
Paolini e Grant, rimonte e debutti: l’Italia sorride a Wimbledon nel giorno di Serena
Jasmine Paolini rimonta da 0-6 e Tyra Grant vince al debutto Slam, mentre Serena Williams torna in singolare dopo quattro anni.
Il secondo giorno di Wimbledon si è aperto con una vittoria italiana costruita sulla resilienza. Jasmine Paolini, testa di serie numero 13 e finalista uscente, ha piegato la statunitense Robin Montgomery in due ore e ventidue minuti, ribaltando un primo set perso a zero. Sotto 0-6, la toscana ha annullato due palle break nel secondo parziale sul 3-3, ha retto l’urto dei colpi potenti dell’avversaria e ha chiuso 6-4, per poi gestire un terzo set in cui Montgomery era fuggita sul 4-2. Paolini ha recuperato il break, ha sprecato un match point sul 5-4 e ha infine sigillato il 7-5 alla seconda opportunità, confermando la solidità mentale che l’anno scorso l’aveva portata fino all’ultimo atto dei Championships.
Sul Campo 3, la diciottenne Tyra Caterina Grant ha firmato la prima vittoria Slam della carriera con un 6-4 6-2 che ha spento l’entusiasmo del pubblico di casa per Katie Boulter, numero 60 del ranking. La romana, promossa dalle qualificazioni, non ha concesso palle break e ha imposto il proprio ritmo nonostante una percentuale di prime palle ferma al 51%. Secondo gli osservatori britannici, l’uscita di scena di Boulter rappresenta una battuta d’arresto per le speranze locali nel tabellone femminile, mentre in Italia il risultato di Grant viene letto come l’ennesimo segnale di un ricambio generazionale che sta producendo risultati concreti sui palcoscenici maggiori.
Nel tabellone maschile, l’attenzione italiana si concentra sugli incontri serali. Matteo Berrettini, rientrato ai quarti al Roland Garros prima di un infortunio, affronta Stan Wawrinka sul Campo 1 in quello che per lo svizzero quarantunenne sarà l’ultimo Wimbledon. Flavio Cobolli, finalista a Parigi, esordisce contro l’argentino Mariano Navone sul Campo 2, mentre Matteo Arnaldi e Lorenzo Sonego completano il poker azzurro. La stampa internazionale sottolinea come la profondità del movimento italiano, già evidenziata dalla semifinale Slam di Arnaldi e dalla finale di Cobolli, rappresenti una delle narrazioni più solide di questa edizione.
Il baricentro emotivo della giornata resta però il ritorno in singolare di Serena Williams. A quasi quarantacinque anni, la ventitré volte campionessa Slam scende in campo contro l’australiana Maya Joint, ventenne, nell’ultimo match sul Centre Court. Williams manca da una partita ufficiale di singolare dallo US Open 2022, quando fu eliminata da Ajla Tomljanović. La sua presenza è stata accolta con aspettative contrastanti: i fan irlandesi intervistati dalla Reuters parlano di “emozione” e “fortuna”, mentre tra il pubblico londinese c’è chi giudica l’età un “grande rischio”. La stessa Williams ha raccontato di aver accettato la wild card quasi per istinto, dicendosi pronta a rivivere i nervi che precedono i match importanti. La prospettiva di un ultimo ballo sull’erba che l’ha consacrata sette volte regina domina i commenti della stampa anglosassone e sudamericana.
Per l’Italia, la giornata prosegue con gli impegni di Berrettini, Cobolli, Arnaldi e Sonego, mentre Paolini attende la vincente tra Golubic e Shymanovich. Grant, dal canto suo, troverà una tra Gibson e Bouzkova. Il torneo londinese, che ha già visto l’eliminazione a sorpresa di Jannik Sinner al primo turno, si conferma terreno di immediate verifiche e di storie che intrecciano passato e futuro.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa italiana inquadra la giornata di Wimbledon come un banco di prova per i propri tennisti, con Berrettini, Paolini e Cobolli in primo piano. Il ritorno di Serena Williams viene registrato come un evento storico ma resta sullo sfondo, trattato con rispetto e senza eccessi emotivi.
I media del Sud-est asiatico celebrano il ritorno di Serena Williams attraverso le parole di Novak Djokovic, che definisce la sua scelta ispiratrice. L'attenzione è sulla dimensione leggendaria del gesto, con un tono rispettoso e ammirato.
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