
L’Ue ridimensiona il pacchetto di sanzioni alla Russia e lancia un piano anti-narcos con l’America Latina
Il 21° pacchetto di misure contro Mosca viene privato dei suoi elementi più duri per le resistenze di diversi Stati membri, mentre Bruxelles stanzia 16,55 milioni di euro per smantellare le reti del narcotraffico.
L’Unione Europea sta ridimensionando in modo significativo il 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia, eliminando il divieto automatico di visto per tutti i militari russi e ammorbidendo le restrizioni su gas naturale liquefatto e importazioni ittiche. Secondo fonti diplomatiche citate da Euractiv, Francia, Italia e Grecia hanno bloccato la proposta iniziale, che avrebbe colpito chiunque avesse prestato servizio nelle forze armate russe dal febbraio 2022. La versione rivista limita il divieto ai visti di breve durata per i soli militari con un ruolo diretto nei combattimenti o un contributo attivo alle operazioni belliche. Il price cap sul petrolio russo resterà congelato a 44 dollari al barile, ma la durata del blocco è oggetto di scontro: Atene, la cui economia dipende dal trasporto marittimo, insiste per tre mesi anziché sei. Bulgaria ha posto il veto all’inserimento del patriarca Kirill e di un azionista di Lukoil nella lista nera, mentre Germania, Polonia e Portogallo hanno ottenuto deroghe per l’importazione di alcune specie ittiche. Il ministro degli Esteri ucraino ha criticato l’indebolimento del pacchetto, che dovrà essere approvato all’unanimità e sarà discusso dai ministri degli Esteri il 13 luglio.
La retromarcia, spiegano analisti di Bruxelles, non segnala un disgelo politico ma l’esaurimento delle aree sanzionabili e il costo crescente per le economie europee. Un politologo russo intervistato da Lenta.ru ha osservato che «il contenuto per le sanzioni è finito» e che ogni nuovo passo infligge danni gravi a chi lo compie, costringendo l’Ue a calcoli più attenti anche in relazione alla posizione di Washington. La Commissione europea, dal canto suo, ha confermato che le discussioni sono in corso e che il pacchetto deve essere adottato all’unanimità, come tutti i regimi sanzionatori.
Parallelamente, Bruxelles ha lanciato un’iniziativa di cooperazione con l’America Latina per la caccia ai capi del narcotraffico, mettendo a disposizione 16,55 milioni di euro. L’obiettivo, secondo la Commissione, è smantellare le reti criminali responsabili del traffico di cocaina e della tratta di esseri umani. I flussi di cocaina verso i porti europei sono aumentati in modo spettacolare, con prezzi all’ingrosso in calo e purezza in crescita, segno di rotte di contrabbando adattate. Quasi 7.500 persone hanno perso la vita nel 2023 per overdose nell’Ue. L’invito a presentare progetti, aperto anche al settore privato, scade il 3 settembre. L’operazione della polizia federale brasiliana che ha smantellato un gruppo che spediva cocaina in Europa a bordo di barche a vela, e il sequestro di oltre 2,5 tonnellate di cocaina da parte delle autorità messicane in alto mare, illustrano la dimensione transatlantica del fenomeno che l’Ue intende contrastare.
Sul fronte mediorientale, la Commissione ha presentato opzioni per misure contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, incluse restrizioni alle importazioni. I ministri degli Esteri ne discuteranno lunedì: Spagna, Irlanda e Belgio spingono per sanzioni severe, mentre la Germania si è finora opposta. La classificazione giuridica delle misure – politica estera o commerciale – determinerà se sarà necessaria l’unanimità o una maggioranza qualificata. L’Unione si muove così su più fronti, tra un regime sanzionatorio verso Mosca che perde coesione, una nuova offensiva contro i cartelli latinoamericani e un delicato dibattito sugli insediamenti israeliani.
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
| Stampa russa e CSI | −0.40 | critical |
L'Unione europea adegua le sanzioni per preservare l'unità interna e propone misure più severe contro i trafficanti di esseri umani, dimostrando capacità di adattamento.
Presenta l'ammorbidimento delle sanzioni come un necessario compromesso tecnico per mantenere l'unità, e la stretta anti-migranti come una risposta proattiva, evitando di menzionare le critiche esterne.
Tralascia l'iniziativa dell'UE di cooperare con l'America Latina contro i cartelli, che mostrerebbe un fronte più ampio, e le critiche di Ucraina e Russia sull'ammorbidimento.
L'Europa ci chiama a collaborare nella lotta ai cartelli, e noi rispondiamo con operazioni concrete e risultati tangibili.
Enfatizza l'opportunità di cooperazione offerta dall'Europa e la propria efficacia interna, creando un'immagine di partenariato attivo e successo nazionale.
Tralascia le divisioni interne all'UE sulle sanzioni alla Russia, che potrebbero minare la percezione di unità europea nella lotta ai cartelli.
L'Unione europea mostra la sua debolezza: le sanzioni si svuotano, mentre noi restiamo saldi e l'Ucraina denuncia il cedimento.
Utilizza le divisioni interne dell'UE e le critiche ucraine per costruire una narrazione di debolezza europea, presentando il proprio punto di vista come quello della parte forte.
Tralascia l'iniziativa dell'UE contro i cartelli latinoamericani, che mostrerebbe un'azione proattiva europea, e il fatto che le sanzioni vengono comunque mantenute, seppur modificate.
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