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Clark supera Burns di un soffio: è ancora lui il re dello US Open

Partito con sei colpi di vantaggio, il 32enne ha rischiato il collasso più grande nella storia del torneo, ma ha difeso il titolo con un giro in 73.

Wyndham Clark ha vinto il 126° US Open con un solo colpo di margine su Sam Burns, completando un percorso che sembrava in discesa e si è trasformato in un calvario. Con un giro finale in 73 (+3), per un totale di 276 colpi (-4), Clark ha conquistato il secondo major in carriera, eguagliando i fili conduttori del dramma: un vantaggio di sei colpi dopo 54 buche, ridotto a uno già alla quinta buca, e la pressione di un pubblico dichiaratamente schierato contro di lui, che incitava Scottie Scheffler nel giorno del suo trentesimo compleanno.

La domenica pomeriggio si era aperta con Burns a sette colpi di distacco; ma nel giro di poche buche l’attaccante della Louisiana ha piazzato birdie alla 1, alla 3 e alla 5, mentre Clark incappava in un bogey alla buca 2 e un altro alla 5, il par-5 più agevole del percorso. Il margine si è assottigliato a un solo colpo, e il fantasma del crollo record di Greg Norman al Masters del 1996 è aleggiato minaccioso. Clark ha però trovato stabilità, salvando il par alla 9 con un colpo di recupero da 78 piedi, e ha poi piazzato il colpo decisivo alla 16: dopo un drive finito nel rough profondo, ha sparato un ferro 8 fino al green e ha imbucato da circa 7 metri, riportando il distacco a due colpi. Burns, intanto, ha sfiorato il birdie alla 18 con un putt che ha carezzato il bordo della buca, costringendolo a inginocchiarsi nella consapevolezza di aver perso l’occasione. Clark ha chiuso con due putt da 15 metri per il par e la vittoria.

La folla di Long Island, notoriamente appassionata e rumorosa, non ha lesinato fischi e provocazioni, tanto che due spettatori sono stati allontanati per insulti diretti. Lo stesso Clark, dopo la premiazione, ha ammesso di essersi creato antipatie con l’episodio dello scorso anno a Oakmont, dove aveva sfogato la frustrazione danneggiando un armadietto e subendo il bando dal circolo. “Una parte di quell’ostilità me la sono meritata”, ha dichiarato, parlando di “redenzione”. A completare il quadro, la scarsa affluenza del sabato pomeriggio-sera, causata dai limiti logistici dei trasporti da Manhattan, aveva già privato Clark dell’abbraccio del pubblico nel momento cruciale del torneo.

Per l’Italia, il major di Shinnecock non ha proposto protagonisti azzurri, ma ha offerto segnali di vitalità europea: lo svedese Ludvig Åberg ha firmato il giro del giorno (66) per risalire fino alla 17ª posizione, mentre l’inglese Tyrrell Hatton (67, -1 totale) si è piazzato settimo, conquistando la qualificazione per l’edizione successiva. Delusione invece per Rory McIlroy, crollato nel weekend e oltre il par, e per Scheffler, mai in lizza per il Grande Slam in carriera. Clark intasca un assegno record di 4,5 milioni di dollari e diventa il nono vincitore wire-to-wire nella storia del torneo; Burns, a secco di vittorie da tre anni, rimanda ancora l’appuntamento con il primo major.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

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Stampa sud-est asiaticaStampa atlantica / anglosfera
Stampa sud-est asiatica
distaccopragmatismo

Wyndham Clark ha sopravvissuto a uno spavento finale per vincere il suo secondo US Open con un colpo di vantaggio su Sam Burns. Ha festeggiato il giorno del papà con suo padre, che lo ha sorpreso dopo la vittoria.

Stampa atlantica / anglosfera
trionfoscetticismo

Wyndham Clark ha resistito a un pubblico ostile e alla rimonta di Sam Burns per assicurarsi il secondo US Open, definendolo un riscatto per la controversia dello scorso anno nello spogliatoio. Nonostante abbia quasi dilapidato un vantaggio di sei colpi, ha imbucato per il par all'ultima buca evitando il più grande crollo nella storia dei major.

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domenica 21 giugno 2026

Clark supera Burns di un soffio: è ancora lui il re dello US Open

Partito con sei colpi di vantaggio, il 32enne ha rischiato il collasso più grande nella storia del torneo, ma ha difeso il titolo con un giro in 73.

Wyndham Clark ha vinto il 126° US Open con un solo colpo di margine su Sam Burns, completando un percorso che sembrava in discesa e si è trasformato in un calvario. Con un giro finale in 73 (+3), per un totale di 276 colpi (-4), Clark ha conquistato il secondo major in carriera, eguagliando i fili conduttori del dramma: un vantaggio di sei colpi dopo 54 buche, ridotto a uno già alla quinta buca, e la pressione di un pubblico dichiaratamente schierato contro di lui, che incitava Scottie Scheffler nel giorno del suo trentesimo compleanno.

La domenica pomeriggio si era aperta con Burns a sette colpi di distacco; ma nel giro di poche buche l’attaccante della Louisiana ha piazzato birdie alla 1, alla 3 e alla 5, mentre Clark incappava in un bogey alla buca 2 e un altro alla 5, il par-5 più agevole del percorso. Il margine si è assottigliato a un solo colpo, e il fantasma del crollo record di Greg Norman al Masters del 1996 è aleggiato minaccioso. Clark ha però trovato stabilità, salvando il par alla 9 con un colpo di recupero da 78 piedi, e ha poi piazzato il colpo decisivo alla 16: dopo un drive finito nel rough profondo, ha sparato un ferro 8 fino al green e ha imbucato da circa 7 metri, riportando il distacco a due colpi. Burns, intanto, ha sfiorato il birdie alla 18 con un putt che ha carezzato il bordo della buca, costringendolo a inginocchiarsi nella consapevolezza di aver perso l’occasione. Clark ha chiuso con due putt da 15 metri per il par e la vittoria.

La folla di Long Island, notoriamente appassionata e rumorosa, non ha lesinato fischi e provocazioni, tanto che due spettatori sono stati allontanati per insulti diretti. Lo stesso Clark, dopo la premiazione, ha ammesso di essersi creato antipatie con l’episodio dello scorso anno a Oakmont, dove aveva sfogato la frustrazione danneggiando un armadietto e subendo il bando dal circolo. “Una parte di quell’ostilità me la sono meritata”, ha dichiarato, parlando di “redenzione”. A completare il quadro, la scarsa affluenza del sabato pomeriggio-sera, causata dai limiti logistici dei trasporti da Manhattan, aveva già privato Clark dell’abbraccio del pubblico nel momento cruciale del torneo.

Per l’Italia, il major di Shinnecock non ha proposto protagonisti azzurri, ma ha offerto segnali di vitalità europea: lo svedese Ludvig Åberg ha firmato il giro del giorno (66) per risalire fino alla 17ª posizione, mentre l’inglese Tyrrell Hatton (67, -1 totale) si è piazzato settimo, conquistando la qualificazione per l’edizione successiva. Delusione invece per Rory McIlroy, crollato nel weekend e oltre il par, e per Scheffler, mai in lizza per il Grande Slam in carriera. Clark intasca un assegno record di 4,5 milioni di dollari e diventa il nono vincitore wire-to-wire nella storia del torneo; Burns, a secco di vittorie da tre anni, rimanda ancora l’appuntamento con il primo major.

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Wyndham Clark ha sopravvissuto a uno spavento finale per vincere il suo secondo US Open con un colpo di vantaggio su Sam Burns. Ha festeggiato il giorno del papà con suo padre, che lo ha sorpreso dopo la vittoria.

Stampa atlantica / anglosfera
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Wyndham Clark ha resistito a un pubblico ostile e alla rimonta di Sam Burns per assicurarsi il secondo US Open, definendolo un riscatto per la controversia dello scorso anno nello spogliatoio. Nonostante abbia quasi dilapidato un vantaggio di sei colpi, ha imbucato per il par all'ultima buca evitando il più grande crollo nella storia dei major.

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