
Il calcio studia il ritorno della Russia: la Fifa valuta lo sblocco dopo la mossa del Cio
L’analisi del massimo organismo calcistico segue la revoca delle sanzioni olimpiche, mentre Mosca accelera e l’Europa resta divisa tra aperture giovanili e il nodo irrisolto del conflitto.
La strada per rivedere le nazionali russe nei grandi tornei internazionali è stata riaperta da una decisione che arriva da Losanna, non da Zurigo. Il Comitato Olimpico Internazionale ha revocato le raccomandazioni che dal febbraio 2022 tenevano gli atleti russi ai margini dello sport mondiale, sospendendo temporaneamente anche la sospensione del Comitato Olimpico Russo. Poche ore dopo, la Fifa ha confermato di aver preso atto della svolta e di voler «analizzare la decisione prima di definire i prossimi passi, in coordinamento con le parti interessate». Una formula prudente, che tuttavia arriva dopo mesi in cui il presidente Gianni Infantino aveva già parlato esplicitamente di un dovere di riportare la Russia nel calcio internazionale, definendo lo stop «fonte solo di ulteriore frustrazione e odio».
La prospettiva di un reintegro si inserisce in un quadro di progressivo, seppur parziale, disgelo. Da Mosca, il ministro dello Sport Mikhail Degtyarev ha salutato la mossa del Cio come «un fattore di accelerazione», ricordando che oltre venti federazioni hanno già riaperto le porte ai junior russi con bandiera e inno, e una decina ammettono tutti gli atleti senza restrizioni. La stessa Fifa, in controtendenza rispetto alla linea dura adottata con l’Uefa nel 2022, ha già invitato la nazionale russa Under-15 al Mondiale di categoria in programma in Azerbaigian a ottobre. Un’apertura che, secondo fonti russe, conferma la volontà di distinguere il calcio giovanile da quello assoluto, aggirando le resistenze più forti.
Negli ambienti sportivi europei, però, il percorso appare tutt’altro che lineare. L’Uefa, che insieme alla Fifa decretò l’esclusione di club e nazionali, ha sempre legato un eventuale ritorno alla fine delle ostilità in Ucraina. Il presidente Aleksander Čeferin ha ribadito in passato che la condizione è la cessazione del conflitto, e il tentativo di riammettere le selezioni giovanili russe si è arenato tra critiche politiche e ostacoli tecnici. La federazione russa, da parte sua, continua a premere per il reintegro restando ancorata all’orbita europea e rifiutando l’ipotesi di un passaggio alla Confederazione asiatica. Una scelta che, secondo analisti di Bruxelles, mira a preservare la competitività sportiva e a non bruciare i ponti con l’establishment calcistico continentale.
L’impatto immediato della decisione del Cio si proietta già verso i Giochi di Los Angeles 2028, per i quali la qualificazione passa ora attraverso un percorso meno impervio per gli atleti russi, a patto che rispettino i requisiti antidoping rafforzati. Sul fronte calcistico, la Fifa dovrà sciogliere il nodo delle competizioni per nazionali maggiori: la Russia maschile, attualmente al 35° posto del ranking, continua a disputare amichevoli, mentre la selezione femminile è 27ª. L’analisi promessa dalla federazione internazionale dovrà tenere conto non solo delle pressioni di Mosca, ma anche delle reazioni di Kiev, dove ogni apertura è stata accolta con dura condanna, e della posizione dei partner europei, che restano il baricentro del calcio mondiale. Il prossimo banco di prova sarà proprio il Mondiale Under-15 in Azerbaigian: un torneo giovanile che potrebbe trasformarsi nel primo, concreto passo di un rientro a tappe.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
| Stampa russa e CSI | +0.60 | aligned |
La FIFA procede con cautela istituzionale, senza schierarsi.
Il blocco neutralizza la dimensione morale trasformando la decisione in una routine burocratica.
Il blocco omette il riferimento esplicito all'invasione russa dell'Ucraina, usando l'eufemismo 'sanzioni legate alla guerra'.
La guerra in Ucraina è lo sfondo ineludibile; ogni discussione sul ritorno della Russia deve prima riconoscere l'aggressione.
Il blocco ancora la notizia al contesto morale dell'invasione, facendo apparire la revoca delle sanzioni prematura o ingiustificata.
L'esclusione della Russia è stata ingiusta; la decisione del CIO è un passo verso la correzione di quell'ingiustizia.
Il blocco inquadra la decisione del CIO come un ripristino dei diritti, omettendo il contesto bellico per presentare la revoca come un processo naturale e giusto.
Il blocco omette qualsiasi menzione della guerra in Ucraina o delle ragioni delle sanzioni originali, inquadrando la decisione del CIO come una correzione puramente amministrativa.
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