
Scadenze fiscali sotto stress: la Colombia fissa le date, il Kenya nega proroghe
Tra agosto e ottobre 2026 quasi sette milioni di colombiani dovranno presentare la dichiarazione dei redditi, mentre Nairobi respinge le richieste di rinvio nonostante i guasti della piattaforma iTax.
L’amministrazione fiscale colombiana (Dian) ha pubblicato il calendario per la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2025, con scadenze scaglionate tra il 12 agosto e il 26 ottobre 2026 in base alle ultime due cifre del numero di identificazione tributaria. L’obbligo scatterà al superamento di soglie precise: un patrimonio lordo superiore a 224 milioni di pesos (circa 50.000 euro), ricavi lordi o consumi con carta di credito oltre 69,7 milioni di pesos, oppure la qualifica di responsabile IVA al 31 dicembre 2025. La Dian stima un gettito di 6,1 miliardi di pesos e ha predisposto strumenti digitali di supporto, tra cui un software per la bozza precompilata e un ciclo di dirette formative sui canali social.
A Nairobi la Kenya Revenue Authority ha invece respinto ogni ipotesi di proroga per la scadenza del 30 giugno 2026, nonostante le diffuse segnalazioni di malfunzionamenti della piattaforma iTax. I contribuenti hanno denunciato link interrotti, messaggi di errore e timeout durante i tentativi di accesso, attribuiti dall’agenzia a un eccesso di traffico concentrato negli ultimi giorni utili. Secondo gli analisti di Nairobi, il problema è strutturale: iTax, operativo dal 2013, non è stato adeguato alla crescita della platea, che conta oltre 22 milioni di codici fiscali attivi. La legge finanziaria del 2026 ha provato a diluire la pressione scaglionando le scadenze tra persone fisiche (30 aprile) e soggetti diversi (30 giugno), ma gli esperti ritengono che senza un aggiornamento profondo dell’infrastruttura il collo di bottiglia si ripresenterà.
Anche l’India si prepara a un mese di luglio denso di adempimenti: il 31 scade il termine per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi individuali (ITR-1 e ITR-2) relative all’anno finanziario 2025-26, con sanzioni che vanno da 1.000 a 5.000 rupie in caso di ritardo e interessi dell’1 per cento mensile sull’imposta dovuta. Entro la stessa data vanno inviate le dichiarazioni TDS e TCS per il trimestre aprile-giugno, mentre il 7 luglio scade il versamento trimestrale delle ritenute per i soggetti autorizzati.
Le tre vicende, pur in contesti normativi distanti, disegnano una geografia comune della compliance fiscale nell’era digitale: da un lato amministrazioni che spingono per l’adempimento telematico e offrono assistenza online, dall’altro infrastrutture che faticano a reggere i picchi di utilizzo, con il rischio di scaricare sul contribuente le conseguenze di un malfunzionamento. In Colombia il primo banco di prova sarà il 12 agosto, quando scatteranno le prime scadenze; in Kenya l’attenzione resta concentrata sulla mezzanotte del 30 giugno, mentre per i contribuenti indiani il traguardo critico è il 31 luglio.
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L'autorità fiscale colombiana ha pubblicato un calendario scaglionato per la dichiarazione dei redditi, con scadenze da metà agosto a fine ottobre 2026. Circa sette milioni di contribuenti dovranno presentare la dichiarazione, per un gettito stimato di 6,1 trilioni di pesos. Il calendario è organizzato in base alle ultime due cifre del codice fiscale, per facilitare l'adempimento.
L'autorità fiscale del Kenya ha respinto le richieste di proroga della scadenza, nonostante i contribuenti segnalino difficoltà di accesso alla piattaforma iTax. La scadenza resta fissata alla mezzanotte del 30 giugno 2026, con sanzioni per i ritardi. L'ente esorta a presentare subito la dichiarazione per evitare l'affollamento dell'ultimo minuto.
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