
Mosca designa Nadezhdin 'agente straniero': chiusa la via elettorale per l'oppositore anti-guerra
Il Ministero della Giustizia russo ha inserito il politico Boris Nadezhdin nel registro degli 'agenti stranieri', precludendogli di fatto la candidatura alle elezioni della Duma di settembre.
Il Ministero della Giustizia della Federazione Russa ha iscritto il politico Boris Nadezhdin nel registro degli 'agenti stranieri', insieme alla giornalista Ekaterina Voropaj, all'imprenditore Timofej Rogožin e all'associazione di volontari 'Štab kandidatov'. La decisione, comunicata venerdì, produce una conseguenza immediata e concreta: in base alla legislazione vigente, a chi detiene questo status è vietato partecipare a qualsiasi competizione elettorale. Nadezhdin aveva presentato da poche settimane i documenti per correre come indipendente alle elezioni della Duma di Stato previste per il prossimo settembre, dopo essere stato l'unico candidato con una piattaforma apertamente contraria all'intervento militare in Ucraina a tentare la corsa per le presidenziali del 2024.
Secondo la ricostruzione fornita dal Ministero, Nadezhdin avrebbe diffuso 'informazioni inattendibili' sulle decisioni e sulle politiche delle autorità russe e sul sistema elettorale, creato e divulgato materiali di altri 'agenti stranieri' e di una non meglio precisata 'organizzazione indesiderata', oltre ad aver invitato a partecipare a raduni e picchetti non autorizzati. Le stesse motivazioni, con l'aggiunta di una residenza all'estero e di prese di posizione contrarie alla 'operazione speciale', sono state applicate a Voropaj e Rogožin. L'inserimento nel registro, introdotto nel 2012 e progressivamente inasprito, comporta obblighi di rendicontazione, la marcatura di ogni pubblicazione e il versamento dei proventi su conti speciali in rubli, con un'aliquota fiscale unica del 30% e l'impossibilità di accedere a detrazioni. Dal 2024, inoltre, agli 'agenti stranieri' è preclusa la via elettorale, e dal 2025 sono state introdotte sanzioni penali fino a due anni di reclusione per violazioni ripetute.
Nell'ottica del Cremlino, secondo analisti europei, la mossa si inserisce in un disegno di progressiva chiusura dello spazio politico residuo, accelerato in vista del ciclo elettorale. Nadezhdin, che nel 2024 aveva raccolto code di cittadini in tutta la Russia per firmare a sostegno della sua candidatura presidenziale, era stato poi escluso dalla Commissione elettorale centrale per un tasso di firme non valide superiore al 15%. La sua esclusione attuale, rilevano osservatori di Bruxelles, elimina dal confronto pubblico una voce critica ma interna al perimetro legale, riducendo ulteriormente i canali di dialogo con settori della società russa non allineati alla linea ufficiale. Il provvedimento colpisce anche la struttura organizzativa che aveva sostenuto la sua campagna, lo 'Štab kandidatov', il cui fondatore Dmitrij Kisiev era stato privato della cittadinanza russa nel 2025 per motivi di 'sicurezza nazionale'.
Nadezhdin ha reagito definendo 'attesa' la decisione e ha annunciato l'intenzione di restare in Russia e continuare l'attività politica, pur riconoscendo che il nuovo status gli impedisce di fatto di competere. 'Prima delle elezioni della Duma cercano di eliminare gli avversari pericolosi', ha scritto sui social, aggiungendo che la risposta sarà 'brillante e asimmetrica'. Il dossier resta aperto: la sua candidatura è ormai irricevibile, ma il politico ha dichiarato che proseguirà nella raccolta di firme. Le elezioni per la Duma di Stato si terranno a settembre, in un quadro normativo che, secondo fonti diplomatiche europee, rende sempre più remota la possibilità di una competizione pluralista.
| Stampa russa e CSI | +0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
Il ministero della Giustizia agisce per legge contro chi diffonde disinformazione e sostiene organizzazioni indesiderate.
Presenta la decisione come un atto tecnico-burocratico, spogliandola di ogni connotazione politica e sottolineando la conformità alle norme.
Tace il fatto che Nadezhdin era un candidato anti-guerra con ampio sostegno popolare e che la sua esclusione dalle elezioni presidenziali era già avvenuta.
La Russia reprime un oppositore pacifico usando leggi repressive, violando i principi democratici.
Inquadra la vicenda come un attacco alla democrazia e ai diritti civili, universalizzando il caso come esempio di autoritarismo.
Non menziona le motivazioni legali addotte dal ministero (diffusione di false informazioni, appelli a proteste non autorizzate), se non per citarle come pretesti.
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