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Lacrime e rigori: il Marocco spegne l’Olanda e avanza

Dopo il pari al 91’, i Leoni dell’Atlante trionfano 3-2 dal dischetto e affronteranno il Canada negli ottavi di finale.

È stato Ismael Saibari, con un destro incrociato che ha gelato il portiere Verbruggen, a scrivere la parola fine su una notte di tensione e pathos. Dopo 120 minuti di battaglia, il Marocco ha eliminato i Paesi Bassi 3-2 ai calci di rigore, conquistando l’accesso agli ottavi di finale del Mondiale 2026. La sequenza dal dischetto era stata un’altalena di errori: pali colpiti da Kluivert e Hakimi, un tiro fuori di Timber, fino alla parata decisiva di Yassine Bounou su Summerville. Poi il penalty di Saibari ha scatenato la festa dei Leoni dell’Atlante, che ora guardano al Canada.

La sfida dello stadio BBVA di Monterrey, ultimo atto mondiale nella città messicana, era stata un corpo a corpo fin dai primi minuti. Il Marocco, più intraprendente, aveva sfiorato il gol con El Aynaoui e Hakimi, ma Verbruggen si era eretto a muro. I Paesi Bassi, compassati, avevano retto l’urto e al 72’ avevano trovato il vantaggio con un contropiede fulmineo: lancio del portiere, sponda di Weghorst, assist di Summerville e tocco vincente di Cody Gakpo. L’attaccante del Liverpool, che nei giorni scorsi aveva perso il figlio che la compagna portava in grembo, è scoppiato in lacrime indicando il cielo, in un gesto che ha commosso l’intero stadio. Sembrava il colpo del ko, ma al 91’ Issa Diop ha impattato di testa su cross di Talbi, prolungando la contesa.

Il pubblico di Monterrey, in larga parte messicano, ha sostenuto rumorosamente il Marocco, rievocando il celebre «No era penal» del 2014, quando l’Olanda eliminò il Messico con un rigore contestato. Secondo la stampa locale, il tifo ha trasformato la partita in una sorta di rivincita simbolica, con cori e incitamenti che hanno spinto i nordafricani. Nell’ottica europea, invece, l’eliminazione olandese conferma un declino generazionale: la squadra di Koeman, pur con individualità di talento, non è riuscita a imporre un gioco all’altezza della sua storia, come ammesso dallo stesso capitano Van Dijk nel post-partita.

Per il Marocco, semifinalista in Qatar nel 2022, si tratta della conferma di un movimento in piena ascesa, capace di unire tecnica e resilienza. La prossima sfida contro il Canada, padrone di casa, si annuncia come un banco di prova per continuare a sognare. Gli africani, guidati da Hakimi e dal portiere Bono, hanno dimostrato di saper soffrire e colpire, alimentando le speranze di un’intera regione. L’appuntamento è per il 4 luglio a Houston.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TrionfoSchadenfreudeUrgenza

In una notte di passione a Monterrey, il Marocco ha compiuto un'impresa epica, eliminando i Paesi Bassi ai rigori con il sostegno fragoroso del pubblico messicano, assetato di rivincita. I Leoni dell'Atlante hanno ribaltato un destino che sembrava segnato, regalando all'America Latina una gioia intensa e trasformando lo stadio in un carnevale di emozioni.

Stampa europea continentale/ DACH+
ScetticismoDistacco

L'Olanda esce dal Mondiale in modo amaro, incapace di gestire il vantaggio fino al recupero e poi crollando ai rigori contro un Marocco più determinato. L'eliminazione precoce solleva interrogativi sulla tenuta mentale della squadra e sulla gestione dei momenti chiave, in una serata in cui la freddezza è mancata.

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martedì 30 giugno 2026

Lacrime e rigori: il Marocco spegne l’Olanda e avanza

Dopo il pari al 91’, i Leoni dell’Atlante trionfano 3-2 dal dischetto e affronteranno il Canada negli ottavi di finale.

È stato Ismael Saibari, con un destro incrociato che ha gelato il portiere Verbruggen, a scrivere la parola fine su una notte di tensione e pathos. Dopo 120 minuti di battaglia, il Marocco ha eliminato i Paesi Bassi 3-2 ai calci di rigore, conquistando l’accesso agli ottavi di finale del Mondiale 2026. La sequenza dal dischetto era stata un’altalena di errori: pali colpiti da Kluivert e Hakimi, un tiro fuori di Timber, fino alla parata decisiva di Yassine Bounou su Summerville. Poi il penalty di Saibari ha scatenato la festa dei Leoni dell’Atlante, che ora guardano al Canada.

La sfida dello stadio BBVA di Monterrey, ultimo atto mondiale nella città messicana, era stata un corpo a corpo fin dai primi minuti. Il Marocco, più intraprendente, aveva sfiorato il gol con El Aynaoui e Hakimi, ma Verbruggen si era eretto a muro. I Paesi Bassi, compassati, avevano retto l’urto e al 72’ avevano trovato il vantaggio con un contropiede fulmineo: lancio del portiere, sponda di Weghorst, assist di Summerville e tocco vincente di Cody Gakpo. L’attaccante del Liverpool, che nei giorni scorsi aveva perso il figlio che la compagna portava in grembo, è scoppiato in lacrime indicando il cielo, in un gesto che ha commosso l’intero stadio. Sembrava il colpo del ko, ma al 91’ Issa Diop ha impattato di testa su cross di Talbi, prolungando la contesa.

Il pubblico di Monterrey, in larga parte messicano, ha sostenuto rumorosamente il Marocco, rievocando il celebre «No era penal» del 2014, quando l’Olanda eliminò il Messico con un rigore contestato. Secondo la stampa locale, il tifo ha trasformato la partita in una sorta di rivincita simbolica, con cori e incitamenti che hanno spinto i nordafricani. Nell’ottica europea, invece, l’eliminazione olandese conferma un declino generazionale: la squadra di Koeman, pur con individualità di talento, non è riuscita a imporre un gioco all’altezza della sua storia, come ammesso dallo stesso capitano Van Dijk nel post-partita.

Per il Marocco, semifinalista in Qatar nel 2022, si tratta della conferma di un movimento in piena ascesa, capace di unire tecnica e resilienza. La prossima sfida contro il Canada, padrone di casa, si annuncia come un banco di prova per continuare a sognare. Gli africani, guidati da Hakimi e dal portiere Bono, hanno dimostrato di saper soffrire e colpire, alimentando le speranze di un’intera regione. L’appuntamento è per il 4 luglio a Houston.

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L'Olanda esce dal Mondiale in modo amaro, incapace di gestire il vantaggio fino al recupero e poi crollando ai rigori contro un Marocco più determinato. L'eliminazione precoce solleva interrogativi sulla tenuta mentale della squadra e sulla gestione dei momenti chiave, in una serata in cui la freddezza è mancata.

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