
Macron e la coalizione dei volenterosi: «Difenderemo la libertà a costo del sangue»
Al vertice di Parigi, con Zelensky e 37 paesi, la Francia guida il sostegno militare all'Ucraina mentre Mosca denuncia «istigatori alla guerra».
Il 13 luglio 2026, a Parigi, si è riunito il vertice della «coalizione dei volenterosi» per l’Ucraina, alla presenza del presidente Volodymyr Zelensky e di rappresentanti di 37 Stati. Nel tradizionale discorso alle forze armate alla vigilia della festa nazionale del 14 luglio, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che l’Europa sta vivendo un «risveglio strategico» ed è pronta a difendere la libertà «al costo del sangue, se necessario», pur ribadendo una linea di «non belligeranza». L’incontro, co-presieduto con il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha l’obiettivo di rafforzare il sostegno militare a Kiev e aumentare la pressione su Mosca.
Secondo l’Eliseo, la coalizione – avviata da Francia e Regno Unito nel febbraio 2025 e riunitasi quindici volte – ha adottato il 6 gennaio scorso la Dichiarazione di Parigi, che delinea garanzie di sicurezza «robuste» per l’Ucraina, inclusa una forza multinazionale da dispiegare dopo un cessate il fuoco. Il Cremlino, tramite il portavoce Dmitrij Peskov, ha bollato i partecipanti come «una coalizione di illusi e guerrafondai» che si illudono di infliggere una sconfitta strategica alla Russia. Da Washington, gli Stati Uniti non fanno formalmente parte della coalizione ma saranno coinvolti nel monitoraggio di un eventuale cessate il fuoco; diversi membri europei condizionano il proprio impegno alla presenza di una rete di sicurezza americana.
Sul piano operativo, il vertice ha ospitato la prima riunione della «coalizione antibalistica» per potenziare la difesa aerea e missilistica ucraina, anche attraverso la produzione su licenza di sistemi d’arma nel paese. La Francia ha annunciato nuovi pacchetti di sostegno nei settori aereo e antimissile. La forza multinazionale per l’Ucraina, i cui piani sono stati messi a punto da uno stato maggiore insediato al Mont-Valérien, sarà ufficialmente dichiarata pronta al dispiegamento e saranno programmate esercitazioni congiunte. Il comando passerà dalla Francia al Regno Unito per i prossimi dodici mesi.
Macron ha inoltre esortato a proseguire i progetti industriali europei nel settore della difesa, rammaricandosi per il fallimento del programma franco-tedesco SCAF e mettendo in guardia contro «l’assurdità» del nazionalismo. Il vertice si inserisce in un momento di «rinnovata convergenza e unità transatlantica», secondo Parigi, e precede la parata militare sugli Champs-Élysées, aperta da cinquecento soldati dei paesi della coalizione. Per l’Italia, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato al summit, mentre il presidente Sergio Mattarella assisterà alla parata, a conferma dell’allineamento di Roma.
Il dossier resta aperto: il cessate il fuoco appare ancora lontano, ma la coalizione intende dimostrare che non vi è alcun segno di stanchezza nel sostegno a Kiev. I prossimi passi prevedono la dichiarazione formale di prontezza della forza multinazionale e l’avvio di esercitazioni congiunte, mentre proseguono i lavori per le garanzie di sicurezza e la cooperazione industriale nel settore della difesa.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.90 | aligned |
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| Stampa europea continentale | +0.10 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
L'Europa si sta risvegliando strategicamente e si prepara a difendersi con ogni mezzo, anche a costo del sangue.
Usa la retorica del 'risveglio strategico' per presentare la mobilitazione europea come una reazione inevitabile e nobile all'aggressione russa, creando un senso di urgenza e unità.
Non riporta la condanna russa che definisce la coalizione 'istigatori alla guerra', presente nei resoconti europei continentali.
La Francia e i suoi alleati si riarmano e organizzano la Coalizione dei Volenterosi, mentre la Russia li accusa di essere guerrafondai.
Bilancia le dichiarazioni di Macron con le critiche russe, presentando il conflitto come una disputa tra due narrazioni opposte senza prendere una posizione esplicita.
L'Europa difenderà la libertà a tutti i costi, e il vertice della Coalizione dei Volenterosi spinge per un cessate il fuoco.
Riporta i fatti in modo distaccato, senza enfatizzare né la retorica europea né le critiche russe, mantenendo un tono neutrale.
Non menziona la reazione russa che accusa la coalizione di essere guerrafondai, presente nei resoconti europei.
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