
Paraguay elimina la Germania ai rigori: il crollo tedesco ai Mondiali 2026
La Mannschaft esce agli ottavi per la terza edizione consecutiva, sconfitta 4-3 dal Paraguay dopo l'1-1 dei supplementari, tra polemiche arbitrali e un'identità smarrita.
Quando José Canale ha trasformato il penalty decisivo, il Gillette Stadium di Foxborough è diventato l'epicentro di uno shock che ha attraversato l'Atlantico. La Germania, quattro volte campione del mondo, ha perso la sua prima lotteria dei rigori in una fase a eliminazione diretta, arrendendosi a un Paraguay che aveva vinto una sola partita a eliminazione nella sua storia, nel 2010. Il portiere Orlando Gill, eroe con due parate su Kai Havertz e Nick Woltemade, ha dedicato il trionfo «a tutti i paraguaiani», mentre i volti attoniti dei tedeschi raccontavano una débâcle che la stampa di Berlino e Monaco ha subito ribattezzato «il prossimo incubo del calcio tedesco».
La partita si era incanalata sui binari previsti: possesso palla bulgaro per la squadra di Julian Nagelsmann, ma una manovra lenta e prevedibile, incapace di scardinare la difesa organizzata da Gustavo Alfaro. Il Paraguay ha colpito al 42' con un colpo di testa di Julio Enciso, ex Brighton e Ipswich, su cross di Matias Galarza, sfruttando l'unica vera occasione del primo tempo. Havertz ha pareggiato al 54' deviando di testa un traversone di Florian Wirtz, ma la Germania non ha mai trovato il guizzo per chiudere la contesa. Nel recupero del secondo tempo supplementare, Jonathan Tah ha insaccato di testa su corner, ma l'arbitro Jalal Jayed, richiamato al monitor, ha annullato per una spinta di Waldemar Anton su Gill. Una decisione che ha scatenato le ire di Jürgen Klopp, commentatore per la tv tedesca, il quale ha ironizzato: «Se quel gol è illegale, allora l'Arsenal non è campione d'Inghilterra, perché il 60% dei suoi gol arriva così».
Al di là dell'episodio, il tracollo affonda le radici in una crisi più profonda. Dal trionfo di Rio 2014, la Germania non ha più vinto una partita a eliminazione diretta: eliminata ai gironi nel 2018 e nel 2022, ora fuori agli ottavi contro un avversario che occupa il 41° posto del ranking FIFA, trentuno posizioni più in basso. «Quando esci dal Mondiale contro il Paraguay è molto amaro – ha ammesso Nagelsmann –. Questa è la terza eliminazione consecutiva, non facciamo più parte delle squadre di prima fascia». L'analisi della stampa tedesca è impietosa: la Bild parla di «prestazione disastrosa, lenta, noiosa, letargica»; la Süddeutsche Zeitung sottolinea l'imbarazzo di un'uscita senza nemmeno l'attenuante della sfortuna che aveva accompagnato il Qatar; Die Zeit denuncia una «mancanza di immaginazione» e la perdita del senso di grandezza. In Francia, L'Équipe titola sulla «più grande sorpresa del Mondiale finora», mentre in Italia la Gazzetta dello Sport elogia il Paraguay che «ha lottato con grande cuore e determinazione su ogni pallone».
Per il Paraguay, che attende ora la vincente di Francia-Svezia, si tratta della seconda qualificazione agli ottavi della sua storia. Alfaro ha parlato di una partita «vissuta con grande intensità, piena di tensione dall'inizio alla fine», lodando i suoi giocatori per aver eseguito il piano partito alla perfezione, limitando gli spazi e costringendo i tedeschi a un forcing sterile. Enciso, uscito per infortunio, ha riassunto lo spirito della Albirroja: «Li rispettavamo molto, ma non abbiamo paura di nessuno». Una dichiarazione che, letta da questa parte dell'oceano, suona come il manifesto di un calcio che rifiuta le gerarchie precostituite e che, ancora una volta, ha riscritto la geografia del potere mondiale.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
Il risultato viene registrato come un dato statistico, senza enfasi.
L'elenco asciutto normalizza l'evento, togliendo carica emotiva e riducendo la portata dell'impresa paraguaiana.
Viene omessa la drammaticità della serie di rigori e il significato di un'eliminazione precoce della Germania.
La partita Paraguay-Germania non viene menzionata; l'attenzione è tutta sulle squadre arabe.
Ignorando l'evento, si stabilisce una gerarchia di rilevanza regionale che esclude ciò che non tocca direttamente il mondo arabo.
Viene omesso il fatto che una squadra sudamericana ha battuto una potenza europea, un risultato di potenziale interesse globale.
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