
NATO, 50 miliardi in armi per rispondere a Trump: tra droni e radar, la svolta industriale
Al vertice di Ankara, gli alleati presentano nuovi acquisti militari e un piano di investimenti per dimostrare l'aumento della spesa, mentre Washington mantiene le sue richieste.
I paesi della NATO, riuniti ad Ankara per il vertice annuale, hanno annunciato contratti con l'industria della difesa per un valore di almeno 50 miliardi di dollari. L'iniziativa, presentata dal segretario generale Mark Rutte durante il Foro dell'industria della difesa, include l'acquisto di droni, aerei da sorveglianza e sistemi radar, e mira a tradurre in capacità concrete l'impegno assunto lo scorso anno all'Aia di portare la spesa militare al 5% del PIL entro il 2035.
Secondo fonti dell'Alleanza, una parte significativa dei contratti riflette la volontà europea di ridurre la dipendenza dai fornitori statunitensi: undici paesi acquisteranno sistemi di rilevamento radar dalla svedese Saab in sostituzione dei velivoli Boeing, mentre sette nazioni hanno ordinato l'aereo da trasporto A400M di Airbus. Al tempo stesso, restano forti i legami transatlantici: Danimarca, Finlandia, Germania e Norvegia acquisteranno fino a cinque droni Triton della Northrop Grumman per la sorveglianza marittima. L'operazione, secondo Bruxelles, è accompagnata da un piano da 40 miliardi di dollari in cinque anni per rafforzare le capacità anti-droni e dalla creazione di iniziative come NATO Drone Edge e NATO Engine, pensate per collegare le linee produttive civili e militari e snellire la burocrazia.
Dal punto di vista di Washington, l'annuncio rappresenta un tentativo di rispondere alle pressioni del presidente Donald Trump, che da anni accusa gli alleati europei e il Canada di approfittare della protezione militare americana senza investire a sufficienza. Secondo fonti diplomatiche, il segretario Rutte ha mostrato alla Casa Bianca un grafico soprannominato “Trump Trillion” per illustrare i 1.200 miliardi di dollari spesi dagli alleati dal 2017, ma l'amministrazione statunitense continua a manifestare insoddisfazione. Durante l'incontro con il presidente turco Erdogan, Trump ha elencato una serie di rimostranze: dal rifiuto europeo di assistere militarmente gli Stati Uniti contro l'Iran, alla questione della Groenlandia, fino alle critiche ai singoli leader come la premier italiana Giorgia Meloni, rea di non aver concesso le basi per i raid. Nell'ottica della Casa Bianca, l'Europa deve fare di più e più in fretta, e la semplice presentazione di contratti non basta a placare le richieste.
Secondo analisti europei, l'Europa resta lontana dall'autosufficienza militare e continua a dipendere dall'esterno per tecnologie chiave come i droni avanzati e la difesa aerea. La spinta a privilegiare i produttori locali ha già generato attriti con gli Stati Uniti, che vedono nell'industria della difesa un importante canale di export e occupazione. Tuttavia, la guerra in Ucraina e la percezione di una minaccia persistente da parte della Russia, unita alla competizione con la Cina, hanno accelerato la presa di coscienza europea. Rutte ha parlato della necessità di una “rivoluzione industriale transatlantica” e ha invitato i governi a essere più trasparenti sulle necessità, pubblicando per la prima volta una dichiarazione consolidata dei fabbisogni.
Il vertice proseguirà con una sessione di lavoro del Consiglio del Atlantico del Nord, al termine della quale è atteso l'annuncio del montante definitivo degli impegni. L'obiettivo, secondo fonti NATO, è dimostrare che l'aumento della spesa non è un'anomalia ma una tendenza strutturale, capace di generare centinaia di migliaia di posti di lavoro e di rafforzare la prontezza dell'Alleanza. Resta da vedere se questi sforzi basteranno a modificare l'approccio transazionale di Washington o se il disimpegno americano dall'Europa continuerà a essere un'ipotesi concreta.
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La NATO risponde alle richieste di Trump con massicci investimenti militari, dimostrando che l'Europa prende sul serio le richieste di spesa.
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Trump ottiene che la NATO aumenti la spesa militare e si pieghi alle sue richieste, mentre i leader europei ricorrono all'adulazione.
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La NATO annuncia accordi di difesa per 50 miliardi di dollari per placare Trump, con un appello per una rivoluzione dell'industria della difesa.
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