
Riserve petrolifere USA ai minimi da decenni: scorte commerciali al 2018, riserva strategica al 1983
Il calo è spinto dalla domanda di benzina e dai prelievi d’emergenza, mentre un accordo con l’Iran allenta la pressione sui prezzi globali.
Le scorte commerciali di greggio statunitensi sono scese a 408,4 milioni di barili nella settimana al 26 giugno, il livello più basso dal settembre 2018. La Riserva strategica (Spr) è crollata a 325,7 milioni, un minimo che non si toccava dal maggio 1983. Complessivamente, dall’inizio della crisi con l’Iran le riserve totali – commerciali e strategiche – hanno perso oltre 120 milioni di barili, attestandosi a 734 milioni, il dato più contenuto dal 1984.
La contrazione è alimentata dall’intensa attività delle raffinerie, salite al 96,6% di utilizzo, e dalla robusta domanda di benzina pre-festiva, con le scorte di carburante in calo di 2,3 milioni di barili e i futures in rialzo dell’1,1%. Il prezzo medio alla pompa, 3,85 dollari al gallone, ha indotto l’ex presidente Trump a chiedere un immediato ribasso a 2,50 dollari. Sul fronte infrastrutturale, secondo analisti russi che citano il Government Accountability Office, un quarto della Spr sarebbe inaccessibile per guasti e deformazioni, con la capacità di pompaggio effettiva ridotta al 61%. Servirebbero 230 milioni di dollari per riparare i danni causati dai massicci prelievi del 2022 (180 milioni di barili) e da un ipotetico nuovo attingimento di 172 milioni previsto in scenari di conflitto con l’Iran.
L’allentamento delle quotazioni globali è favorito dall’intesa tra Washington e Teheran: riapertura dello Stretto di Hormuz e stop ai pedaggi iraniani in cambio della fine del blocco navale. Il Brent ha ceduto l’1,6%, mentre il greggio americano è rimasto pressoché invariato. Per l’Europa e l’Italia, la stabilizzazione del corridoio energetico del Golfo riduce i rischi di approvvigionamento, ma la fragilità delle scorte statunitensi mantiene il mercato vulnerabile. Sul piano politico, la Camera ha approvato norme che limitano i poteri presidenziali sulla Spr e vietano le vendite alla Cina, in attesa del voto del Senato.
Il Dipartimento dell’Energia ha indicato che ricostituirà la riserva strategica con acquisti quando il Wti scenderà nella fascia 67-72 dollari al barile. L’evoluzione del quadro dipenderà dall’effettiva attuazione dell’accordo con l’Iran e dalla capacità dell’amministrazione di conciliare la pressione per calmierare i prezzi interni con l’esigenza di ricostruire un cuscinetto strategico ormai ai minimi da quattro decenni.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Le scorte commerciali di greggio degli Stati Uniti sono scese al minimo degli ultimi otto anni, mentre la riserva strategica di petrolio ha toccato il livello più basso dal 1983. L'esaurimento, causato dalla domanda delle raffinerie e dalle vendite di emergenza legate ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente, evidenzia la crescente fragilità della sicurezza energetica americana.
Le scorte di petrolio statunitensi sono crollate ai minimi da decenni, con la riserva strategica ora a un livello che non si vedeva dal 1983. Si dice che un quarto di quella scorta d'emergenza sia inaccessibile a causa di guasti alle apparecchiature, un simbolo del più ampio degrado delle infrastrutture americane e del fallimento delle sue politiche interventiste.
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