
Andy Burnham, il ‘Re del Nord’ che punta a Downing Street dopo le dimissioni di Starmer
Ex ministro e sindaco di Manchester, Burnham incarna l’ala sinistra laburista e promette di replicare su scala nazionale il suo modello di governo regionale.
Con le dimissioni del primo ministro Keir Starmer si è aperta formalmente la corsa alla leadership del Partito Laburista britannico, e il veterano Andy Burnham si è subito imposto come il candidato più accreditato. La sua vittoria schiacciante nell’elezione suppletiva di Makerfield – un seggio strappato al partito anti-immigrazione Reform UK con oltre novemila voti di scarto – ha consolidato la sua immagine di vincitore e gli ha restituito un seggio a Westminster, piattaforma indispensabile per sfidare l’establishment del partito.
Secondo gli analisti vicini al mondo laburista, Burnham rappresenta un’anomalia calcolata: un insider di lungo corso – già ministro della Salute e della Cultura nei governi Blair e Brown – che si è reinventato come outsider dopo aver abbandonato il Parlamento nel 2017 per guidare la Greater Manchester. Da sindaco metropolitano ha costruito un profilo politico fondato sulla difesa degli interessi del Nord dell’Inghilterra, scontrandosi apertamente con Boris Johnson durante la pandemia e guadagnandosi il soprannome di “Re del Nord”, mutuato dalla serie Game of Thrones. La sua piattaforma, battezzata “Manchesterism”, promette di superare la cosiddetta economia del gocciolamento e di trasferire su scala nazionale il modello di rigenerazione urbana, controllo pubblico dei trasporti e attenzione alle periferie che ha caratterizzato il suo mandato locale.
Nell’ottica di Bruxelles, una leadership Burnham potrebbe rilanciare un’agenda socialdemocratica più tradizionale, spostando il baricentro del partito a sinistra rispetto alla linea centrista di Starmer e riaccendendo il dibattito su investimenti pubblici e coesione territoriale. Per l’Italia, dove il confronto sull’autonomia differenziata è tuttora acceso, il “Manchesterism” offre un caso concreto di devoluzione asimmetrica gestita da un esecutivo regionale progressista, con possibili riflessi sul modo in cui le sinistre europee affrontano il divario Nord-Sud. Gli osservatori londinesi, tuttavia, avvertono che il soprannome stesso di Burnham solleva interrogativi sulla sua capacità di parlare all’elettorato del Sud e delle Midlands, tradizionalmente decisivo per conquistare Downing Street.
La competizione interna si preannuncia serrata: Burnham gode di un ampio sostegno tra gli iscritti e di una reputazione di comunicatore efficace, ma dovrà misurarsi con altri esponenti laburisti che potrebbero rivendicare una maggiore sintonia con l’elettorato moderato. Il voto degli iscritti è atteso entro l’estate, mentre il gruppo parlamentare dovrà prima definire le candidature ufficiali. L’esito ridisegnerà non solo la fisionomia del Labour, ma anche gli equilibri di un Regno Unito alle prese con la frammentazione del consenso e la pressione dei partiti populisti.
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Andy Burnham, ex insider della politica, si è reinventato come sindaco della Greater Manchester, guadagnandosi il titolo di 'Re del Nord' denunciando l'approccio centralista di Londra. Dopo le dimissioni di Starmer, è ora il favorito per diventare primo ministro, portando una prospettiva regionale al centro del potere.
Andy Burnham, veterano della politica che si è reinventato come outsider, è conosciuto come il 'Re del Nord' e si presenta come un uomo comune affabile, che preferisce le magliette, gioca a calcio e fa il DJ con musica anni '90. Dopo l'uscita di Starmer, punta a Downing Street, facendo leva sulla sua immagine di uomo del popolo.
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