
Primo caso di Ebola in Francia: il medico è guarito. In Congo l’epidemia accelera
Il paziente, un dottore umanitario rientrato dalla Repubblica Democratica del Congo, è stato dimesso dopo le cure, mentre l’Oms lancia l’allarme per la rapida diffusione del ceppo Bundibugyo.
Il primo paziente positivo al virus Ebola identificato sul territorio francese è stato dichiarato guarito e dimesso dall’ospedale. Si tratta di un medico impegnato in missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), rientrato a Parigi il 23 giugno con sintomi lievi. Immediatamente isolato all’aeroporto Charles de Gaulle e sottoposto a due test PCR negativi, il paziente non ha sviluppato sintomi gravi, ha confermato il ministero della Salute francese. Cinque persone che avevano viaggiato sullo stesso volo sono state poste in quarantena domiciliare per 21 giorni, senza che si registrassero ulteriori contagi. La ministra Stéphanie Rist ha elogiato la solidità del dispositivo di sorveglianza e isolamento, sottolineando che era la prima volta che un caso veniva diagnosticato direttamente in Francia – nel 2014 due malati erano giunti dopo la diagnosi all’estero.
Nel frattempo, in Africa centrale l’epidemia di Ebola da ceppo Bundibugyo, per il quale non esiste vaccino né terapia specifica, continua a mietere vittime. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, al 1° luglio nella Rdc si contavano 1.460 infezioni confermate e 452 decessi, con un incremento di oltre 560 casi in meno di due settimane. Focolai attivi anche in Uganda (20 casi e due morti) e il caso importato in Francia. L’epicentro resta la provincia dell’Ituri, dove si concentra oltre il 91% dei contagi e dove 102 operatori sanitari sono stati infettati, con 25 decessi. L’Oms denuncia le enormi difficoltà operative in zone segnate da conflitti armati e massicci sfollamenti, che ostacolano la sorveglianza e il tracciamento dei contatti. La Russia ha reso noto di aver inviato in Uganda propri sistemi di test per identificare rapidamente il ceppo e mantiene centri di ricerca e laboratori mobili in diversi paesi africani. Mosca ha inoltre rafforzato i controlli alle frontiere per chi proviene da aree a rischio, pur ritenendo basso il pericolo di una diffusione su larga scala fuori dal continente.
L’Oms ha annunciato l’avvio di una sperimentazione clinica per mettere a punto un trattamento contro il virus Bundibugyo, mentre prosegue il monitoraggio di oltre 10.800 contatti nella sola Rdc. Le autorità sanitarie internazionali sconsigliano restrizioni ai viaggi, ma insistono sul rafforzamento della sorveglianza alle frontiere. Un segnale preoccupante viene dalla conferma di un caso a Kisangani, grande città del nord-est congolese distante quasi 600 chilometri dal focolaio principale, indice di una possibile estensione geografica dell’epidemia. Il rischio globale, per il momento, resta contenuto, ma l’evoluzione nelle prossime settimane sarà cruciale per capire se l’Africa riuscirà a contenere questa nuova ondata di Ebola.
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
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| Stampa europea continentale | +0.30 | aligned |
| Stampa del Golfo arabo | +0.30 | aligned |
| Stampa africana subsahariana | −0.20 | neutral |
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