
La Colombia rompe la soglia del 6%: l’inflazione torna a correre, spinta da cibo e affitti
A giugno l’indice dei prezzi al consumo colombiano ha raggiunto il 6,14% annuo, il dato più alto in due anni, mentre Svezia e Taiwan mostrano dinamiche opposte e le attese statunitensi risalgono.
L’inflazione colombiana ha varcato a giugno la soglia del 6% annuo, toccando il 6,14% e interrompendo una striscia di ventidue mesi sotto quel livello. È il dato più elevato da agosto 2024, con un’accelerazione di 1,32 punti percentuali rispetto al 4,82% di un anno fa. L’aumento mensile dello 0,39% è stato trainato dalla divisione alimentare (+0,67%), dove spiccano i rincari di cipolla (+13,18%), patate (+9,85%) e tomate d’albero (+12,20%), mentre i prodotti abitativi e le utenze hanno aggiunto uno 0,52%, con i servizi condominiali in crescita dell’1,77%.
Secondo gli analisti di Bogotà, la persistenza dell’inflazione riflette l’indicizzazione del salario minimo sui servizi, i costi dei fertilizzanti e la stagionalità dei raccolti, oltre all’impatto dei prezzi regolamentati di benzina ed elettricità. La dinamica colpisce in modo asimmetrico le famiglie a basso reddito, che destinano una quota maggiore della spesa a cibo e alloggio. Su base annua, i ristoranti e gli alberghi segnano un +9,59%, la sanità +8,39% e l’istruzione +7,57%, mentre le città di Bucaramanga, Pereira e Medellín registrano tassi vicini al 7%.
Il quadro globale offre contrasti. In Svezia, l’inflazione KPIF depurata dall’energia è scesa allo 0,4% a giugno, grazie al calo dei prezzi alimentari (-6,8% annuo) e dei trasporti, allontanandosi dall’obiettivo del 2% della Riksbank. A Taiwan, l’indice dei prezzi al consumo è balzato al 2,60%, massimo da diciassette mesi, ma il governatore della banca centrale Yang Chin-long ha escluso rischi di inflazione importata, prevedendo un dato annuo sotto il 2% per il 2026, favorito dal ribasso del greggio. Negli Stati Uniti, la mediana delle aspettative d’inflazione a dodici mesi rilevata dalla Fed di New York è salita al 3,7%, il livello più alto da settembre 2023, segnalando un’inquietudine che potrebbe condizionare le prossime decisioni della Federal Reserve.
Per la Colombia, il dato consolida le attese di un 2026 chiuso attorno al 6,5%, come previsto dal Banco de la República, e rafforza la linea restrittiva della maggioranza del board, che a giugno ha alzato i tassi al 12% con una risicata maggioranza di quattro voti contro tre. Il prossimo indicatore da monitorare sarà la riunione di politica monetaria di fine mese, quando l’istituto dovrà valutare se l’accelerazione dei prezzi, ormai strutturale nei servizi, richieda un ulteriore intervento sui tassi.
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La Colombia registra un'inflazione fuori controllo, con il costo della vita che colpisce le famiglie.
Enfatizza i dati di picco e il superamento di soglie psicologiche per generare senso di urgenza.
Non menziona eventuali fattori positivi come la stabilità di alcuni settori o le misure del governo.
La Svezia vede l'inflazione scendere, con i prezzi alimentari in forte calo.
Utilizza il calo dei prezzi alimentari come simbolo di sollievo per i consumatori, minimizzando altri fattori.
Non menziona l'inflazione in altri paesi o il contesto globale.
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