
Manchester United blinda il futuro: acquisito il terreno per lo stadio da 100.000 spettatori
L'acquisto di 10 ettari a pochi passi da Old Trafford sblocca il progetto da 2,6 miliardi di dollari, destinato a diventare il più grande impianto sportivo del Regno Unito e motore di una rigenerazione urbana da 7 miliardi di sterline l'anno.
Il Manchester United ha messo a segno il colpo che trasforma in realtà concreta il sogno di un nuovo catino da centomila posti. Lunedì il club ha annunciato di essersi assicurato la maggior parte del terreno necessario: una lingua triangolare di dieci ettari, acquistata dal gruppo industriale Indurent, che si allunga a circa trecentocinquanta metri a nord-ovest dell'attuale Old Trafford. La posizione è chirurgica: rende superfluo l'utilizzo del vicino terminal merci di Freightliner, fino a ieri indicato come il principale intoppo logistico, e consente di ancorare il nuovo impianto alla stessa geografia emotiva che da centoquindici anni ospita i Red Devils.
L'operazione immobiliare è il grilletto di un intervento di rigenerazione urbana che non ha precedenti nel calcio inglese. Il masterplan, che sarà svelato il 9 luglio dall'Old Trafford Regeneration Development Corporation, abbraccia centocinquanta ettari e prevede quindicimila nuove abitazioni – inclusa una quota di edilizia popolare – e la creazione di quarantottomila posti di lavoro a livello locale, cui se ne aggiungono oltre novantamila su scala nazionale. Secondo le proiezioni diffuse dal club, l'indotto annuale per l'economia britannica supererà i sette miliardi di sterline. Il nuovo stadio, firmato dallo studio Foster + Partners e candidato a ospitare la finale del Mondiale femminile del 2035, sarà il perno di un distretto che punta a fondere sport, residenza e commercio in un unico organismo metropolitano.
La dimensione patrimoniale e affettiva resta al centro del discorso pubblico. Old Trafford, inaugurato nel 1910 e capace oggi di settantaquattromila spettatori, ha visto deteriorarsi le proprie strutture in modo visibile negli ultimi anni. La dirigenza, per bocca dell'amministratrice delegata del progetto Collette Roche, ha insistito sulla volontà di «preservare il patrimonio, le tradizioni e i rituali cari ai tifosi», proprio grazie alla prossimità fra il vecchio e il nuovo impianto. Le reazioni dei sostenitori, rimbalzate sui social network, disegnano un fronte spaccato: all'entusiasmo di chi vede l'alba di un'arena all'avanguardia si contrappone la malinconia di chi considera l'abbattimento dello storico stadio «un momento molto triste», mentre una terza voce, più disincantata, ironizza sulla scelta di «spendere miliardi in mattoni mentre il calcio continua a peggiorare».
Dal punto di vista finanziario e strategico, l'operazione porta la firma del co-proprietario Jim Ratcliffe, che dopo l'ingresso nel capitale nel 2024 aveva definito la ricostruzione un «no-brainer». Il costo stimato dell'arena si aggira sui due virgola sei miliardi di dollari, una cifra che colloca l'intervento fra i più onerosi mai affrontati da un club di calcio. L'iter ora entra nella fase di consultazione pubblica: il 9 luglio, insieme alla visione urbanistica complessiva, saranno resi noti i dettagli sulla localizzazione esatta e si aprirà il periodo formale di raccolta delle osservazioni. Solo allora si potrà cominciare a misurare la distanza che separa il rendering dalla prima pietra.
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Il Manchester United ha acquistato il terreno necessario per un nuovo stadio da 100.000 posti vicino a Old Trafford. L'acquisizione del sito di 10 ettari supera un ostacolo importante per il progetto del club di costruire la più grande arena sportiva della Gran Bretagna, stimata in 2 miliardi di sterline. L'annuncio segna un passo procedurale in avanti nel discusso progetto infrastrutturale.
Dopo 115 anni a Old Trafford, il Manchester United entra in un nuovo capitolo con l'acquisto del terreno per uno stadio da 100.000 posti. Il club, 20 volte campione d'Inghilterra, si è assicurato un appezzamento di 10 ettari a nord-ovest dell'attuale impianto, aggirando il terminal merci Freightliner che rappresentava un ostacolo. Il passo è descritto come una mossa storica verso la costruzione del più grande complesso sportivo della Gran Bretagna.
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