
Il Super El Niño del 2026 minaccia raccolti e prezzi alimentari globali
Con una probabilità dell'81% l'evento sarà molto forte; Goldman Sachs stima un rincaro delle materie prime fino al 15,8% e ricadute sull'inflazione in Europa.
La conferma che le acque del Pacifico equatoriale si stanno riscaldando oltre la soglia di un El Niño molto forte ha già innescato scosse sui mercati globali: in meno di un mese i futures del caffè sono balzati di oltre il 20% e Goldman Sachs stima un effetto rialzista sui prezzi alimentari mondiali fino al 15,8%. Secondo la NOAA, tra ottobre e dicembre la probabilità che l'evento raggiunga intensità eccezionale tocca l'81%, rendendo il ciclo 2026-2027 uno dei più potenti del secolo. L'anomalia termica, che può superare i 2°C, modifica la circolazione atmosferica planetaria e si innesta su oceani già ai massimi storici di temperatura, amplificando gli estremi meteorologici.
Il meccanismo è noto: lo spostamento delle celle convettive porta piogge torrenziali sul Cono Sud americano e siccità su vaste aree dell'Asia meridionale, del Nord-Est brasiliano e dell'Africa orientale. Per l'Europa, l'impatto è meno diretto ma si trasmette attraverso le materie prime agricole: la banca italiana UniCredit mette in guardia da una «inflazione climatica» che, nella sola eurozona, potrebbe tradursi in un aumento aggiuntivo dei prezzi dei beni alimentari fino all'1,3%, mentre per le commodity più esposte – caffè, zucchero, olio di palma – gli shock potrebbero superare il 50%. Brasile e India, giganti dell'agroalimentare, sono in prima linea: nel primo, il ritardo delle semine di soia e mais e la perdita di qualità del caffè Conilon spingono al rialzo le quotazioni; nel secondo, un monsone già debole mette a rischio le forniture di riso, grano e canna da zucchero.
Sul fronte energetico, la Colombia illustra i rischi sistemici: la diga di Chivor sarà fuori servizio tra ottobre e giugno 2027, quella di Guavio dovrà svuotare l'invaso tra settembre e dicembre; con apporti idrici già inferiori del 19% alla media storica, il gestore XM avverte che senza le due centrali la domanda non potrà essere soddisfatta, evocando il razionamento. Più a sud, in Brasile, la dipendenza dall'idroelettrico – metà del fabbisogno nazionale – e la contemporanea pressione sui raccolti potrebbero innescare spinte inflazionistiche fino a due punti percentuali aggiuntivi entro il 2027.
In questo scenario, uno studio pubblicato su Science Advances ha esplorato, per ora solo in simulazioni al computer, la possibilità di «indebolire» un El Niño tramite lo schiarimento artificiale delle nuvole marine. Ispirata dai fumi degli incendi australiani del 2019-2020, che raffreddarono le acque del Pacifico favorendo una Niña prolungata, l'idea è di irrorare particelle saline per riflettere più luce solare nello spazio durante la fase di formazione del fenomeno. Si tratta di geo-ingegneria mirata, distante da qualsiasi applicazione pratica e circondata da cautele, ma i modelli mostrano che un intervento precoce potrebbe attenuare la forza dell'evento.
Al di là degli esperimenti teorici, le prossime tappe operative riguardano il monitoraggio delle temperature superficiali del Pacifico e le decisioni delle banche centrali, che dovranno valutare quanto gli shock climatici possano complicare il percorso di rientro dell'inflazione. Per i consumatori europei, gli effetti sui listini al dettaglio si materializzeranno con un ritardo di almeno sei-otto mesi, ma il rischio di un nuovo ciclo di rincari alimentari rende il bimestre ottobre-dicembre l'osservato speciale dei mercati e dei governi.
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
| Stampa iraniana e affini | −0.60 | critical |
| Stampa russa e CSI | −0.50 | critical |
Il mondo deve prepararsi a un'impennata dei prezzi alimentari causata dal super El Niño. I dati parlano chiaro: il fenomeno sarà il più forte mai visto.
Citazioni autorevoli (NOAA, OMM) e dati numerici per presentare il fenomeno come una certezza scientifica, senza mettere in discussione le cause o le responsabilità politiche.
Non menziona le cause geopolitiche dell'attuale inflazione alimentare, presenti nei blocchi iraniano e russo, che potrebbero ridimensionare la portata della spiegazione climatica.
La Colombia e il Brasile sono in prima linea: il sistema elettrico colombiano non ha mai consumato così tanto, e i raccolti brasiliani sono a rischio. I dati XM e le borse internazionali lo confermano.
Utilizzo di dati tecnici e locali (XM, record di domanda) per localizzare l'impatto, rendendo il problema concreto e immediato per il pubblico nazionale.
Non include il contesto globale di guerra e sanzioni che secondo altri blocchi aggrava la crisi alimentare.
La guerra contro l'Iran e il super El Niño insieme causeranno una catastrofe alimentare senza precedenti. I prezzi saliranno fino al 2028, e colpa dell'Occidente.
Associazione diretta tra eventi climatici e conflitti geopolitici, presentando l'Iran come vittima di una guerra ingiusta che amplifica i disastri naturali.
Non menziona che l'El Niño è un fenomeno naturale indipendente, né affronta eventuali misure di mitigazione.
Le sanzioni occidentali e il super El Niño stanno per provocare uno shock alimentare globale che durerà fino al 2028. Le politiche estere stanno esacerbando un già grave problema climatico.
Fusione di due minacce (clima e sanzioni) per creare un'unica narrativa di crisi provocata dall'Occidente, simile a quella iraniana ma meno vittimistica.
Non riconosce che le sanzioni possono essere una risposta ad azioni precedenti, o che l'El Niño colpisce anche i paesi che impongono sanzioni.
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