
Toronto, l’ultimo valzer: Ronaldo o Modric usciranno per sempre dalla scena mondiale
Il caldo record, la febbre da biglietti e due leggende a caccia di un passaggio agli ottavi contro Spagna o Austria: Portogallo-Croazia è molto più di un sedicesimo di finale.
Giovedì sera allo stadio di Toronto, l’impianto più raccolto del Mondiale 2026, Cristiano Ronaldo e Luka Modric si giocano la sopravvivenza nel torneo. Per uno dei due, il fischio finale coinciderà con l’addio alla Coppa del Mondo: a quarantuno e quarant’anni compiuti, entrambi sanno che non ci sarà un’altra occasione. Il vincitore troverà negli ottavi la qualificata del confronto tra Spagna e Austria, ma prima dovrà fare i conti con un avversario che conosce ogni piega del proprio tramonto sportivo.
Il Portogallo arriva all’appuntamento con il fiato corto. Dopo il 5-0 rifilato all’Uzbekistan – serata in cui Ronaldo è diventato il primo calciatore a segnare in sei edizioni diverse della fase finale – i lusitani hanno impattato a reti bianche con la Colombia e all’esordio con la Repubblica Democratica del Congo, chiudendo il girone al secondo posto. Il ct Roberto Martinez non ha mai tolto il capitano dal campo, nemmeno quando contro i colombiani ha toccato appena due palloni nell’area avversaria. «Non c’è alcun problema fisico o mentale per Cristiano nel giocare novanta minuti», ha dichiarato il tecnico, mentre in patria cresce il dibattito sull’opportunità di lasciare in panchina un attaccante che nelle ultime quattordici partite dei grandi tornei ha realizzato su azione soltanto contro l’Uzbekistan.
La Croazia si è rialzata dopo il pesante 4-2 subìto dall’Inghilterra all’esordio, battendo Panama 1-0 e Ghana 2-1 con un assist decisivo di Modric per Vlašić. Il centrocampista del Milan, alla duecentesima presenza in nazionale, è stato il motore delle cavalcate che hanno portato i Vatreni in finale nel 2018 e in semifinale quattro anni fa. Contro gli inglesi, però, un intervento fuori tempo su Madueke è costato un rigore e la sostituzione prima dell’ora di gioco, segno che la tenuta atletica non è più quella di un tempo. Il selezionatore Zlatko Dalić ha respinto le critiche dei tifosi: «Abbiamo centrato il primo obiettivo, la qualificazione».
La partita si gioca in una Toronto investita da un’ondata di calore che potrebbe far salire la temperatura percepita fino a quaranta gradi. Le autorità sanitarie della città hanno invitato gli spettatori a bere acqua con regolarità e a moderare il consumo di alcolici. Intorno alla piazza Nathan Phillips, dove il municipio ha installato nebulizzatori, si sono radunate le due comunità più numerose della metropoli canadese: circa centoquarantamila portoghesi e trentacinquemila croati. La domanda di biglietti ha polverizzato ogni record: sui circuiti di secondary ticketing i tagliandi, messi in vendita dalla FIFA tra 335 e 875 dollari, hanno superato i ventunmila dollari, nonostante la legge dell’Ontario vieti il sovrapprezzo.
«Siamo sereni, due pareggi non significano che abbiamo perso fiducia», ha detto João Félix alla vigilia. «Conosciamo i loro punti deboli e i loro punti di forza». La sensazione, condivisa da osservatori nordamericani ed europei, è che il vero avversario di Ronaldo e Modric non sia la squadra che avranno di fronte, ma il tempo che hanno già sfidato insieme, da compagni al Real Madrid, e che adesso pretende il conto. Chi sopravviverà, avrà almeno altri novanta minuti per sognare.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa latinoamericana dipinge la partita come un addio emozionante a un monumento del calcio, tra l'entusiasmo dei tifosi che ha fatto schizzare la rivendita dei biglietti a cifre record. Al tempo stesso, lancia un allarme pratico per il caldo estremo e i temporali previsti a Toronto, invitando alla prudenza. Il racconto unisce la celebrazione delle leggende a un pragmatismo preoccupato per la sicurezza.
I media del Sud-est asiatico sottolineano l'ironia che sia lo stadio più piccolo del torneo a ospitare l'ultimo atto di Ronaldo o Modric. Con distacco, ricordano che Ronaldo non ha mai segnato in una fase a eliminazione diretta mondiale, mescolando rispetto per le leggende a un velato scetticismo sul loro rendimento attuale.
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