
Minaccia di rivolta armata: il video virale del veterano russo scuote il Cremlino
Un ex comandante chiede un incontro pubblico con Putin per denunciare abusi nell'esercito, minacciando un ammutinamento; il video supera 12 milioni di visualizzazioni nonostante il blocco di Instagram.
Un video pubblicato su Instagram da Aleksandr Lunin, ex comandante di un reparto di ricognizione del battaglione volontario Sudoplatov, ha superato in 24 ore i 12 milioni di visualizzazioni. Nel filmato, Lunin chiede un incontro in diretta televisiva con il presidente Vladimir Putin per denunciare torture, estorsioni e uccisioni di soldati russi da parte dei loro comandanti, minacciando che in caso di rifiuto «l'esercito rivolgerà le armi contro il Cremlino».
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato di essere a conoscenza dell'appello ma di non averlo ancora esaminato, definendo «piuttosto bizzarre» le formulazioni riportate dai giornalisti. Lunin, dal canto suo, ha precisato in un secondo video di non essere il leader di una ribellione, ma di trasmettere un messaggio affidatogli da «alti rappresentanti del ministero della Difesa e delle forze di sicurezza». Poche ore dopo, lo stesso veterano ha annunciato di essere stato contattato da Vitalij Borodin, capo del Progetto federale per la sicurezza e la lotta alla corruzione, e di essere in viaggio verso Mosca per esporre le proprie denunce.
La vicenda si inserisce in un clima di crescente tensione sociale, testimoniato da un sondaggio del FOM (Fondo Opinione Pubblica) che registra un calo della fiducia in Putin al 69%, il minimo dall'inizio del conflitto. Secondo fonti russe indipendenti, il dato contrasta con i rilevamenti del VCIOM, che nello stesso periodo indicano un aumento della popolarità presidenziale. La diffusione del video, avvenuta nonostante il blocco di Instagram in Russia, è stata interpretata da analisti occidentali come un segnale di malcontento latente nelle forze armate, già emerso in passato con appelli di veterani e denunce di abusi.
Al momento non risultano conferme ufficiali su un incontro con Putin né su un'indagine avviata dal Cremlino. Lunin ha invitato i militari a inviargli segnalazioni di crimini nell'esercito, che intende presentare a Mosca. La procura generale russa non ha ancora commentato, mentre il ministero della Difesa mantiene il silenzio. La vicenda, secondo osservatori europei, potrebbe alimentare il dibattito sulla tenuta del fronte interno russo, con possibili ripercussioni sulla percezione della stabilità del regime presso gli alleati di Mosca.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Cremlino ha dichiarato di essere a conoscenza del videoappello del veterano, ma di non averlo ancora esaminato nei dettagli. Il portavoce presidenziale ha definito le formulazioni 'piuttosto strane' e ha detto che non si possono trarre conclusioni prima di un'analisi approfondita. La vicenda viene trattata come una stranezza più che come una minaccia seria.
Un ex comandante della guerra in Ucraina ha minacciato pubblicamente una ribellione militare se il presidente Putin non gli concederà un incontro televisivo in diretta per denunciare i maltrattamenti subiti dai soldati. Il Cremlino, visibilmente turbato, ha liquidato l'appello come contenente 'formulazioni strane', mentre il video ha raccolto milioni di visualizzazioni. L'episodio alimenta l'allarme su una possibile instabilità all'interno delle forze armate russe e sulla crescente sfiducia verso la leadership.
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