
L’AfD rielegge i suoi leader a Erfurt nonostante le proteste di massa
Il congresso di Alternative für Deutschland si è tenuto in una città blindata: 31.000 manifestanti hanno cercato di impedire l’evento, ma il partito di estrema destra guarda già alle elezioni di settembre con ambizioni di governo.
Sabato a Erfurt, nel Land orientale della Turingia, il congresso federale di Alternative für Deutschland (AfD) ha rieletto i co-presidenti Alice Weidel e Tino Chrupalla, con rispettivamente l’81% e il 70% dei voti, confermando la guida del partito che i sondaggi nazionali danno oggi intorno al 29%, davanti all’Unione cristiano-democratica del cancelliere Friedrich Merz. L’evento si è svolto nonostante il dispiegamento di forze dell’ordine provenienti da tutto il paese e il tentativo di decine di migliaia di manifestanti di bloccare l’accesso al centro congressi: secondo la polizia, circa 31.000 persone hanno partecipato ai cortei e ai sit-in organizzati dall’alleanza «Widersetzen» (Resistenza), che riunisce sindacati, gruppi della sinistra radicale e associazioni della società civile; gli organizzatori parlano di oltre 50.000 presenze.
Dal palco, Weidel ha rivendicato per l’AfD il ruolo di «nuovo partito popolare» tedesco e ha promesso di «espellere con rigore» i migranti irregolari, riprendendo uno dei cavalli di battaglia della formazione. Chrupalla ha bollato i manifestanti come «ultima risorsa dei nostri rivali politici» e ha ribadito l’ambizione di governare, prima a livello regionale e poi federale, superando il «Brandmauer» – il cordone sanitario che finora ha tenuto il partito fuori da qualsiasi coalizione di governo. Le proteste, in gran parte pacifiche ma con isolati scontri e l’uso di gas urticante da parte della polizia, sono state alimentate anche dalla coincidenza temporale: il congresso cade esattamente a cent’anni dal raduno del Partito nazionalsocialista a Weimar, a pochi chilometri da Erfurt, circostanza che storici e opposizioni giudicano una provocazione deliberata, mentre l’AfD la attribuisce al caso.
Agli occhi degli analisti di Bruxelles, la tenuta dell’AfD rappresenta un ulteriore segnale della ristrutturazione in corso nel panorama politico europeo, dove le forze sovraniste e di destra radicale consolidano consensi in diverse regioni, dalla Francia all’Italia. Per Berlino, il vero banco di prova saranno le elezioni regionali del 6 settembre in Sassonia-Anhalt e del 20 settembre in Meclemburgo-Pomerania Anteriore: nei due Länder orientali, l’AfD guida i sondaggi con percentuali che potrebbero garantirle per la prima volta la maggioranza assoluta e la guida di un governo statale. Un esito che, secondo molti osservatori, metterebbe sotto stress l’architettura istituzionale tedesca e il consenso postbellico sul rifiuto dell’estremismo.
Sul fronte interno, il congresso ha anche messo in luce le tensioni mai del tutto sopite tra l’ala più radicale, incarnata dal leader della Turingia Björn Höcke, e la dirigenza nazionale. Höcke, che aveva proposto di rivedere la lista delle organizzazioni incompatibili con l’iscrizione al partito, ha poi ritirato la mozione su pressione della presidenza, segno di un equilibrio precario che potrebbe riproporsi in vista della campagna elettorale. L’Ufficio federale per la protezione della Costituzione ha già classificato l’AfD come organizzazione di estrema destra, ma un eventuale procedimento di messa al bando appare lungo e politicamente rischioso: potrebbe, come già accaduto durante le proteste di Erfurt, compattare il partito e accrescerne la popolarità presso un elettorato che si sente escluso dal dibattito mainstream.
| Stampa russa e CSI | +0.60 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
L'AfD consolida la sua posizione nonostante le pressioni esterne, dimostrando che il dissenso politico non può essere soffocato dalle proteste di piazza.
Si equipara la protesta a un tentativo di censura, invertendo il rapporto tra maggioranza e minoranza: la legittimità del partito viene affermata contrapponendola alla presunta illegittimità delle manifestazioni.
Non si menziona il contenuto delle proteste né le accuse di estremismo contro l'AfD, che nei resoconti atlantici sono centrali.
La democrazia tedesca è sotto attacco da parte di un partito di estrema destra che cerca di normalizzare l'intolleranza, ma i cittadini scendono in piazza per difendere i valori liberali.
Si universalizza la minaccia: l'AfD non è solo un partito tedesco, ma un pericolo per l'intero ordine democratico occidentale, e le proteste diventano un baluardo contro l'autoritarismo.
Non si riconosce la legittimità elettorale dell'AfD né il fatto che abbia ottenuto consenso popolare, concentrandosi solo sugli aspetti estremisti.
Il partito di destra radicale tiene il suo congresso tra contestazioni, confermando la sua presenza ma anche la sua controversa posizione nel sistema politico tedesco.
Si adotta un tono distaccato, presentando i fatti senza enfasi, ma con un implicito giudizio di normalizzazione: l'AfD è un attore politico come altri, ma le proteste ne evidenziano la natura divisiva.
Non si approfondiscono le ragioni delle proteste né le posizioni specifiche dell'AfD, mantenendo una descrizione superficiale.
Allarga lo sguardo
Samsung centra un utile record, ma i mercati puniscono i chip: il rally dell’IA sotto esame
5 lingue · 13 testate
Da TechnologyPechino valuta di blindare i suoi modelli di IA più avanzati
4 lingue · 8 testate
Da Science & HealthCosì l'esercizio regolare dimezza il rischio infarto: le nuove mappe della salute
5 lingue · 11 testate