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Sportsabato 11 luglio 2026

Scaloni e l’Argentina ribaltano l’Egitto tra polemiche e orgoglio: «Critiche? Ci fanno giocare meglio»

La rimonta da 0-2 al 3-2 scatena accuse di favoritismi, ma il ct respinge ogni sospetto e trasforma il rumore in carburante per i quarti contro la Svizzera.

La notte di Atlanta ha partorito una delle rimonte più rocambolesche di questo Mondiale, ma anche una coda di veleno che non accenna a dissolversi. Sotto di due gol contro un Egitto arroccato e letale in contropiede, l’Argentina ha rovesciato la partita negli ultimi quindici minuti con le reti di Romero, Messi e Fernández, firmando un 3-2 che sa di impresa e di beffa. Il campo ha detto che la squadra di Scaloni non ha mai smesso di crederci, ma le proteste egiziane – alimentate da un gol annullato a Ziko dopo revisione VAR e da un mancato rigore su Salah – hanno immediatamente acceso il dibattito globale, con l’ombra del favoritismo arbitrale che si è allungata fino alla vigilia dei quarti di finale.

Dall’Africa si leva un coro di indignazione: la federazione egiziana ha presentato un reclamo ufficiale alla FIFA chiedendo l’espulsione del direttore di gara francese Letexier, mentre il ct Hassan ha parlato senza mezzi termini di un torneo piegato agli interessi commerciali legati a Messi. È una narrazione che, secondo gli osservatori sudamericani, riporta alla mente vecchi fantasmi: lo stesso Scaloni ha ricordato come già nel 1986, all’epoca di Maradona, si gridasse al complotto. «Da quarant’anni dicono che siamo favoriti», ha tagliato corto il tecnico, «non è una novità. E in un certo senso serve a mostrare ai giocatori che c’è gente che non vuole che l’Argentina vinca. Noi lo usiamo per ribellarci, per giocare ancora meglio».

A smorzare le polemiche sono intervenute voci autorevoli del calcio europeo. Il selezionatore spagnolo De la Fuente ha elogiato pubblicamente l’arbitraggio («ogni decisione è stata corretta»), mentre il francese Deschamps ha dichiarato di fidarsi dei fischietti e ha ironicamente auspicato che i propri arbitri siano all’altezza di Letexier. Sul fronte tecnico, Scaloni ha smontato l’idea di un aiuto sistematico: «Con il VAR è molto difficile che ti aiutino. Non c’è doppia interpretazione: prima del Mondiale ci hanno mostrato tutti i filmati, ci hanno detto come sarebbe stato, ed è stato applicato alla lettera». Il ct ha poi rivendicato la superiorità territoriale della sua squadra («la partita è sempre stata dell’Argentina») e ha spiegato la rimonta con la caparbietà di un gruppo che «non ha mai mollato un pallone».

Ora l’attenzione si sposta sul quarto di finale contro la Svizzera, una squadra che Scaloni descrive come «di grande esperienza, fisica e abituata a competere con le migliori», capace di eliminare la Colombia. L’Argentina arriva all’appuntamento con la consapevolezza di chi ha già vissuto notti di fuoco in Qatar e sa trasformare la pressione in energia. «Perdere 2-0 a quindici minuti dalla fine e mettersi a giocare come in cortile dimostra che la responsabilità non ci pesa», ha detto il ct, che non esclude di confermare lo stesso undici e si gode un Messi capocannoniere del torneo (otto reti) e sempre più leader emotivo. «Finché lui vorrà, sarà il migliore», ha sentenziato Scaloni, lasciando intendere che la sfida di Kansas City sarà anche un esame di maturità per una squadra che vuole entrare nella storia come quella che «non si è mai arresa».

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Controversia vs. Resilienza
57%Alta
3 blocchi · posizioni da −0.70 a +0.70
Scettici sul favoreggiamentoCelebrativi della resilienza
SEALATGLF
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa sud-est asiatica−0.70critical
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa del Golfo arabo+0.70aligned
Stampa sud-est asiatica−0.70
Voce

Le accuse di favoritismo della FIFA sono gravi e non possono essere liquidate. L'Argentina beneficia di decisioni discutibili, e le parole di Scaloni sono solo un diversivo.

Meccanismogiudizializzazione

Ripetendo la controversia e usando un linguaggio forte come 'truffa', la narrazione presenta la vittoria come illegittima, rendendo credibili le accuse.

Omissione

Il blocco omette l'affermazione di Scaloni secondo cui il VAR elimina la doppia interpretazione e che la squadra usa le critiche come motivazione, indebolendo la narrazione dello scandalo.

IndignazioneScetticismo
Stampa latinoamericana0.00
Voce

Scaloni ha il controllo, la squadra è concentrata e le accuse sono infondate. La conferenza stampa è un aggiornamento di routine.

Meccanismonormalizzazione

Riportando le dichiarazioni di Scaloni senza contestazione e concentrandosi sui dettagli tattici, la controversia viene normalizzata e minimizzata.

Omissione

Il blocco omette l'intensità dell'indignazione egiziana e le specifiche accuse di parzialità arbitrale, che amplificherebbero la controversia.

PragmatismoDistacco
Stampa del Golfo arabo+0.70
Voce

Lo spirito da campione dell'Argentina è indistruttibile. Superano le avversità e sono sulla strada storica verso il bis.

Meccanismoeroicizzazione

Enfatizzando la narrazione della resilienza e dell'eredità, la controversia viene ridefinita come una sfida motivazionale, rafforzando l'immagine eroica della squadra.

Omissione

Il blocco omette completamente le accuse di favoritismo e le lamentele egiziane, presentando una narrazione puramente positiva.

TrionfoPragmatismo

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sabato 11 luglio 2026

Scaloni e l’Argentina ribaltano l’Egitto tra polemiche e orgoglio: «Critiche? Ci fanno giocare meglio»

La rimonta da 0-2 al 3-2 scatena accuse di favoritismi, ma il ct respinge ogni sospetto e trasforma il rumore in carburante per i quarti contro la Svizzera.

La notte di Atlanta ha partorito una delle rimonte più rocambolesche di questo Mondiale, ma anche una coda di veleno che non accenna a dissolversi. Sotto di due gol contro un Egitto arroccato e letale in contropiede, l’Argentina ha rovesciato la partita negli ultimi quindici minuti con le reti di Romero, Messi e Fernández, firmando un 3-2 che sa di impresa e di beffa. Il campo ha detto che la squadra di Scaloni non ha mai smesso di crederci, ma le proteste egiziane – alimentate da un gol annullato a Ziko dopo revisione VAR e da un mancato rigore su Salah – hanno immediatamente acceso il dibattito globale, con l’ombra del favoritismo arbitrale che si è allungata fino alla vigilia dei quarti di finale.

Dall’Africa si leva un coro di indignazione: la federazione egiziana ha presentato un reclamo ufficiale alla FIFA chiedendo l’espulsione del direttore di gara francese Letexier, mentre il ct Hassan ha parlato senza mezzi termini di un torneo piegato agli interessi commerciali legati a Messi. È una narrazione che, secondo gli osservatori sudamericani, riporta alla mente vecchi fantasmi: lo stesso Scaloni ha ricordato come già nel 1986, all’epoca di Maradona, si gridasse al complotto. «Da quarant’anni dicono che siamo favoriti», ha tagliato corto il tecnico, «non è una novità. E in un certo senso serve a mostrare ai giocatori che c’è gente che non vuole che l’Argentina vinca. Noi lo usiamo per ribellarci, per giocare ancora meglio».

A smorzare le polemiche sono intervenute voci autorevoli del calcio europeo. Il selezionatore spagnolo De la Fuente ha elogiato pubblicamente l’arbitraggio («ogni decisione è stata corretta»), mentre il francese Deschamps ha dichiarato di fidarsi dei fischietti e ha ironicamente auspicato che i propri arbitri siano all’altezza di Letexier. Sul fronte tecnico, Scaloni ha smontato l’idea di un aiuto sistematico: «Con il VAR è molto difficile che ti aiutino. Non c’è doppia interpretazione: prima del Mondiale ci hanno mostrato tutti i filmati, ci hanno detto come sarebbe stato, ed è stato applicato alla lettera». Il ct ha poi rivendicato la superiorità territoriale della sua squadra («la partita è sempre stata dell’Argentina») e ha spiegato la rimonta con la caparbietà di un gruppo che «non ha mai mollato un pallone».

Ora l’attenzione si sposta sul quarto di finale contro la Svizzera, una squadra che Scaloni descrive come «di grande esperienza, fisica e abituata a competere con le migliori», capace di eliminare la Colombia. L’Argentina arriva all’appuntamento con la consapevolezza di chi ha già vissuto notti di fuoco in Qatar e sa trasformare la pressione in energia. «Perdere 2-0 a quindici minuti dalla fine e mettersi a giocare come in cortile dimostra che la responsabilità non ci pesa», ha detto il ct, che non esclude di confermare lo stesso undici e si gode un Messi capocannoniere del torneo (otto reti) e sempre più leader emotivo. «Finché lui vorrà, sarà il migliore», ha sentenziato Scaloni, lasciando intendere che la sfida di Kansas City sarà anche un esame di maturità per una squadra che vuole entrare nella storia come quella che «non si è mai arresa».

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Controversia vs. Resilienza
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Le accuse di favoritismo della FIFA sono gravi e non possono essere liquidate. L'Argentina beneficia di decisioni discutibili, e le parole di Scaloni sono solo un diversivo.

Meccanismogiudizializzazione

Ripetendo la controversia e usando un linguaggio forte come 'truffa', la narrazione presenta la vittoria come illegittima, rendendo credibili le accuse.

Omissione

Il blocco omette l'affermazione di Scaloni secondo cui il VAR elimina la doppia interpretazione e che la squadra usa le critiche come motivazione, indebolendo la narrazione dello scandalo.

IndignazioneScetticismo
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Scaloni ha il controllo, la squadra è concentrata e le accuse sono infondate. La conferenza stampa è un aggiornamento di routine.

Meccanismonormalizzazione

Riportando le dichiarazioni di Scaloni senza contestazione e concentrandosi sui dettagli tattici, la controversia viene normalizzata e minimizzata.

Omissione

Il blocco omette l'intensità dell'indignazione egiziana e le specifiche accuse di parzialità arbitrale, che amplificherebbero la controversia.

PragmatismoDistacco
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Lo spirito da campione dell'Argentina è indistruttibile. Superano le avversità e sono sulla strada storica verso il bis.

Meccanismoeroicizzazione

Enfatizzando la narrazione della resilienza e dell'eredità, la controversia viene ridefinita come una sfida motivazionale, rafforzando l'immagine eroica della squadra.

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