
Iran agli Usa: «Rispettate il patto o pagate» – la crisi di Hormuz si aggrava
Mohammad Bagher Ghalibaf dichiara finita l’era degli accordi unilaterali e avverte Washington: onori il memorandum di Islamabad o affronti le ritorsioni. Lo stretto strategico resta chiuso.
Domenica il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha lanciato un ultimatum agli Stati Uniti attraverso un post su X: «L’era degli accordi unilaterali è FINITA. Vi abbiamo detto: mantenete la parola o pagate il prezzo». Il messaggio era accompagnato dall’estratto di una clausola del Memorandum d’intesa firmato a Islamabad il 18 giugno che attribuisce a Teheran la gestione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz per un periodo iniziale di sessanta giorni. La mossa arriva in un momento di massima tensione, dopo che Washington ha ripreso gli attacchi contro l’Iran meridionale e Teheran ha risposto chiudendo lo stretto e colpendo basi americane nella regione.
Secondo la ricostruzione iraniana, gli Stati Uniti avrebbero violato gli accordi già pochi giorni dopo la firma, con movimenti navali giudicati illegali a sud dello stretto e una terza ondata di bombardamenti su infrastrutture radar e postazioni missilistiche. Dal canto suo, il Comando centrale americano (CENTCOM) presenta le operazioni come «ritorsioni» per la chiusura del passaggio strategico e per il tiro di avvertimento contro una nave commerciale, con il dichiarato obiettivo di ridurre la capacità iraniana di controllare la via d’acqua. Entrambe le parti, quindi, rivendicano il diritto a reagire in base all’intesa, ma ne interpretano gli obblighi in modo opposto.
Il memorandum di Islamabad era nato per disinnescare una crisi crescente legando la riapertura di Hormuz a un pacchetto più ampio: sblocco dei fondi iraniani congelati, permessi statunitensi per l’export petrolifero di Teheran e fine delle ostilità. Nell’ottica iraniana, il controllo sullo stretto – da dove transita un quinto del commercio mondiale di petrolio – è la leva per costringere Washington a mantenere impegni presi dopo un quinquennio di «massima pressione» seguito al ritiro americano dall’accordo nucleare del 2018. La chiusura è stata dichiarata «sino alla fine dell’interferenza americana nella regione», segnalando una strategia che lega la sicurezza marittima a un negoziato regionale più vasto.
Per l’Italia e l’Europa il blocco dello Stretto di Hormuz comporta rischi concreti: impennata dei prezzi del greggio e possibili interruzioni dei flussi energetici. Analisti di Bruxelles osservano che l’escalation mette alla prova la capacità europea di ritagliarsi un ruolo diplomatico autonomo, mentre l’assenza di canali di dialogo stabili lascia la situazione in bilico. Fonti diplomatiche indicano che il dossier resta formalmente aperto, ma non sono previsti nuovi round negoziali né riunioni della commissione di monitoraggio prevista dal MoU. La prospettiva immediata è quella di uno stallo prolungato a bassa intensità, con Hormuz ostaggio di una sfida che nessuna delle due parti sembra disposta a perdere.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | +0.70 | aligned |
| Stampa russa e CSI | +0.40 | aligned |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
Ghalibaf's warning is a dangerous provocation that risks triggering conflict; Tehran must honor agreements, not threaten.
By linking the warning to US airstrikes, the bloc attributes escalation responsibility to Tehran, presenting the statement as a disproportionate reaction.
Atlantic outlets omit the specific reference to the Islamabad memorandum, which Iran uses to ground its demand for adherence to agreements.
The era of one-sided deals is over; the US has broken agreements and must now pay the price for its actions.
By citing the Islamabad memorandum, the bloc establishes a legal framework that legitimizes the Iranian warning, turning a threat into a demand for rule adherence.
Iranian outlets omit that the warning follows recent US airstrikes, presenting the statement as an autonomous initiative.
The United States has violated agreements and now Iran justly demands adherence; it is Washington that must pay the price for its unreliability.
By placing the news in a context of criticism of American unilateralism, the bloc strengthens solidarity with Iran and legitimizes its position.
Russian outlets omit mentioning the details of the Islamabad memorandum, focusing instead on American guilt.
Ghalibaf stated that the era of one-sided deals is over and warned the US; tensions in the Strait of Hormuz are rising.
By presenting the news without comment or contextualization that favors any side, the bloc preserves impartiality and leaves judgment to the reader.
Southeast Asian outlets omit the reference to the US airstrikes that preceded the warning, reducing the conflictual potential.
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