
Rimbalzo in Asia dopo il dato sul lavoro USA: i timori sui tassi si allentano
La creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti è stata inferiore alle attese, riducendo le probabilità di un rialzo dei tassi e innescando un recupero dei titoli tecnologici asiatici.
Le borse asiatiche hanno chiuso in forte rialzo venerdì, recuperando parte delle perdite della seduta precedente, dopo che i dati sul mercato del lavoro statunitense hanno mostrato un rallentamento più marcato del previsto. L’economia americana ha creato 57.000 nuovi posti a giugno, ben al di sotto dei 100.000 attesi, mentre le rilevazioni dei mesi precedenti sono state riviste al ribasso. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2%, ma solo per l’uscita di lavoratori dalla forza lavoro, con il tasso di partecipazione ai minimi da oltre cinque anni.
Il dato ha immediatamente ridimensionato le aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo gli analisti di New York, la probabilità che la banca centrale mantenga i tassi invariati alla riunione di settembre è salita al 46,8%, contro il 35,8% del giorno precedente. Questo ha alimentato un rally selettivo: a Seul l’indice Kospi ha guadagnato oltre il 5%, trainato dal rimbalzo dei colossi dei semiconduttori come Samsung e SK Hynix, che avevano subito forti perdite nelle ultime settimane a causa dei dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Anche Tokyo, Hong Kong e Sydney hanno registrato rialzi superiori al punto percentuale.
In Europa, l’indice paneuropeo STOXX 600 ha toccato un nuovo massimo storico, sostenuto dalla rotazione degli investitori verso settori industriali e dei materiali di base, mentre i tecnologici statunitensi restano sotto pressione. I dati PMI pubblicati venerdì hanno indicato un’espansione dell’attività dei servizi in Giappone e una domanda estera in accelerazione in Cina, segnali che, secondo gli economisti di Londra, suggeriscono un momentum economico ancora solido nel secondo trimestre. Tuttavia, permangono preoccupazioni per l’inflazione globale, alimentate dalle interruzioni delle rotte marittime attraverso lo Stretto di Hormuz, che continuano a influenzare i costi di trasporto e i prezzi delle materie prime.
Il petrolio Brent si è mantenuto intorno ai 72 dollari al barile, mentre l’oro ha superato i 4.170 dollari, beneficiando del calo del dollaro. Sul fronte valutario, lo yen ha mostrato volatilità dopo indiscrezioni su un possibile nuovo approccio delle autorità giapponesi agli interventi sul mercato. Il prossimo appuntamento cruciale sarà la riunione della Fed di settembre, ma gli investitori guardano già ai prossimi dati sull’inflazione, che potrebbero confermare o smentire l’allentamento delle pressioni sui prezzi e determinare la traiettoria dei tassi nei prossimi mesi.
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Il blocco riporta l'indebolimento del dollaro rispetto allo yen in attesa dei dati sull'occupazione USA, con le aspettative di un rialzo dei tassi ancora presenti ma incerte. Sottolinea l'ampia gamma di previsioni e la possibilità di sorprese, inquadrando la situazione come un'attesa cauta.
Il blocco celebra il rialzo della borsa del Bahrein, trainato dai settori materiali e finanza, come segno di forza economica locale, senza collegamenti a fattori globali.
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