
Il papero che rubò la scena al pallone: Merlín e Donny mascotte spontanee del Mondiale 2026
Il Messico celebra il suo ambasciatore pennuto, la Scozia si affida a un’anatra del Rhode Island, mentre le autorità messicane mettono in guardia dai rischi delle mode virali.
A due vittorie su due incontri, il Messico padrone di casa non è l’unico a rubare i titoli in questo avvio di Coppa del Mondo. Il vero protagonista mediatico è Merlín, un’anatra domestica che gira per le strade di Città del Messico con la maglia verde della selezione e piccole calze ai piedi, accodata alla padrona Carla Gómez mentre vende acqua. Nato come fenomeno da social network, Merlín è stato nominato ambasciatore ufficiale della sede di Città del Messico, ha ricevuto l’invito della presidente Sheinbaum a La Mañanera e biglietti omaggio per la partita contro la Repubblica Ceca dall’imprenditore Ricardo Salinas Pliego. Il volatile è ormai onnipresente: incarna, secondo gli organizzatori, «amore, fatica e unione molto messicana».
La rapidità con cui la fama ha travolto l’animale ha però acceso un allarme tra gli esperti. La Unità di Riabilitazione della Fauna Selvatica di Pachuca ha lanciato un monito severo: la popolarità virale spinge all’acquisto compulsivo di animali, che vengono poi abbandonati quando la moda svanisce. «Non sono regali, né giocattoli, né mascotte da buttare quando crescono o cambiano le esigenze di cura», hanno dichiarato i responsabili, che ricevono regolarmente anatre abbandonate. La polemica è esplosa dopo che la sindaca di Quiroga, Michoacán, è apparsa in un video con un’anatra bianca tenuta per le ali – gesto condannato come maltrattamento – promuovendola come mascotte ufficiale del Mondiale. L’Istituto messicano della proprietà industriale (IMPI) ha colto l’occasione per ricordare l’importanza di registrare i marchi, offrendo consulenze gratuite, con un evidente riferimento alle potenziali derive commerciali del fenomeno.
Oltre confine, il contagio ha raggiunto la tifoseria scozzese. Negli Stati Uniti, dove la nazionale di Steve Clarke ha giocato i primi due incontri a Boston, la Tartan Army ha adottato Donny the Duck, un’anatra già celebre in Rhode Island per la sua assidua frequentazione di eventi sportivi locali. Donny sfoggia un gilet con la croce di Sant’Andrea e marcia tra uomini in kilt e cornamuse, in una sorta di risposta simmetrica a Merlín. Il fenomeno dei paperi mondialisti si inserisce in un vuoto lasciato dalle mascotte ufficiali FIFA – Clutch, Maple e Zayu – percepite come poco radicate, e conferma come i grandi eventi globali vengano oggi riscritti dal basso, attraverso l’umorismo e la creatività degli spalti.
Nel frattempo la Scozia, dopo la vittoria all’esordio su Haiti e la sconfitta di misura contro il Marocco, si gioca tutto nell’ultima partita del girone contro il Brasile il 24 giugno. A Boston i tifosi scozzesi hanno fatto notizia anche per la loro sete: il pub Hennessy’s ha esaurito la birra con un’affluenza tripla rispetto al giorno di San Patrizio, e il birrificio Sam Adams ha registrato una domanda quadrupla del suo lager. Non si sa se a spingere la nazionale basterà l’amuleto Donny, ma in un torneo in cui il Messico vola e i paperi diventano icone, il confine tra gioco e realtà appare sempre più sottile.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Un'anatra di nome Merlín ha conquistato il cuore dei tifosi, diventando un simbolo virale dei Mondiali 2026 in Messico. Tuttavia, gli esperti avvertono che tali mode potrebbero portare a un aumento dell'abbandono degli animali dopo l'evento. Nel frattempo, il governo ricorda ai cittadini di proteggere le proprie idee registrando i marchi.
I tifosi scozzesi, noti come Tartan Army, sono diventati le stelle emergenti del torneo, grazie al loro papero Donny e a un video virale che prende in giro i rimedi americani per i postumi della sbornia. La loro esuberanza ha portato umorismo e schermaglie interculturali nell'esperienza mondiale.
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