
Netanyahu accelera sulle leggi chiave per blindare la coalizione prima del voto
Mentre i sondaggi danno in calo il Likud, il governo israeliano tenta di far passare sette provvedimenti contestati prima dello scioglimento del Parlamento, previsto per metà luglio.
Con la Knesset destinata a sciogliersi automaticamente il 15 luglio e le elezioni fissate per fine ottobre, il governo di Benjamin Netanyahu ha impresso un’accelerazione a un pacchetto di sette disegni di legge, ciascuno dei quali risponde a richieste precise dei partiti della coalizione. Secondo fonti parlamentari israeliane, l’obiettivo è consolidare le alleanze in vista di una campagna elettorale che i sondaggi descrivono come la più incerta per il Likud da anni: gli ultimi rilevamenti collocano il partito del premier dietro la nuova formazione Yashar dell’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, e l’intero blocco di destra sotto la soglia dei 61 seggi necessari per governare.
Il provvedimento più dibattuto riguarda l’esenzione dal servizio militare per gli studenti delle yeshivah, una richiesta storica dei partiti ultraortodossi che in passato hanno minacciato di far cadere l’esecutivo. Il testo, approvato in via preliminare a giugno, riconosce lo studio della Torah come «servizio significativo per lo Stato e per il popolo ebraico». L’opposizione, guidata da Yair Lapid, accusa il governo di occuparsi solo della propria sopravvivenza politica mentre il Paese è ancora segnato dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Eisenkot, principale rivale di Netanyahu, ha denunciato uno «sfruttamento degli ultimi giorni della sessione per approvare leggi contro l’esercito», aggiungendo che la sua forza politica sarebbe l’unica in grado di formare un esecutivo alternativo.
In cambio del sostegno all’esenzione, i partiti religiosi appoggeranno le riforme volute dal Likud: una revisione del quadro regolatorio di televisione, radio e piattaforme digitali, presentata come apertura al mercato ma letta dagli analisti israeliani come un tentativo di controllo politico sui media, e l’indebolimento del ruolo del procuratore generale, i cui pareri non sarebbero più vincolanti per il governo. Parallelamente, su pressione degli alleati ultraortodossi, si punta ad abolire la riforma che aveva liberalizzato le certificazioni kosher, ripristinando il monopolio dell’autorità religiosa. Fonti interne al Likud, citate da media arabi, descrivono Netanyahu in uno stato di «isteria» di fronte ai sondaggi e intenzionato a riservarsi un numero senza precedenti di posti blindati nella lista elettorale, scatenando accuse di «epurazione politica» da parte di dirigenti del partito.
Secondo osservatori mediorientali, la corsa legislativa mira a blindare norme che sarebbero difficilmente reversibili in caso di cambio di governo, incidendo sugli equilibri tra poteri e sul carattere laico dello Stato. La Knesset può prolungare la sessione di dodici giorni per completare l’iter, ma le divisioni interne alla stessa coalizione rendono incerto l’esito di tutti i provvedimenti. Lo scioglimento formale è atteso entro la fine di luglio, con il voto nazionale confermato per il 27 ottobre.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa israeliana | −0.30 | critical |
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.70 | critical |
Il governo israeliano corre per approvare leggi prima dello scioglimento del parlamento, mentre l'opposizione critica e il pubblico è arrabbiato.
Presentando i fatti senza commento, la narrazione appare obiettiva e affidabile.
Il blocco omette l'agenda legislativa specifica e le trattative interne della coalizione, dettagliate in altri blocchi.
Il Likud valuta di riservare un posto a Smotrich per evitare la perdita di voti, mentre i sondaggi mostrano l'opposizione in vantaggio. La coalizione si affanna per assicurarsi alleanze e approvare leggi.
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Netanyahu è isterico per i risultati dei sondaggi, il suo governo si affanna per approvare leggi e la rabbia popolare cresce. L'opposizione guadagna terreno.
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Il blocco omette l'agenda legislativa specifica e le manovre interne del Likud, concentrandosi invece sulle reazioni emotive.
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