
Droghe sintetiche e nuove rotte: l’allarme globale si accende tra Africa e Asia
Kenya conta 4,7 milioni di consumatori, la Nigeria denuncia il nesso tra narcotraffico e insicurezza, mentre Indonesia e Ghana rafforzano prevenzione e strutture.
La Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga ha messo in luce una trasformazione del mercato globale degli stupefacenti, con le sostanze sintetiche e le rotte di transito in evoluzione che alimentano insicurezza e crisi sanitarie in più continenti. A Abuja, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC) ha avvertito che il narcotraffico, sempre più dominato da reti criminali organizzate e da cannabinoidi e oppioidi sintetici, sta aggravando le instabilità regionali, in particolare in Nigeria, dove il fenomeno si intreccia con le economie illecite e le sfide alla sicurezza nazionale.
I dati resi noti da Nairobi dipingono un quadro allarmante per il Kenya: secondo l’Autorità nazionale per la lotta all’alcol e alla droga (NACADA), 4,7 milioni di kenioti tra i 15 e i 65 anni fanno uso di almeno una sostanza, con la regione costiera che registra una prevalenza del 29,3% e la contea di Mombasa che tocca il 34,4%. Le autorità di Nairobi hanno risposto con un approccio bilanciato che affianca alla repressione – culminata nel sequestro di oltre una tonnellata di metanfetamina pura nell’Oceano Indiano – il potenziamento della prevenzione, del trattamento e del reinserimento sociale, incluso l’impiego sperimentale dell’analisi delle acque reflue per monitorare in tempo quasi reale i consumi.
A Giacarta, il Ministero della Salute indonesiano ha segnalato una prevalenza del 2,11% nella fascia 15-64 anni, con una stima di 4,6 milioni di consumatori nel 2026, in crescita rispetto all’anno precedente. L’allarme si concentra sui giovani tra i 20 e i 29 anni e sull’aumento dei casi tra gli adolescenti sotto i 19 anni. Nonostante la presenza di quasi 1.500 strutture sanitarie dedicate, il divario tra domanda e offerta di riabilitazione resta profondo: decine di migliaia di persone ricevono cure a fronte di centinaia di migliaia che ne avrebbero bisogno. Le autorità sanitarie puntano sull’integrazione di screening standardizzati nei servizi di base e sull’espansione della terapia metadonica, con un finanziamento che garantisca l’accesso ai non abbienti.
Da Accra, il ministro dell’Interno ghanese ha denunciato l’aumento del consumo di cannabis, tramadolo e tapentadolo tra i giovani, annunciando il rafforzamento della Commissione narcotici con riforme legali e la creazione di un laboratorio forense. In tutte le capitali africane e asiatiche, la parola d’ordine è innovazione: sistemi di allerta precoce per le nuove sostanze psicoattive, programmi di prevenzione basati sulle comunità e alternative alla detenzione per i consumatori. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, questi sviluppi rappresentano un campanello d’allarme: le rotte del traffico che attraversano l’Africa occidentale e l’Oceano Indiano alimentano i mercati di consumo europei, mentre la diffusione di oppioidi sintetici richiede un rafforzamento della cooperazione investigativa e dei servizi di riduzione del danno. Il prossimo banco di prova sarà la capacità di tradurre gli impegni della Giornata mondiale in finanziamenti stabili per i sistemi di monitoraggio e le reti di cura territoriali.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Kenya sta affrontando una grave crisi della droga, con 4,7 milioni di consumatori e la regione costiera come epicentro. Il governo ha intensificato le retate e i programmi di riabilitazione, ma la situazione resta allarmante. La crisi si inserisce in una tendenza più ampia che coinvolge Africa e Asia e richiede un intervento immediato.
L'Indonesia sta rafforzando i servizi sanitari per ampliare la riabilitazione medica dei tossicodipendenti, in risposta a una prevalenza in crescita da 4,1 a 4,6 milioni di persone. L'approccio è incentrato sulla cura e sul trattamento, non solo sulla repressione. Le autorità sanitarie adottano una linea pragmatica e misurata di fronte al problema crescente.
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