
Marc Bloch entra al Panthéon: memoria storica e scontro politico nella Francia pre-elettorale
La cerimonia per lo storico e resistente ucciso dalla Gestapo diventa arena per le tensioni tra Macron, la destra radicale e la sinistra, a un anno dalle presidenziali.
Il 23 giugno 2026, i cenotafi dello storico Marc Bloch e della moglie Simonne Vidal sono stati accolti nel Panthéon di Parigi, in una cerimonia presieduta da Emmanuel Macron. La famiglia aveva chiesto che l'estrema destra fosse esclusa dall'evento, scatenando una polemica che ha preceduto la celebrazione. Bloch, cofondatore della scuola delle Annales, combattente della Grande Guerra e resistente torturato e fucilato dalla Gestapo nel 1944, è il primo storico a ricevere questo riconoscimento repubblicano. La sua opera "L'Étrange Défaite", lucida analisi del crollo francese del 1940, è stata al centro del discorso presidenziale.
Secondo fonti dell'Eliseo, Macron ha voluto leggere in Bloch un monito contro lo "spirito di disfatta" che ancora oggi minaccerebbe la Francia. Nel suo intervento, il presidente ha denunciato "coloro che si proclamano più francesi di voi", accusandoli di sacrificare la nazione a potenze straniere e di coltivare un "veleno lento della vita pubblica". Pur senza nominarli, il riferimento al Rassemblement National e a Reconquête è apparso trasparente agli osservatori politici francesi. Macron ha anche condannato l'antisemitismo, evocando le persecuzioni subite da Bloch sotto Vichy, in un passaggio che risuona con le attuali tensioni intorno a La France Insoumise.
L'esclusione dell'estrema destra ha innescato uno scambio di accuse. Jordan Bardella, presidente del RN, ha reso omaggio a Bloch come "cittadino-soldato", ma Jean-Luc Mélenchon lo ha attaccato ricordando le radici collaborazioniste del partito. Bardella ha replicato citando il comunista Francis André che denunciò Bloch. La folla presente, descritta dai media francesi come meno imponente rispetto ad altre panthéonisations, era composta in gran parte da studenti di storia e appassionati, segno di un interesse più intellettuale che popolare.
La panthéonisation di Bloch è la sesta del mandato Macron, che con nove figure onorate supera il record di François Mitterrand. Negli ambienti presidenziali si sottolinea la coerenza della selezione: dai testimoni della Prima guerra mondiale ai promotori di progressi civili come Simone Veil e Robert Badinter. L'evento si inserisce in una strategia più ampia: secondo il quotidiano italiano Libero, Macron è alla ricerca di un "terzo uomo" per le presidenziali del 2027, per preservare la sua eredità politica mentre i suoi ex premier Attal e Philippe si contendono lo spazio centrista. La cerimonia, dunque, ha offerto al presidente uscente un palcoscenico per ribadire la propria visione della Francia, in un anno che si preannuncia decisivo per il futuro politico del paese.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'ingresso di Marc Bloch al Pantheon corona una vita di rigore intellettuale e sacrificio per la Francia, ma l'iniziativa di Macron solleva interrogativi sull'uso politico della memoria nazionale. La cerimonia diventa così un momento di celebrazione e insieme di calcolo strategico per il dopo-2027.
A Parigi, una cerimonia simbolica ha portato lo storico e partigiano Marc Bloch nel Pantheon, per decisione di Macron. La stampa russa riporta l'evento con distacco, sottolineando il riconoscimento del suo lavoro e coraggio, senza enfasi politica.
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