
Messico già qualificato, ora sogna il tris storico
Con due vittorie e nessuna rete subita, il Tri si gode il primato nel Gruppo A e prepara le rotazioni anti-Cechia, mentre Aguirre concede riposo e accarezza il record di punti.
Il Messico è la prima squadra a staccare il biglietto per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026. Davanti al pubblico dello stadio di Guadalajara, la rete di Luis Romo al quinto minuto della ripresa – propiziata da un’incertezza del portiere sudcoreano Kim Seung-gyu – ha piegato la Corea del Sud con un 1-0 che blinda il primo posto nel Gruppo A. È una qualificazione costruita sulla solidità difensiva: due gare, due vittorie, tre reti segnate e zero subite. Il tecnico Javier Aguirre, alla terza esperienza sulla panchina del Tri, ha plasmato un collettivo disciplinato, capace di leggere i momenti della partita e colpire quando l’equilibrio tattico rischiava di incepparsi.
Il successo ha permesso ad Aguirre di sorprendere il gruppo con qualche ora di libertà dopo l’allenamento mattutino: i giocatori hanno potuto incontrare le famiglie, staccare dalla routine e alleggerire la pressione mentale. Una scelta che riflette la ritrovata serenità dell’ambiente, dopo le perplessità che avevano accompagnato il ritorno del “Vasco” in panchina. «Nel calcio – ha commentato il tecnico – se vinci sei il migliore, se perdi il peggiore: io resto calmo, la mia filosofia non cambia». Parole che certificano un approccio pragmatico, già orientato al terzo impegno del girone.
Mercoledì 24 giugno, all’Azteca di Città del Messico, il Tri affronterà la Repubblica Ceca con la possibilità di centrare un primato mai raggiunto: chiudere una fase a gironi mondiale a punteggio pieno. Nelle sei precedenti partecipazioni, infatti, il Messico non è mai riuscito a vincere tutte e tre le partite. Il margine di manovra, garantito dalla sicurezza del primo posto, apre scenari di rotazione: secondo le indiscrezioni raccolte negli ambienti vicini alla federazione, tra i pali potrebbe esordire Guillermo Ochoa, cinque volte mondiale, alla sesta presenza da record, eguagliando Messi e Cristiano Ronaldo. Toccherà inoltre a elementi fin qui in ombra – come il difensore Chávez o l’attaccante Guillermo Martínez – se Aguirre deciderà di dosare le energie.
La sfida con i cechi è invece un crocevia per la squadra di Jaroslav Šilhavý, obbligata a vincere per sperare nel passaggio del turno. Un pareggio o una sconfitta la escluderebbero anche dal novero delle migliori terze. Di contro, la Corea del Sud, nonostante lo stop, conserva un’ampia probabilità di qualificazione (oltre il 91% secondo le proiezioni di Opta): le basterebbe un punto con il Sudafrica per garantirsi il secondo posto, mentre persino una sconfitta potrebbe non essere fatale, qualora i cechi non facessero bottino pieno.
Il Messico osserva il resto del girone da una posizione privilegiata, forte di un ranking FIFA risalito all’undicesimo posto e di un percorso netto che ha zittito gli scettici. La sfida all’Azteca diventa così l’occasione per rifinire i meccanismi offensivi e regalare a Ochoa un palcoscenico degno della sua carriera, senza però smarrire quell’attenzione difensiva che fin qui ha fatto la differenza. Perché nel calcio di Aguirre, anche quando la pressione si allenta, l’equilibrio resta la stella polare.
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Il Messico ha già assicurato il primo posto nel Gruppo A e un posto nella fase a eliminazione diretta. L'allenatore ha concesso ai giocatori un periodo di riposo, e la squadra ora sogna il terzo titolo mondiale storico. Con la qualificazione in tasca, il team fa ruotare i giocatori e scala la classifica FIFA.
La terza esperienza di Javier Aguirre come allenatore del Messico ha dato i suoi frutti, con la squadra che è diventata la prima a qualificarsi per la fase a eliminazione diretta. La vittoria sulla Corea del Sud ha messo a tacere i critici che avevano dubitato della sua riconferma.
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