
L’ultimo corteo per Khamenei a Mashhad, mentre nuovi raid incrociati minacciano la tregua
La sepoltura della Guida suprema iraniana, uccisa in un attacco congiunto USA-Israele, si è svolta tra imponenti manifestazioni di massa e un’escalation militare che mette a rischio l’intesa preliminare di pace.
La salma dell’ayatollah Ali Khamenei è stata inumata giovedì sera nella sala di preghiera Dar al-Dhikr del santuario dell’Imam Reza a Mashhad, città natale della Guida suprema iraniana e luogo sacro per lo sciismo duodecimano. L’evento ha chiuso una settimana di cerimonie funebri che, secondo i media di Stato iraniani, hanno mobilitato fino a quarantatré milioni di persone tra Teheran, Qom, Najaf, Karbala e la stessa Mashhad. Khamenei era stato ucciso il 28 febbraio 2026, nel primo giorno dell’offensiva militare lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, insieme a diversi familiari, tra cui una figlia e un nipote. La sepoltura è stata accompagnata da un nuovo scambio di attacchi: nella notte precedente, secondo le Guardie della Rivoluzione, raid americani avevano colpito due ponti della ferrovia Teheran-Mashhad, costringendo alla sospensione del servizio e dirottando i pellegrini su autobus, mentre fonti ufficiali iraniane denunciavano un’incursione nei pressi della centrale nucleare di Bushehr.
La dimensione oceanica dei funerali è stata letta da Teheran come una prova di coesione interna e di proiezione regionale. Le autorità iraniane hanno sottolineato la partecipazione di delegazioni politiche da oltre quarantacinque Paesi e di studiosi religiosi da novanta nazioni, inclusi rappresentanti di Hamas, Hezbollah e degli Houthi, oltre a inviati di Arabia Saudita, Turchia, Pakistan, Cina e Russia. L’assenza pubblica del figlio Mojtaba, designato successore e mai apparso dopo essere rimasto gravemente ferito nello stesso attacco di febbraio, è stata interpretata da analisti mediorientali come un segnale di fragilità nella transizione al vertice della Repubblica Islamica. Le preghiere funebri sono state guidate dal primogenito Mostafa, mentre tra i presenti figuravano il presidente del Parlamento Ghalibaf e il capo della magistratura Ejei.
Sul piano militare, la cerimonia si è svolta in un clima di rinnovata ostilità. Secondo fonti della Difesa statunitense, gli attacchi americani miravano a degradare la capacità iraniana di minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz. Teheran ha risposto colpendo con droni una batteria Patriot in Kuwait, un sistema di preallarme in Qatar e depositi di carburante in Bahrein, mentre la Giordania ha intercettato otto missili lanciati dall’Iran. Funzionari della Difesa americana hanno dichiarato che i proiettili iraniani sono stati in gran parte neutralizzati senza danni significativi a personale o infrastrutture. L’escalation avviene a poche settimane dalla firma di un memorandum d’intesa preliminare tra Washington e Teheran, un fragile accordo che secondo fonti diplomatiche europee rischia ora di deragliare, con conseguenze dirette sulla sicurezza energetica del Mediterraneo e sui flussi migratori verso l’Europa.
Per l’Italia e l’Unione Europea, il deterioramento del quadro mediorientale si inserisce in un contesto già segnato dall’instabilità libica e dalla guerra in Ucraina. Bruxelles, attraverso i propri canali diplomatici, ha espresso preoccupazione per il riaccendersi delle ostilità e ha sollecitato un immediato ritorno al tavolo negoziale. La sorte dell’intesa preliminare resta incerta: mentre il presidente iraniano Pezeshkian ha ringraziato l’Iraq per l’accoglienza riservata alle spoglie di Khamenei, evocando uno spirito di fratellanza islamica, il linguaggio delle piazze iraniane – con striscioni che invocavano vendetta contro Trump e Netanyahu – e la prosecuzione dei raid incrociati indicano che il dossier è tutt’altro che chiuso. I prossimi passi dipenderanno dalla capacità dei mediatori regionali, in particolare Oman e Qatar, di riportare le parti a rispettare il cessate il fuoco provvisorio, mentre il nuovo vertice iraniano dovrà misurarsi con la prova di autorità rappresentata dalla gestione della crisi.
| Stampa iraniana e affini | +1.00 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
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| Stampa sud-est asiatica | −0.20 | neutral |
L'Iran celebra il suo leader martire, trasformando il funerale in un atto di fede e resistenza.
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