Bundibugyo per il quale non esiste vaccino né terapia specifica, ha raggiunto 956 casi confermati e 247 decessi secondo l'ultimo bollettino delle autorità di Kinshasa. Oltre il 91% dei contagi si concentra nella provincia dell'Ituri. L'Organizzazione mondiale della sanità segnala che in alcuni campi profughi, come quello di Kigonze, il virus potrebbe diffondersi senza essere rilevato: almeno 30 morti con sintomi compatibili sono stati registrati, ma le indagini sono ostacolate dal rifiuto delle famiglie di sottoporre le salme ad autopsia. La capacità di tracciamento dei contatti è al 69%, ben al di sotto dell'obiettivo del 95%, e il sistema sanitario locale opera a un livello di preparazione stimato tra 3 e 4 su 10 rispetto a quanto sarebbe necessario.

Israele ha attivato i protocolli di contenimento: i due pazienti sospetti sono in isolamento, è in corso un'indagine epidemiologica per identificare i contatti e valutare possibili collegamenti tra i casi. Il ministero ha diffuso linee guida per gli operatori sanitari e sconsiglia viaggi non essenziali nelle aree colpite. Chi torna da Congo o Uganda e manifesta sintomi entro 21 giorni deve restare in casa e contattare le autorità.

In un quadro di pressione globale sulle infrastrutture sanitarie, si registra un'altra emergenza: in Bangladesh il dengue ha già colpito 58 dei 64 distretti, con 4.680 ricoveri e 7 decessi dall'inizio dell'anno. La stagione delle piogge, che inizia a luglio, potrebbe far aumentare i contagi, e il governo ha predisposto un ospedale da campo a Dacca e scorte di soluzione salina, mentre prosegue la formazione del personale medico. Le due epidemie, pur diverse per natura e contesto, evidenziano la necessità di sistemi di sorveglianza e risposta rapida a livello globale.

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Le autorità sanitarie israeliane hanno segnalato un secondo sospetto caso di Ebola in un viaggiatore di ritorno dalla Repubblica Democratica del Congo. Il paziente, che presenta sintomi come febbre e diarrea, è stato posto in isolamento e le analisi sono in corso. Al momento non si registrano casi confermati nel Paese.

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L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo si sta intensificando con oltre 950 casi confermati e quasi 250 decessi, mentre si teme una diffusione non rilevata nei campi profughi. L'OMS avverte che la risposta attuale è insufficiente e che donne e bambini sono tra i più colpiti.

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