
Quarant’anni dopo la Mano de Dios, l’Argentina ritrova l’Inghilterra in semifinale
Alexis Mac Allister confessa che la squadra si carica con i video di Maradona, mentre Messi guida una generazione che vuole ripetere l’impresa del 1986.
A quarant’anni esatti dalla partita che ha scolpito nell’immaginario collettivo la rivalità tra Argentina e Inghilterra, il palcoscenico di Atlanta riporta le due nazionali una di fronte all’altra in una semifinale mondiale. Non è un semplice incrocio sportivo: è il ritorno di un fantasma che il calcio moderno, con il suo arsenale tecnologico, credeva di aver esorcizzato. Eppure, come ha rivelato Alexis Mac Allister nella conferenza della vigilia, «in questi giorni iniziano ad apparire video di Diego, della partita dell’86, cose che uno ovviamente le guarda e le ricorda». Il centrocampista del Liverpool, che ogni fine settimana affronta molti dei titolari inglesi in Premier League, ha ammesso che l’eredità di Maradona è «una bandiera molto importante per il paese» e ha aggiunto: «Speriamo di poter fare qualcosa di simile a ciò che fecero loro».
Il riferimento è inevitabilmente al quarto di finale di Città del Messico, quando Diego Armando Maradona firmò prima il gol con la mano sinistra – la celebre “Mano de Dios” – e poi, quattro minuti dopo, una cavalcata solitaria di cinquanta metri che la FIFA avrebbe consacrato come “Gol del Secolo”. Quella doppietta, nata da un’astuzia e da un genio, consegnò all’Argentina una vittoria per 2-1 e, di lì a poco, il secondo titolo mondiale. Oggi, la tecnologia – VAR, goal-line, fuorigioco semi-automatico – renderebbe impossibile il primo gol, ma non ha scalfito la potenza simbolica di quell’episodio, che secondo la stampa sudamericana continua a nutrire l’identità calcistica albiceleste. Mac Allister lo ha detto con realismo: «Ispirarsi a ciò che fece Diego è complicato, forse solo Leo può fare in campo quello che faceva lui».
La squadra di Lionel Scaloni arriva all’appuntamento con l’esperienza di chi ha vinto il Mondiale in Qatar nel 2022 e con la consapevolezza che la storia non basta. «Avere quell’esperienza è un plus, ma non ti garantisce nulla», ha spiegato il mediano, riconoscendo la qualità di un’Inghilterra che schiera Harry Kane e Jude Bellingham, ma che finora, nell’analisi dei media argentini, non ha mostrato il ritmo frenetico della Premier League, forse a causa del caldo e delle condizioni climatiche. L’Albiceleste, dal canto suo, non intende snaturarsi: «Abbiamo un’idea chiara, non cambieremo», ha ribadito Mac Allister, mentre Scaloni medita qualche ritocco tattico, come l’inserimento di Montiel per Molina e la possibile staffetta tra De Paul e Nicolás González, per contenere il 4-4-2 inglese.
La posta in palio è l’accesso alla finale, che per l’Argentina significherebbe la terza negli ultimi quattro tornei e la possibilità di confermarsi campione del mondo per la quarta volta. Per l’Inghilterra, invece, sarebbe l’occasione di spezzare un digiuno che dura dal 1966. Ma al di là dei numeri, ciò che si consumerà sul prato del Mercedes-Benz Stadium è un capitolo di una rivalità che il calcio, nonostante tutti i suoi progressi, non ha mai smesso di raccontare.
| Stampa latinoamericana | +0.80 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.20 | neutral |
L'Argentina si carica del mito di Maradona e punta a emulare la sua impresa contro l'Inghilterra.
Il ricordo di Maradona viene utilizzato come fonte di motivazione collettiva, trasformando la partita in una missione eroica.
La controversia sulla 'Mano de Dios' e il ruolo del VAR vengono taciuti per non offuscare la narrazione eroica.
La partita è un evento sportivo con un retaggio storico, senza schieramenti.
Si mantiene un tono distaccato, citando fatti e dichiarazioni senza aggiungere interpretazioni.
La carica emotiva o il significato politico della rivalità non vengono approfonditi, limitandosi a una cronaca sportiva.
L'inganno di Maradona e il superamento delle ambiguità grazie alla tecnologia sono al centro dell'analisi.
Il contrasto tra l'episodio storico e le innovazioni attuali crea una narrazione di progresso e trasparenza.
La dimensione emotiva o patriottica della rivalità e l'ispirazione di Maradona per l'Argentina non vengono menzionate.
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